Houston Rockets ancora in corsa, Harden e compagni abbattono i Warriors

Grandissima vittoria per gli Houston Rockets, che in gara-3 si impongono per 126-121 all’overtime contro i Golden State Warriors e tengono aperta la serie. Un ko tra le mura amiche, dopo i primi due riportati alla Oracle Arena, infatti, avrebbe potuto condannare i Razzi a un’uscita di scena in largo anticipo. Col successo di gara-3, invece, i Rockets possono ancora sperare, anche perché avranno la possibilità di rimettere in parità la serie nella prossima sfida, in programma nella notte tra domani e dopodomani sempre al Toyota Center. Al di là del punteggio finale, spicca la gran personalità con cui Houston è riuscita a imporsi su Golden State.

I campioni in carica si sono aggrappati alla solidità e alla tenacia di Draymond Green e Andre Iguodala (tripla doppia da 19 punti, 11 rimbalzi, 10 assist e 2 stoppate per il primo, 16 punti, 5 rimbalzi, 3 assist, un recupero e 3 stoppate per il secondo), ma soprattutto allo strapotere di Kevin Durant, autore di ben 46 punti, 3 rimbalzi e 6 assist col 60% da dietro l’arco (6/10). Dopo un primo tempo difficile, concluso con appena il 36% al tiro (5/14), KD ha tirato col 53% dal campo (9/17) tra secondo tempo e overtime, permettendo ai suoi di credere nell’impresa fino alla fine, senza successo. Per i Warriors si tratta della prima sconfitta assoluta in una gara che Green chiude in tripla doppia (il loro record in queste occasioni era addirittura 27-0).

Male, invece, gli Splash Brothers, soprattutto Steph Curry, fermatosi a 17 punti col 30% dal campo (7/23) e il 22% da tre (2/9), con Klay Thompson che in difesa dà un buon contributo, ma in attacco non va oltre 16 punti col 33% dalla lunga distanza (2/6). Gli Houston Rockets, dal canto loro, perdono tanti palloni, soprattutto nel finale del quarto quarto (13 turnovers totali), ma riescono a sopperire agli errori con grande spirito di squadra e un carattere da vendere.

Eric Gordon è l’arma in più degli Houston Rockets: per l’ex Sesto uomo ben 30 punti con 7/14 da tre.

Il cuore e la grinta degli Houston Rockets tengono aperta la serie

Houston, del resto, ha tanta voglia di rifarsi dopo i ko di gara-1 e gara-2 e non intende lasciare nulla al caso. Oltre al solito James Harden, che disputa la sua miglior partita in questi playoff, chiudendo a quota 41 punti, 9 rimbalzi, 6 assist e un recupero (nonostante i suoi occhi non siano ancora al top, soprattutto quello destro), si fanno valere in particolar modo Eric Gordon – che mette a referto ben 30 punti col 55% al tiro (11/20) e il 50% dalla lunga distanza (7/14) e un gran recupero ai danni di Klay Thompson, risultando ancora una volta una pedina insostituibile – e Clint Capela, che fa registrare una doppia da 13 punti, 11 rimbalzi e una super stoppata su un tentativo di Iguodala.

Molto bene anche P.J. Tucker, che in attacco non è un’arma in più, ma in difesa è un autentico ago della bilancia: per lui 7 punti, ben 12 rimbalzi (di cui 5 offensivi), 3 assist e 2 stoppate. Tutto sommato positiva anche la prova di Chris Paul, che mette a referto 14 punti, 8 rimbalzi, 7 assist, una palla recuperata e una stoppata col 50% dal campo (4/8), ma la differenza la fa anche e soprattutto la second unit. Ben 21 punti, infatti, i punti combinati da Iman Shumpert (10 con 3/5 dalla lunga distanza in 18’), Nenê (3 punti, 4 rimbalzi e tanta fisicità sotto le plance) e Austin Rivers (8 punti, 4 rimbalzi e una stoppata in 28’ con 3/6 dal campo e 2/4 da tre), mentre la panchina dei Warriors ne totalizza appena 7 (3 per Livingston, 2 a testa per Looney e McKinnie).

Dennis Izzo

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