Home NBA, National Basketball AssociationApprofondimenti Dwayne Wade: One Last Dance, One last Shot!

Dwayne Wade: One Last Dance, One last Shot!

di Andrea de Rose
Dwyane Wade

“One Last Dance” non è solo un film incentrato sulla danza, è attualmente la frase più utilizzata nel mondo cestistico per rendere omaggio a Dwyane Wade: uno dei più grandi campioni giunto al capitolo finale della sua incredibile storia in NBA.

 

Che questo ragazzo fosse un predestinato lo si era capito già nel lontano 2003; scelto alla numero 5 da i Miami Heat nel Draft più incredibile di sempre (James 1°, Milicic 2°, Anthony 3°, Bosh 4°) si dimostra subito all’altezza delle aspettative: nella sua prima stagione in maglia Heat si guadagna la convocazione in nazionale e nel secondo anno, anche grazie all’arrivo di Shaquille O’Neal   porta la franchigia della Florida alla sua prima storica finale di Conference.

 

Dwyane Wade una storia eterna

 

Nel terzo anno nella lega, Pat Riley capo allenatore e Presidente dei Miami Heat costruisce la squadra intorno a Wade, aggiungendo dei veterani con tanta voglia di vincere ed un duo spettacolare composto appunto dal nativo di Chicago e Shaq. La squadra gira alla grande, arriva in finale dove affronta i Dallas Mavericks capitanati dal Leader Tedesco Dirk Nowitzki.

Miami soffre e va sotto 0-2 nella serie, allontanando nuovamente Wade dal suo appuntamento con la storia, ma in Florida le cose cambiano: Miami grazie al fattore campo ribalta la serie e si porta avanti 3-2, ma il vero capolavoro viene fatto in Texas. Wade e compagni disputano una sontuosa partita che detronizza definitivamente Dallas e porta gli Heat e Dwyane al loro primo storico titolo.

 

L’era dei big three: Wade-LeBron-Bosh

 

Nel 2010 alla corte dei Miami Heat arrivano due giocatori dal talento indiscutibile uno risponde al nome di Lebron Raymone James e l’altro è Chris Bosh. L’intesa sul campo e fuori dei “Big Three” è palese, tanto da ritornare in finale, ad aspettarli ci sono nuovamente i Dallas Mavericks, ma questa volta la serie ha un epilogo diverso e Miami ne uscirà sconfitta.

 

Le critiche da parte di tutto il mondo NBA non si fanno attendere, ignari che quella squadra era destinata a vincere, infatti arriveranno due titoli consecutivi: il primo contro gli Oklahoma City Thunder (serie vinta per 4-1) e il secondo contro i San Antonio Spurs.

 

Purtroppo per Wade arriverà un altro boccone amaro, gli Spurs sconfitti l’anno precedente si prendono la rivincita nella finale del 2014, è la fine di un ciclo per Miami: Lebron lascia la Florida e Wade non riuscirà più ad approdare in finale.

L'addio di Wade ai Bulls

Ecco le parole di Wade sull’addio ai Bulls

Wade tra Chicago, Cleveland e casa sua…

 

Nel 2016 decide di andare a giocare ai Chicago Bulls, sua città Natale. Disputerà 59 partite mettendo a segno 1.088 punti; in Illinois non lascia troppo il segno disputando un primo turno di playoffs che Chicago dominava prima dell’infortunio di Rondo. Wade vorrebbe continuare un altro anno, ha un contratto ma viene lasciato andare dopo la trade di Jimmy Butler e la mancata conferma di Rajon Rondo. Il progetto dei big 3 di Chicago si spegne prima di nascere.

 

L’anno successivo dunque decide di ricongiungersi con il suo fraterno amico Lebron approdando ai Cleveland Cavaliers reduci dal titolo vinto contro il Golden State Warriors. La sua è una stagione piuttosto travagliata, e nel momento di massima crisi dei Cavs decide di tornare a Miami, la franchigia che lo ha sempre amato e che lo ha reso un campione indiscusso. Così durante la deadline riesce a tornare alla corte di Spoelstra, ancora allenatore di Miami e con Pat Riley.

 

Siamo giunti ai giorni nostri, stagione 2018/2019: Wade annuncia che a fine stagione appenderà le scarpe al chiodo. Al grido di “One Last Dance” tutto il mondo cestistico si prepara a tributare l’ultimo applauso alla straordinaria carriera di Dwyane Wade. Tributi in ogni palazzetto, saluti da parte dei tifosi di ogni franchigia per quello che è ed è stato uno dei giocatori più grandi dei nostri tempi, un primo violino in grado di trasformarmi in spalla di James o elevarsi a leader quando ce n’era più bisogno.

 

Ora un ultimo ballo per salutare tutti, con tanto di canestro folle e vittoria contro Golden State che ha fatto impazzire il mondo NBA: ripensaci Flash, resta con noi!

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