Houston Rockets ko sul filo di lana, Warriors ok in gara-1 tra le polemiche

I Golden State Warriors si aggiudicano gara-1 delle semifinali di Conference contro gli Houston Rockets, non senza polemiche. I campioni in carica, infatti, si impongono per 104-100 tra le mura amiche, al termine di una gara molto combattuta e con tanti errori da entrambe le parti (20 palle perse e appena il 32% da dietro l’arco con 7/22 per i Dubs, 42% al tiro con 31/74 e 30% da tre con 14/47 per i Razzi). A far discutere, però, sono soprattutto le tante sviste arbitrali, che fanno infuriare in particolar modo gli ospiti. Tante, infatti, le situazioni in cui Houston protesta per le mancate chiamate, collezionando numerosi falli tecnici. In particolare, spiccano un intervento da flagrant foul di Klay Thompson su una tripla dell’MVP (molto simile al fallo scriteriato di Zaza Pachulia che causò l’infortunio di Kawhi Leonard nelle Finali di Conference del 2017 tra GSW e San Antonio Spurs) e un fallo di Draymond Green su un tentativo da dietro l’arco per il possibile pareggio sempre di Harden.

Nel primo tempo, i Warriors tirano molto meglio degli ospiti, che si affidano spesso e volentieri a possessi in isolamento e a conclusioni dalla lunga distanza che non sortiscono gli effetti sperati. Ciò nonostante, la sfida è molto tirata e i Rockets riescono a rimanere a contatto con gli avversari, concludendo la prima frazione di gioco sul 53-53. Nella ripresa, il copione non cambia, con Houston che continua ad affidarsi a una difesa tutto sommato positiva, con Kevin Durant tenuto al 44% dal campo (11/25) e Stephen Curry al 30% da dietro l’arco (3/10).

KD chiude comunque a quota 35 punti, 5 rimbalzi, 3 assist, una palla recuperata e una stoppata, risultando l’unico tra le file della franchigia della Baia a scollinare i 20 punti. Steph Curry, infatti, si ferma a 18, facendo registrare anche 7 rimbalzi, 4 assist e un recupero, rendendosi però autore del canestro da tre punti che vale il +5 nel finale (103-98), mentre Klay Thompson mette a referto 13 punti, 4 rimbalzi, 3 assist e 2 steals e Andre Iguodala dà un ottimo contributo in quintetto, rendendosi autore di 14 punti, 4 rimbalzi, 2 assist e una stoppata con l’86% dal campo (6/7) e il 50% da tre (1/2). Molto positiva anche la prova offerta da Draymond Green, che sfiora la tripla doppia: per lui 14 punti, 9 rimbalzi, altrettanti assist, un recupero e una stoppata con un ottimo 78% al tiro (7/9).

Scelte sbagliate e mancati falli per i Rockets, i Warriors vincono di misura

Le proteste di James Harden, furioso per le tante chiamate mancate dagli arbitri sui suoi tiri da dietro l’arco.

I Rockets, dal canto loro, mandano appena tre giocatori in doppia cifra, con James Harden che risulta il miglior marcatore della serata insieme al sopracitato Durant: per il Barba 35 punti, 4 rimbalzi, 6 assist e ben 3 recuperi, ma appena il 32% dal campo (9/28) e il 25% dalla lunga distanza (4/16). Percentuali decisamente migliori per Chris Paul, che tira col 56% dal campo (5/9) e il 50% da dietro l’arco (3/6) e mette a referto 17 punti, 3 rimbalzi, 4 assist e 3 palle recuperate, e per Eric Gordon, autore di ben 27 punti, 4 rimbalzi e 2 stoppate col 53% al tiro (10/19) e un 31% da tre (4/13) per certi versi positivo, se si considera che aveva iniziato la sua gara tirando 0/6 da oltre l’arco.

Partita particolarmente complicata per Clint Capela, che non riesce a farsi valere né in attacco né in difesa: il pick and roll con Paul e Harden non funziona, la difesa dei Warriors lo ingabbia e ha la meglio sotto le plance, limitandolo a 4 punti, 6 rimbalzi e 2 assist col 50% al tiro (1/2). P.J. Tucker offre il solito apporto determinante nella metà campo difensiva, con ben 4 palle recuperate e tanta grinta e energia, ma in attacco è pressoché nullo (0/4 dal campo e 0/3 dalla lunga distanza). In uscita dalla panchina, invece, l’unico in grado di fare una prestazione positiva è Nenê, che fa registrare 8 punti, 2 rimbalzi, un assist e ben 3 palle recuperate col 100% al tiro (3/3) e ai liberi (2/2) in 14′, mentre Danuel House e Iman Shumpert mettono a referto appena 3 punti col 25% da tre (1/4) in 21′.

Nella notte tra domani e dopodomani andrà in scena gara-2, una partita che appare già fondamentale per capire in che direzione potrà andare una serie che si prospetta ancora lunga e combattuta. I Warriors sperano di ritrovare Steph Curry e Klay Thompson al top della forma per portarsi sul 2-0 e dare maggior supporto a Kevin Durant, mentre i Rockets dovranno cercare di evitare i tanti, troppi errori commessi al tiro e di non farsi prendere dal nervosismo, anche perché la sfida con i campioni in carica, soprattutto alla Oracle Arena, si combatte anche sul piano mentale e certe leggerezze possono fare la differenza.

Dennis Izzo

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