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Rockets, Morey sul futuro di D’Antoni: “Rinnovare sarà la nostra priorità”

di Dennis Izzo

Fino a pochi giorni fa, le voci sul futuro di Mike D’Antoni erano inevitabilmente passate in secondo piano, essendo gli Houston Rockets impegnati ai playoffs: stanotte si giocherà gara-2 delle semifinali di Conference contro i Los Angeles Lakers, dunque le attenzioni dei texani sono concentrate esclusivamente sulla post-season e soltanto a fine stagione ci si focalizzerà sui rinnovi contrattuali e sugli obiettivi in vista della prossima annata.

Approdato a Houston nell’estate 2016, Mike D’Antoni ha guidato i Rockets al miglior record della loro storia nella stagione 2017-2018 (primo posto a Ovest con ben 65 vittorie e appena 17 sconfitte) e a un passo dalle Finals, arrendendosi soltanto in gara-7 in finale di Conference contro i Golden State Warriors futuri campioni, anche e soprattutto a causa dell’infortunio di Chris Paul sul finire della vittoriosa gara-5.

Complessivamente, l’ex Baffo ha fatto registrare 217 successi e 101 ko in 318 gare alla guida dei Rockets in regular season, cui si sommano 28 vittorie e 19 sconfitte ai playoffs, per un totale di 245 match vinti e 120 persi in 365 partite (percentuale di vittorie superiore al 67%). Con lui in panchina, inoltre, Houston ha sempre centrato uno dei primi quattro posti nella Western Conference (3º nel 2016-2017, 1º nel 2017-2018, 4º nel 2018-2019 e quest’anno) e non è mai stata eliminata al primo turno dei playoff (secondo turno con gli Spurs nel 2017 e con i Warriors nel 2019, finali di Conference con Golden State nel 2018).

Quest’anno, i suoi Rockets puntano in maniera decisa all’anello, anche e soprattutto considerando l’uscita di scena, momentanea, dei Golden State Warriors, che dopo cinque apparizioni consecutive alle Finals con tre titoli vinti hanno salutato Kevin Durant e Andre Iguodala, passati rispettivamente ai Brooklyn Nets e ai Memphis Grizzlies, e hanno dovuto fare i conti con gli infortuni di Stephen Curry e Klay Thompson.

La concorrenza, nel frattempo, è aumentata, ma nessuna squadra pare a tratti imbattibile come quei Golden State Warriors, ragion per cui i Rockets sentono che l’anno giusto per puntare al titolo è proprio questo. Dopo aver superato il primo turno con gli Oklahoma City Thunder dell’ex Chris Paul, grazie alla vittoria per 104-102 in gara 7, Houston si è ritrovata davanti l’ostacolo Lakers. Gara-1 ha sorriso ai Rockets, capaci di imporsi con un netto 112-97, ma la serie è ancora lunga.

I Rockets continueranno a puntare su D’Antoni?

A prescindere da come finirà questa stagione, il general manager Daryl Morey sembra avere le idee chiare sul futuro del suo allenatore, che nell’estate 2019 sembrava vicinissimo al rinnovo contrattuale prima che l’intesa sfumasse. “La nostra priorità numero uno nella prossima free agency sarà rinnovare il contratto di Mike D’Antoni. I nostri giocatori più importanti sono tutti sotto contratto per la stagione 2020\21, per cui penso che far sì che Mike resti qui sia una cosa fondamentale.”, ha dichiarato il gm dei Rockets in merito alle sue intenzioni.

Del resto, fu proprio Morey a scegliere D’Antoni nel 2016, individuando in lui l’uomo perfetto per portare la filosofia della Morey Ball sul parquet. Il gm si fida ciecamente dell’attuale head coach dei Rockets, tanto da aver sempre cercato di mettergli a disposizione i giocatori adatti (tra questi, Eric Gordon, Gerald Green, P.J. Tucker) e da decidere di privarsi di Clint Capela per prendere Robert Covington e attuare una volta per tutte lo small ball, il quintetto senza lunghi di ruolo e con cinque tiratori in campo, tanto caro a D’Antoni.

Nell’estate 2019, quest’ultimo aveva deciso di rifiutare l’accordo di un anno propostogli dai Rockets, in quanto vorrebbe un contratto di tre anni. Al termine di gara 1 vinta coi Lakers, D’Antoni ha fatto sapere di essere concentrato esclusivamente sulla serie coi gialloviola: “Siamo in un momento troppo importante, non possiamo permetterci di distrarci pensando ad altro. Siamo concentrati su unico obiettivo e vogliamo raggiungerlo, questa è la cosa più importante di tutte.”, le sue parole.

69 anni compiuti lo scorso 8 maggio, l’ex head coach di Phoenix Suns, New York Knicks e Los Angeles Lakers si riavvicina dunque alla permanenza ai Rockets. Nel caso in cui dovesse lasciare Houston, non gli mancherebbero certo occasioni da cui ripartire: tra le squadre alla ricerca di un nuovo allenatore per la prossima stagione, infatti, figurano tante opzioni intriganti, tra cui i New Orleans Pelicans, i Philadelphia Sixers e gli Indiana Pacers.

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