Celtics-Lakers: l'ex Rondo beffa Boston sulla sirena | Nba Passion
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Celtics-Lakers: l’ex Rondo beffa Boston sulla sirena

lakers staff

Celtics-Lakers: l’ex Rondo beffa Boston sulla sirena

Game 55 Recap: Celtics-Lakers

Poche ore dopo la trade deadlinequa lo speciale di NBAPassion – al TD Garden si affrontano per la trecentosessantatreesima volta, tra RS e PO, i Boston Celtics ☘️ (35-19) ed i Los Angeles Lakers 💜🧡 (27-27), da oltre settant’anni la sfida per eccellenza della Lega.

Ron Artest and Kevin Garnett, Los Angeles Lakers vs Boston Celtics at TD Garden

Ron Artest and Kevin Garnett, Los Angeles Lakers vs Boston Celtics at TD Garden (Elise Amendola, AP Photo)

Le due rivali sono state anche le protagoniste della prima tappa della corsa ad Anthony Davis, alla fine rimasto in Louisiana. I C’s al momento hanno ceduto Jabari Bird, sondano con attenzione ai prossimi buyout e si candidano per l’acquisizione di The Brow durante l’estate.

I lacustri hanno puntellato il roster acquisendo Reggie Bullock dai Pistons in cambio di Svi Mykhailiuk e Mike Muscala – appena arrivato dai 76ers – dai Clippers cedendo Michael Beasley e Ivica Zubac. Ad incombere ora sul futuro dei californiani, è il free agent Melo Anthony.

I gialloviola, reduci dal blowout in casa dei Pacers, al momento sarebbero fuori dai playoff e non possono lasciare più niente per strada. Con Lonzo Ball out ed i nuovi arrivi ovviamente indisponibili, scelte obbligate per Walton che schiera Rondo, Ingram, LBJ, Kuz e McGee.

I Celtics con cinque successi consecutivi hanno affiancato Indiana al terzo posto della Eastern Conference e non vogliono certo fermarsi qua. Stevens non ha problemi e schiera Irving, Tatum, Smart, Morris ed Horford.

Celtics-Lakers, Stephenson tiene a contatto i suoi

Nei primi minuti della gara i lacustri si affidano agli isolamenti di LeBron ed Ingram, che alternano soluzioni personali a servizi per i compagni, entrambe le scelte non pagano perché i Lakers sono imprecisi e segnano solo quattro dei primi quattordici tiri tentati.

Boston pur non brillando attacca in maniera ordinata, si poggia su Tatum – a segno con il classico fadeaway ed in penetrazione – e riesce a distendersi in transizione. In difesa però concede seconde chance agli ospiti che restano a contatto. 9-11 con 6’48” da giocare nel quarto.

I primi cambi della gara sono KCP e Chandler per Rondo e McGee da una parte, Hayward per Smart dall’altra.

James, dopo aver subito un recupero da Irving, completa un gioco da tre punti in transizione cui replica subito Horford. Kyrie invece fatica a trovare la via del canestro e viene stoppato da Tiny Dog prima e Kuzma poi.

Con l’ingresso di Lance per Kuz e Brown e Rozier per Morris e Smart si completa la sequenza dei cambi.

L’attacco californiano fatica, non riuscendo a costruire buoni tiri a difesa schierata. Dalla lunetta poi le percentuali sono subito disastrose (2/7). 13-20 con 3’10” sul cronometro. A scuotere i gialloviola ci pensa Lance Stephenson, a segno due volte dall’arco prima e dopo la tripa di Rozier.

Dopo quattro errori, Ingram…

…si sblocca e con Born Ready segna i canestri che chiudono la frazione, 24-30.

Tutto troppo facile per i verdi, che hanno assistito quasi tutte (9 su 10) le conclusione realizzate ed hanno surclassato in contropiede (8-0) gli avverarsi. Notte fonda per tutti gli angeleni diversi di Lance, che combinano 6/21 dal campo e 3/9 dalla lunetta.

Celtics-Lakers, LeBron tiene vivi i lacustri

Il secondo periodo inizia nel segno di Terry Rozier vs Rondo. I due si scambiano triple – due per Scary, una per Rajon – e trash talking. McGee converte un paio di passaggi dei compagni, ma Jayson Tatum è on fire e segna tre canestri in poco più di cento secondi.

Dopo la tripla del prodotto di Duke, inevitabile il timeout per coach Luke Walton. 33-43 ad 8’51” dall’intervallo ed immediato rientro di LBJ.

JaVale non contesta sul perimetro Theis, mentre James, Ingram e Kuzma non riescono a trovare la via del canestro. Boston dilaga grazie all’inarrestabile Jaylen Brown, che vola due volte in contropiede prima di segnare la tripla del 35-53 a meno di sette minuti dalla fine del tempo.

Dopo aver provato la zona, Walton tenta la carta small – Lance, KCP, Ingram, LBJ e Kuz – per aumentare le spaziature e cambiare meglio in difesa, ma dopo qualche minuto – e gap invariato – torna sui suoi passi inserendo Chandler.

Sotto di diciotto lunghezze, per evitare la fine prematura della gara LeBron James prova a prendere completamente nelle sue mani l’attacco gialloviola: il quattro volte MVP segna da lontanissimo, serve Lance e due volte KCP sul perimetro, prima di schiacciare…

…in contropiede l’alley-oop alzatogli da Ingram. 54-61 a 2’10” dalla pausa lunga.

L’ex Cavs ed Heat rifiata e fallisce due liberi, Gordon Hayward stoppa il rientro lacustre (13-2 il parziale) prima delle triple di Lance ed Horford che chiudono il tempo, 57-66.

Con LeBron a suonare la carica, dodici punti in transizione, nessuna persa e cinque triple i californiani riescono a restare in scia dei Celtics, che dopo l’uscita di Tatum pagano i troppi errori di Irving (2/10).

Celtics-Lakers, gialloviola on fire 🔥

Al rientro dalla locker room, i lacustri sembrano più determinati e concentrati sulla fase difensiva. Persino JaVale McGee prova ad andare oltre la stoppata in aiuto e contesta qualche tiro dalla lunga distanza. Con due canestri dell’ex Warriors e due triple di Kuzma, lo svantaggio si riduce a sole tre lunghezze, 67-70.

James assiste ancora i due: il lungo nel pitturato, il sophomore oltre l’arco. Kyle Kuzma è caldo e segna la quarta tripla 🏀🏀🏀 in altrettanti minuti e riporta avanti i Lakers. Risponde dai 7.25 Irving, che impatta a quota 75 a metà quarto.

Kyle Kuzma, Los Angeles Lakers vs Boston Celtics at TD Garden

Kyle Kuzma, Los Angeles Lakers vs Boston Celtics at TD Garden (Andrew D. Bernstein, NBAE via Getty Images)

La gara è equilibrata, anche perché entrambe le difese concedono spazio sul perimetro. Alla tripla ed il layup di Rondo risponde Tatum convertendo l’and-one, mentre a quelle di Ingram e Kentavious Caldwell-Pope
controbatte il positivo Daniel Theis, 86-85 con quattro minuti da giocare nel quarto.

LeBron, in step-back, e KCP realizzano l’ottava e la nona tripla gialloviola della frazione, mentre Irving fatica a segnare dal campo contro le lunghe leve di Brandon Ingram. Beantown resta a contatto grazie all’energia del lungo tedesco, prima del layup di Rondo che chiude il periodo, 99-93.

Dodici minuti irreali per i Lakers: 42 punti segnati (+15), 9/13 dall’arco. Incredibile. Come il 4/14 dalla lunetta.

Celtics-Lakers, finale al fotofinish

Walton vara forse il peggior quintetto possibile – Rondo, Lance, KCP, Hart e McGee – in termini di assortimento ed efficacia difensiva e difatti Boston torna in vantaggio in meno di due minuti. Brown corregge un errore di Tatum prima di colpire dall’arco, Theis manda per farfalle McGee prima di schiacciare. 101-102, timeout e rientro di LBJ per Hart.

Sfruttando il pessimo timing di Rondo negli aiuti e nelle rotazioni, Rozier segna due volte dall’arco. Il play prova a riscattarsi in attacco, assistendo la schiacciata di Ingram. Theis dopo l’ennesimo tip stoppa proprio Rajon, ma il rimbalzo è lacustre e termina nelle mani di James che segna da oltre i 7.25, 108-110.

Dopo aver raccolto il rimbalzo che certifica la tripla doppia, il nativo di Akron segna il -1 dall’arco, risponde l’ex compagno Irving, 113-117 a quattro minuti dal termine. Kyrie segna il liberi del +6, riuscendo ad accoppiarsi sempre con Kuzma, troppo lento per contenerlo.

Kyrie Irving and LeBron James, Los Angeles Lakers vs Boston Celtics at TD Garden

Kyrie Irving and LeBron James, Los Angeles Lakers vs Boston Celtics at TD Garden (Brian Babineau, NBAE via Getty Images)

Ingram e Kyle riportano a contatto i Lakers, Brandon sbaglia un libero mentre Uncle Drew è gelido. Dopo l’errore di Kuzma, Marcus Morris sfrutta gli spazi creati da Irving e segna dall’arco il primo tiro della sua gara, 118-124 con 1’24” da giocare.

Al rientro dal timeout, KCP non sbaglia e segna la tripla che dimezza lo svantaggio. Nel possesso seguente Irving perde la bussola e dopo qualche momento di confusione la palla giunge nelle mani di LeBron, che dall’angolo pareggia a 50″ secondi dal termine. 124 pari.

Tatum non sbaglia dalla lunetta, ma i gialloviola serbano per il finale la migliore azione della gara: tutti toccano la palla, James serve Rondo che penetra e scarica su Brandon. Tiny Dog trova l’extra pass per Kuzma che segna la tripla del +1 a 19″ dalla fine.

I Lakers scelgono di non commetere fallo e Kyrie Irving si conferma clutch e nonostante avesse faticato tutta la gara (5/20) segna il jumper del sorpasso ad 11″ dalla sirena. Sulla rimessa la palla non giunge nelle mani di LeBron, Ingram si avventura nel pitturato e viene stoppato – goaltending? – da Al Horford. I Celtics non controllano il possesso, Tyson Chandler la spizza fuori e viene raccolta da Rajon Rondo

…che segna il primo buzzer beater della sua carriera proprio contro la sua Boston. Finale 129-128.

Celtics-Lakers, tripla doppia per James

LeBron mette a tacere le polemiche sul suo reale stato di salute, giocando quasi 38 minuti senza risparmiarsi. James chiude con 28 punti (11/21 dal campo, 5/10 da tre, 1/5 ai liberi), catturando 12 rimbalzi e servendo altrettanti assist. Per il quattro volte MVP anche tre perse e tre recuperi.

Il canestro della vittoria – il primo in carriera al dodicesimo tentativo – e la buona prestazione al tiro, consentono – per una sera – di focalizzarsi sulle solite leggerezze difensive che hanno caratterizzato la prova di Rondo. Il grande ex chiude con 17+7+10, 3/4 dall’arco e tre perse.

Nonostante non abbia ancora recuperato a pieno dal problema all’anca, la prestazione di Kuzma è stata la migliore delle ultime uscite. La sparata di Kyle nel terzo quarto e la tripla nei minuti finali sono stati fondamentali. Come per Rondo le difficoltà difensive passano in secondo piano, anche se rispetto al compagno quantomeno c’è l’applicazione. Per Kuz 25+5 con 10/21 al tiro e 5/8 dall’arco.

Rajon Rondo, Los Angeles Lakers vs Boston Celtics at TD Garden

Rajon Rondo, Los Angeles Lakers vs Boston Celtics at TD Garden (Andrew D. Bernstein, NBAE via Getty Images)

Quaranta minuti in campo per Ingram, chiusi con un Net Rating di +22.2 e un Plus/Minus di 18, il migliore dei lacustri con Chandler. Brandon ha faticato in attacco, non riuscendo ad essere efficace (4/14 dal campo, 2/6 dalla lunetta) salvo che nell’assistere i compagni. Dove si Tiny Dog si è fatto valere è stato in difesa, duellando per diversi tratti del match con Irving, che a fine gara ha riconosciuto la difficoltà nell’attaccare contro Slenderman. Per il #14 11+2+7 con 2 recuperi ed una stoppata.

Tanto efficace in attacco quanto lacunoso in difesa. McGee chiude con buoni numeri (17+8, 7/11) ma il Defensive Rating è impietoso: 140.0, per un Net di -36.7 oltre ad un Plus/Minus di -21.

Bene KCP, che chiude con 17 punti, 5/9 dall’arco ed alcune triple nei momenti chiavi della gara. Analogo discorso per Lance, con un minutaggio ridotto, che quando decide di non strafare dimostra di poter essere anche utile nelle rotazioni. Born Ready chiude con 17+2+2 e 3/8 da tre. Pochi minuti per l’acciaccato Hart.

Monumentale Chandler. La schiena lo tormenta, ma Tyson spende il gettone mettendoci più di quello che aveva. L’ex Suns chiude con l’irreale 51.3 di Net Rating oltre al miglior Plus/Minus della gara, +19.

Solite rotazioni allargate ed equilibrate per coach Brad Stevens, che schiera dopo Tatum ed Irving ben sette giocatori con minutaggi compresi tra i 19 ed i 26 minuti.

Top scorer dei verdi Irving (24+7+8) che fatica al tiro (6/21) ma è glaciale nel finale e dalla lunetta (10/10). Ottime prove anche per Tatum (22+10+5, 9/14 al tiro) ed il sorprendente Theis (20+6, 9/11). Bene dalla panca Brown (18, 7/10) e Rozier (19+4+6). Horford non brillante come le ultime uscite (12+7+2) mentre con Hayward (4+6+5) in campo Boston è sembrata più equilibrata. Imprecisi al tiro Morris (1/5) e Smart (2/10).

Box Score su NBA.com

Celtics-Lakers, Rondo emozionato

Il giorno dopo aver acquisito due tiratori, i lacustri realizzano 22 triple, nuovo record di franchigia. Sull’efficacia dall’arco i Lakers hanno costruito il rientro e l’allungo nella seconda parte di gara, compensando le difficoltà ad attaccare a difesa schierata.

Con le rotazioni accorciate, Walton ha dovuto concedere più minuti del necessario a LBJ oltre a schierare Hart. La difesa, priva di Lonzo, si è retta sull’esperienza di Chandler e la voglia di Ingram, che ha provato a difendere sia su Tatum che su Irving.

In attacco, LeBron nel momento del bisogno si è preso in mano l’attacco, producendo in prima persona oltre a coinvolgere i compagni. L’eroe di giornata però è Rondo, che a fine gara non nascone l’emozione per l’impresa realizzata:

<Che ci crediate o no, ho sempre sognato qualcosa del genere. Ma non l’avevo mai immaginato in questo modo. Tornare a casa, 13 anni dopo, dove tutto è iniziato. Wow.>

Sulla stessa lunghezza d’onda sia James…

<Essere qui al TD Garden, dove ha vinto un titolo ed ovviamente ha collezionato tanti ricordi, e riuscire a realizzare quel canestro… Beh dev’essere un finale storico per lui.>

…che Walton, che definisce l’epilogo della gara:

<Un finale perfetto.>

I Los Angeles Lakers tornano in campo Domenica 10,  21:30 italiane, per affrontare al Wells Fargo Center i Philadelphia 76ers.

 

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Giovanni Rossi
girosoft@gmail.com

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