Los Angeles Clippers: Jerry West resta consulente
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Los Angeles Clippers: Jerry West resta consulente

Los Angeles Clippers: Jerry West resta consulente

Il sipario sulla stagione dei Los Angeles Clippers è calato qualche settimana fa, dopo l’emozionante cavalcata ai playoff conclusasi al primo turno contro i ben più quotati campioni in carica dei Golden State Warriors, che hanno dovuto sudare le proverbiali sette camicie per liberarsi dei talentuosi e spensierati losangelini e qualificarsi al secondo turno. La squadra guidata da coach Doc Rivers era reduce da un’annata particolarmente deludente sul piano dei risultati, ma l’encomiabile lavoro svolto la scorsa estate dal general manager Jerry West le ha permesso di rimettersi in carreggiata in men che non si dica.

West ha dato fiducia a Rivers, che sembrava destinato a lasciare, confermandolo alla guida tecnica della squadra, ha puntato sui rookie Shai Gilgeous-Alexander e Landry Shamet, quest’ultimo arrivato dai Philadelphia Sixers nell’ambito della trade che ha portato Tobias Harris in Pennsylvania, ma soprattutto sulla personalità di Patrick Beverley, l’esperienza di Danilo Gallinari e il micidiale apporto di Lou Williams e Montrezl Harrell in uscita dalla panchina. La sopracitata cessione di Harris, avvenuta poco prima della trade deadline, sembrava potesse tagliare le gambe ai Clippers in ottica playoff, ma la squadra ne è uscita paradossalmente rafforzata.

Los Angeles Clippers pronti per un’estate movimentatissima

Jerry West insieme a Steve Ballmer, proprietario dei Los Angeles Clippers che lo convinse ad approdare a L.A. nel 2017.

Dopo una stagione vissuta all’insegna dell’entusiasmo, però, per i Los Angeles Clippers è arrivato il momento di scegliere se alzare l’asticella e diventare a tutti gli effetti una contender, oppure rimanere nel limbo delle squadre intriganti e belle da vedere, ma che non hanno tutte le carte in regola per dire la loro fino in fondo. In questo senso, l’obiettivo dei californiani è chiaro: nell’ormai imminente free agency, i Clippers avranno a disposizione lo spazio salariale necessario per mettere sotto contratto due top free agents al massimo salariale (tra cui spiccano i vari Kawhi Leonard, Kyrie Irving, Jimmy Butler, Klay Thompson e Kevin Durant) e non sembrano intenzionati a lasciarsela sfuggire. A supportare il proprietario Steve Ballmer e Lawrence Frank ci sarà ancora, nelle vesti di consulente, l’intramontabile Jerry West, la cui competenza è necessaria per proseguire l’ottimo lavoro iniziato circa due anni fa.

Ripartire da lui appare la decisione più logica e razionale. 81 anni da compiere a breve (il prossimo 28 maggio), il classe ’38 è stato inserito nella Hall of Fame nel 1980, dopo una gloriosa carriera sull’altra sponda di Los Angeles, quella gialloviola, e si è ripetuto da dirigente, portando gli stessi Lakers alla conquista di ben 7 titoli tra il 1982 e il 2002 e vincendo in due occasioni il premio di Executive of the Year (1995 e 2004). Dopo sei anni trascorsi ai Golden State Warriors (due anelli  vinti tra il 2011 e il 2017 e il merito di aver selezionato Klay Thompson al Draft 2011 con l’undicesima scelta e di essersi opposto, tre anni più tardi, alla sua cessione in cambio di Kevin Love), West è approdato ai Los Angeles Clippers nel 2017, riuscendo ad accontentare le richieste di trade di Chris Paul prima e Blake Griffin poi e rinunciando a DeAndre Jordan, ma senza ricorrere al tanking, come dimostra il record di 90-74 (decimo posto con 42-40 lo scorso anno e ottava posizione con 48-34 in questa stagione).

 

Dennis Izzo
dennisizzo13@icloud.com
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