Tony Parker: un soldato pluridecorato per i giovani Hornets
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Un soldato pluridecorato per i giovani Hornets: Tony Parker

Tony Parker maglia

Un soldato pluridecorato per i giovani Hornets: Tony Parker

L’anaciclosi, elaborata dallo storiografo Polibio, è una teoria evoluzionistica secondo cui i regimi politici seguono un andamento circolare del tempo e, giunti allo stadio di massimo degrado, ritornano al punto di partenza riprendendone lo sviluppo. Un concetto che può essere applicato anche ai regimi NBA. Tutte le franchigie infatti, perfino quelle più lungimiranti, sono destinate a crollare e a ripartire dalle loro ceneri. È successo ai Los Angeles Lakers del duo Kobe-Shaq, ai Chicago Bulls di Jordan e sta succedendo anche agli attuali San Antonio Spurs: dopo 17 stagioni in Texas, Tony Parker ha firmato un biennale da 10 milioni con i Charlotte Hornets. Il suo addio, unito a quello precedente di Duncan e alla situazione di Ginobili, sancisce la fine di un’era.

https://www.youtube.com/watch?v=SBop0qRYP30

 

TONY PARKER: ICONA NEROARGENTO

Arrivato in NBA a soli 19 anni con la ventottesima scelta, Tony Parker entra nella top ten dei giocatori più fedeli alla loro bandiera. Ha vinto 4 titoli NBA, 1 titolo di MVP delle Finals nel 2007, nominato per 6 volte All-Star, segnato 18.943 punti e servito 6.892 assist. È stato parte del formidabile bi three formato insieme a Tim Duncan ed Emanuel Ginobili. Ad oggi rimangono il trio più longevo di sempre e anche il più vincente avendo portato a casa oltre 570 partite di regular season e 130 di playoff. Una vera e propria dinastia di cui Parker è stato un tassello imprescindibile.

TONY PARKER: ESPERIENZA AL SERVIZIO DELLA GIOVENTÙ 

A 37 anni il play francese ha però deciso di andare a giocare per il suo idolo, Michael Jordan, e al fianco del connazionale Nicolas Batum, con cui probabilmente chiuderà la sua carriera. Tony Parker ha concluso l’ultima stagione, iniziata a dicembre per un grave infortunio, a 7.7 punti, 1.7 rimbalzi e 3.5 assist in quasi 20 minuti di media a partita. Malgrado le stats e il minutaggio siano abbondantemente calati rispetto al passato è ancora presto per definirlo un giocatore fatto e finito: a Charlotte la sua leadership ed esperienza saranno fonte di giovamento per gli innumerevoli giovani presenti a roster (l’età media di questi Hornets è di 24 anni, tra le più basse della lega). In particolare Kemba Walker, qualora restasse, potrebbe migliorare sotto la sua guida e magari raggiungere definitivamente lo stadio di All-Star.  Il neo coach James Borrego lo farà subentrare dalla panchina per far rifiatare proprio Walker. Parker dovrà dettare il ritmo della gara, portare ordine sul parquet e smazzare assist per i compagni. Le sue gambe forse non saranno più atletiche e scattanti come una volta , ma il QI non invecchia con gli anni cosi come la sua illuminante visione di gioco. Senza dimenticare il solito affidabile jumper, nell’ultima annata ha tirato con il 47.5% dal campo. La circolazione, grazie alla sua presenza in campo, non è mai stantia  e i lunghi sono agevolati dalla sua capacità di lettura nei giochi a due.

 

Il jumper di Tony Parker è un’arma che Charlotte potrà sfruttare quando bisognerà sbrogliare la matassa.

Dove possono arrivare il prossimo anno gli Hornets? Presto per dare una risposta. Charlotte infatti necessiterebbe ancora di un centro dalle doti prettamente offensive (tutto l’opposto del neo arrivato Bismack Biyombo) e di un tiratore. Il problema è che attualmente il roster è pieno, dunque in caso servirà sondare il terreno per vedere se c’è la possibilità di imbastire qualche scambio.Tutto dipenderà dal futuro di Walker e dalla speranza che i giovani, Malik Monk e Miles Bridges su tutti, esplodano al più presto. In una Eastern Conference orfana del Re e ricca di franchigie in piena rebuilding (Atlanta Hawks, Brooklyn Nets, New York Knicks…), i calabroni potrebbero strapparsi qualche soddisfazione

 

 

 

Daniele Guadagno
dany20991@gmail.com

Daniele Guadagno, redattore per NBAPassion.com

1 Comment
  • Paolo
    Posted at 12:13h, 14 Luglio Rispondi

    “Fatto e finito” ha un significato positivo ‘ ovvero vuol dire “completo”. È ancora presto per considerarlo finito. Fatto e finito lo è da tanto, un campione

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