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Rockets ko coi Nuggets, Jokic: “Che difesa! Harden sottotono? Ne ha messi 27!”

di Dennis Izzo

Si ferma a otto la striscia di vittorie consecutive degli Houston Rockets, che cadono per 105-95 al Pepsi Center contro i padroni di casa dei Denver Nuggets. Appena tre i giocatori in doppia cifra per gli ospiti, con James Harden e Russell Westbrook che risultano gli unici a superare i 20 punti: 27 punti, 7 rimbalzi, altrettanti assist e 3 palle recuperate col 50% al tiro (8/16 dal campo e 4/8 da dietro l’arco) per il primo, 25 punti, 2 rimbalzi e 5 assist per il secondo. Appena 5 punti a testa per Danuel House, costretto a uscire dopo 20′ sul parquet per un problema alla spalla, e P.J. Tucker.

Si mette ancora una volta in mostra, invece, Clint Capela, autore di una doppia doppia da 12 punti, 21 rimbalzi e una palla recuperata col 67% al tiro (6/9): il centro svizzero diventa così il primo giocatore dal 2003 a far registrare 20 o più rimbalzi per cinque gare consecutive. I Rockets tirano col 42% dal campo (32/76) e il 32% da dietro l’arco (12/38). Il trio Harden-Westbrook-Capela combina per 64 punti e 30 rimbalzi col 47% al tiro (22/47), il resto della squadra non va oltre i 31 punti col 34.5% dal campo (10/29) tra otto giocatori (Tucker, House, Rivers, McLemore, Sefolosha, Chandler, Clemons e Hartenstein). Pesa tantissimo l’assenza di Eric Gordon, che avrebbe potuto dare il suo apporto in uscita dalla panchina in una serata in cui la second unit non è riuscita a lasciare il segno.

“Ci hanno raddoppiato su ogni possesso. Sono stati molto bravi e fortunati e sono riusciti a portarsi a casa la vittoria. Noi non abbiamo fatto quello che avremmo dovuto fare.”, le parole di Harden nel post-partita. Il Barba interrompe così una striscia di otto partite consecutive da almeno 30 punti (42.1 punti di media, con cinque gare da 40 o più punti): per lui si tratta soltanto della quarta gara stagionale con meno di 30 punti, dopo quelle con Milwaukee Bucks (19 punti, minimo in stagione), New Orleans Pelicans (29) e Miami Heat (29).

Tra le file dei Nuggets, invece, va in doppia cifra tutto il quintetto. Spicca la prestazione del centro serbo Nikola Jokic, che mette a referto una doppia doppia da 27 punti, 12 rimbalzi e 4 assist col 63% al tiro (12/19) e il 50% dalla lunga distanza (2/4). Bene anche Will Barton (15 punti, 7 rimbalzi, 3 assist e un recupero con 7/12 dal campo), mentre Jamal Murray e Gary Harris segnano 10 punti a testa e Paul Millsap chiude a quota 11 punti, 6 rimbalzi, 2 assist, 3 palle rubate e una stoppata col 57% al tiro (4/7).

Nuggets di ferro, Malone ingabbia i Rockets

“Siamo stati molto solidi in difesa e siamo riusciti a tenere i Rockets sotto i 100 punti. Harden ha segnato poco? È assurdo pensare che 27 punti siano considerati pochi, questo ci fa capire quanto segni con facilità. Sapevamo che sta vivendo un ottimo momento di forma, perciò abbiamo cercato di complicargli le cose e chiudergli la via del canestro.”, ha dichiarato al termine della gara il migliore in campo Jokic, che con 27 punti ha stabilito il suo nuovo season-high in una singola gara, poche settimane dopo averne segnati 26 nel successo interno per 100-97 coi Philadelphia Sixers.

I Nuggets centrano così la loro terza vittoria di fila, riscattandosi al meglio dopo il ko incassato con gli Atlanta Hawks tra le mura amiche e dopo la sfuriata di coach Malone, salendo momentaneamente al secondo posto a Ovest (10-3), alle spalle dei soli Los Angeles Lakers (12-2), seppur con due partite in meno rispetto agli stessi Houston Rockets, attualmente terzi (11-4).

“Harden è pazzesco, guardare i filmati delle sue giocate è come guardare un film horror. Ha un talento enorme. È un maestro nel guadagnare falli, per lui hanno cambiato le regole NBA proprio come avvenne con Michael Jordan.”, l’elogio dell’allenatore dei Nuggets Mike Malone a James Harden, che i suoi giocatori hanno contenuto al meglio delle loro possibilità, mandandolo in lunetta appena dieci volte (in 15 gare, il fuoriclasse dei Rockets ha tirato dalla linea della carità almeno 11 volte in 13 occasioni, fermandosi a 10 solo contro i Blazers e, appunto, i Nuggets).

“James e Russ sono due dei pochissimi giocatori che possono fare sempre quel che vogliono, a prescindere dall’efficienza delle difese avversarie. Se fanno bene o male dipende quasi esclusivamente dal loro stato di forma e non da altri fattori. Sono entrambi due giocatori speciali.”, ha dichiarato coach Mike D’Antoni in merito alla prestazione del Barba e di Russell Westbrook.

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