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Uno sguardo alla stagione dei Los Angeles Clippers

di Enrico Nolfo

Con un record di 44-20 i Los Angeles Clippers di Doc Rivers sono al secondo posto in classifica nella Western Conference, dietro solamente  ai Los Angeles Lakers. Contando la presenza a singhiozzo delle proprie star (Kawhi Leonard e Paul George) durante la stagione, i Clippers comunque hanno fatto un’ottima annata fatta di alti e bassi. Grazie soprattutto alla profondita e anche alla qualità del roster costruito, coach Rivers ha potuto fare a meno delle sue due star per una parte di stagione.

La squadra costruita dal general manager Michael Winger, è probabilmente la più completa e competitiva di tutta la NBA.Grande merito va dato alla dirigenza non solo ovviamente per gli arrivi di George e Leonard, ma anche per tutti i giocatori da rotazione reclutati nel corso del tempo (Ivica Zubac, Marcus Morris, Reggie Jackson) e per il mantenimento di uomini fondamentali per la panchina come Lou Williams e Montrezl Harrel. Se la stagione dovesse essere ripresa e i playoffs verrebbero giocati, molto probabilmente sarebbe l’armata di Doc Rivers la favorita alla vittoria finale. Pensiero confermato anche dalla votazione da parte di tutti i GM della lega ad ottobre in cui davano come favoriti al titolo i Clippers davanti ai Milwaukee Bucks e ai Lakers.

Fatte queste premesse adesso cercheremo di analizzare gli aspetti fondamentali del gioco che ha portato i Los Angeles Clippers ad avere grandi risultati in una regular season più competitiva che mai.

Los Angeles Clippers: la fase offensiva

Kawhi Leonard e Paul George.

Con un offensive rating di 113.6 l’attacco dei Los Angeles Clippers si piazza come terzo assoluto su le 30 squadre NBA .Le due star Leonard e George sono i principali punti cardini della manovra offensiva dei californiani. L’attacco quando giocano entrambe le star è, se non il migliore, tra i primi della lega; il problema viene a crearsi con l’assenza di una delle due star  (principalmente quella di Leonard). Kawhi è migliorato molto nel suo playmaking in questa stagione e se rifiuta di prendersi un tiro può sempre creare gioco per i compagni e cercarli in diversi modi. George al contrario è una mina vagante, non è un creatore di gioco e quando è il suo turno di gestione del possesso in attacco tende a perdere molti palloni cercando l’assist per i compagni.

Leonard dopo la vittoria del titolo con i Toronto Raptors nella scorsa sagione sta esprimendo il suo miglior basket di sempre , sia in difesa (dove lo vediamo tra i migliori dell’NBA da diversi anni) che soprattutto in attacco. Riuscendo a svariare sempre di più il suo arsenale offensivo, ha guidato la squadra sia con tiri nei momenti decisivi della partita ma anche con servizi perfetti per i suoi compagni.

Kawhi Leonard cerca i compagni in qualsiasi modo, anche nei pick and roll. Il numero 2 dei Clippers cerca di coinvolgere i compagni invece di prendere tiri forzati.

Oltre i soliti Paul George e Kawhi Leonard, bisogna rendere omaggio del grande apporto portato in attacco anche ai sempre presenti gregari Montrezl Harrell e Lou Williams. Giocatori che negli ultimi anni sono riusciti a dimostrare il loro valore partendo quasi sempre dalla panchina, in questa stagione si sono rivelati  fondamentali per i Clippers anche grazie all’energia che portano in campo a partita iniziata. Williams come sempre fa la voce grossa in attacco con i tanti punti nelle mani che si ritrova, ma è stato Harrell il fattore più sorprendente: il lungo, con i suoi 18.6 punti a partita, è il terzo miglior marcatore della squadra. La cosa che più ha aiutato la squadra in attacco è stato l’aumento dei suoi isolamenti e soprattutto le ottime percentuali che ottiene usando questa opzione.

Montrezl Harrell garantisce potenza e punti nel pitturato. Altre opzioni usate da Harrel sono la Spin Move o il gioco di pick and roll per poi andare a chiudere il lob servitogli dal compagno.

Oltre i già citati, ci sono anche altri giocatori fondamentali per il gioco offensivo dei Clippers, come il nuovo acquisto Marcus morris che con i suoi 28.3 minuti a partita mette in mostra la sua esperienza e la sua freddezza nel prendersi anche tiri in momenti importanti della gara. 

Per quanto riguarda l’attacco corale dei Clippers, possiamo vedere come la squadra abbia migliorato sempre di più la fase offensiva andando a sfruttare in maggior parte due tipi di giocate: Isolamenti e pick and roll. I Los Angeles Clippers sono l’ottava squadra per percentuale di score frequency su pick and roll (42.5%) e in tredicesima posizione sempre per score frequency su isolamenti, con una percentuale del 42.6%. Rivers tende spesso ad indirizzare la squadra verso i giochi a due, questo schema gli frutta ben 23.7 punti a partita. Nei pick and roll cambia spesso il ball handler, ma il giocatore a ricevere il passaggio per il canestro è quasi sempre Montrezl Harrel: Il classe 1994 ha una score frequency del 65.8% con questo schema, quindi la squadra sa che l’utilizzo di questa giocata può essere molto efficiente in partita. Invece per quanto riguarda i ball handler nei pick and roll sono anch’essi molto efficenti, sono sia per frequenza di fallo su tiro che per frequenza di and-one, rispettivamente con una percentuale del 9.7% e del 2.2%.

In una squadra dotata di una buona dose di talento offensivo, gli isolamenti durante la partita sono una cosa più che naturale. I giocatori ne usufruiscono, dirigenza ringraziando. La squadra ,se non trova il tempo e gli spazi per uno schema corale, gode di giocatori in grado di isolarsi e cercare il canestro in solitaria. L’attacco in questa soluzione è anche molto abile a prendersi fallo, di fatto sono tra i primi team per fallo su tiro ( sesto con 13%) e per and-one ( quinto con 3.4%).

 

La fase difensiva

La vera forza dei Clippers in questa stagione non è stata solo la consapevolezza di avere grande talento in attacco ma anche di essere una delle migliori squadre in difesa .La dirigenza ha pensato bene di mettere insieme infatti un gruppo di giocatori in grado di competere ai massimi livelli in entrambi i lati del campo.

L’anima difensiva della squadra è sicuramente Patrick Beverly, un giocatore che quando scende in campo sta sempre addosso all’uomo senza lasciarlo respirare un attimo. Quel tipo di uomo che ogni allenatore vorrebbe in squadra, che aumenta l’alchimia di squadra (cosa fondamentale per la difesa) e che gioca solo per non far segnare l’avversario provandoci in tutti modi (anche se per questo molto spesso eccede con i falli). Beverly abitualmente cerca anche di far perdere la concentrazione alll’attaccante praticando il trash talking, e essendo lui una testa calda molte volte finisce per prendere tecnici o per creare tensione tra le due squadre. Dopo il leader difensivo carismatico della squadra, abbiamo il leader silenzioso, ovvero il due volte vincitore del premio di miglior difensore dell’NBA Kawhi Leonard.

Leonard è un giocatore predisposto alla difesa, grazie alle sue lunghe leve e aalle sue mani veloci riesce ad intercettare ogni tipo di pallone delle offensive avversarie (le rubate a partita ammontano a 1.8) .Essendo anche uno dei migliori difensori nell’uno contro uno nella NBA, i Clippers spesso cercano di accoppiarlo con i migliori giocatori delle altre squadre in modo di limitare le opzioni offensive e costringendoli a forzare le giocate .Anche la grande versatilità è un suo punto di forza, in grado di difendere praticamente su quasi tutti i ruoli tranne che in minor parte sul centro.

Kawhi Leonard riesce a risolvere molte situazioni di difesa, e non solo grazie alle sue grandi doti fisiche ma anche ai suoi tempi di gioco perfetti. Capissce in precedenza come si muoveranno gli avversari, dove passeranno la palla e da che direzione cercheranno di puntare il canestro.

Oltre i sopra già citati un altro dei leader difensivi della squadra è Paul George, giocatore che condivide con Leonard la capacità di avere un grande impatto sia in difesa che in attacco. Lo ha dimostrato nelle sue esperienze passate sia agli Indiana Pacers che agli Oklahoma City Thunder. George ha una discreta altezza con una grande velocità di piedi e mani, e questo gli permette di difendere su avversari sia più piccoli che più grossi di lui. Con lui la difesa dei Clippers ha acquistato tanti punti in più in vista della postseason, grazie alla sua tempra riesce spesso a essere decisivo difensivamente quando conta.

Paul George, oltre che ad essere abile nella difesa uno contro uno costringendo molte volte gli avversari a forzare i tiri o a scaricare il pallone al compagno, è attento e rapido nella copertura delle linee di passaggio 

La squadra con un defensive rating di 107.5 (quinto posto su 30 team in NBA), è tra le migliori di tutta la lega, anche se nell’arco della stagione abbia dovuto spesso rinunciare a tratti a giocatori fondamentali ( Paul George su tutti), la filosofia di Rivers è stata applicata al meglio.

 

Conclusione

La stagione è stata attualmente sospesa e al momento non sappiamo quando riprenderà. Possiamo dire sicuramente che coach Rivers e i suoi Clippers hanno fatto capire a tutta l’NBA che loro ci sono e sono pronti a puntare al Larry O’Brien Trophy. Leonard e George permettendo. in ottica futura, ricordiamo che entrambi possono contare sulla loro player option al fine della stagione 2020/2021.

Ma difficile trovare una situazione migliore dove provare a vincere il titolo, i Los Angeles Clippers sono la squadra con il miglior organico a livello individuale di tutta l’NBA. Migliorata la chimica di squadra potrebbero diventare incontrastabili anche per corazzate come i Lakers, Bucks, e Houston. Altra nota positiva per il futuro è l’acquisto del forum di Inglewood.  Il miliardario propietario dei Clippers (Steve Ballmer) vorrebbe farlo diventare il nuovo palazzetto in modo tale da dare nuova identità alla squadra. Il progetto sembra essere prosperoso e la dirigenza ci sta mettendo impegno per portare la cultura del grande basket anche da quel lato di Los Angeles. La squadra è pronta per far sognare i tifosi Clippers in futuro, e probabilmente questo futuro non è nemmeno cosi lontano.

 

 

 

 

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