Era stata un’uscita che suo malgrado, aveva presto posto fine alla sua esperienza da voce tecnica per ESPN per la NBA, ma coach Becky Hammon ha confermato la sua opinione su Jalen Brunson, che dal 3 giugno inizierà le sue prime NBA Finals in carriera, coi New York Knicks.
Hammon, allenatrice delle Las Vegas Aces in WNBA e storica assistente di Gregg Popovich agli Spurs, aveva sostenuto nel dicembre 2023 che Jalen Brunson, per quanto alto il suo valore, fosse “troppo basso” e sottodimensionato per essere la star di una squadra da titolo. Una frase detta in un contesto in cui i Knicks non erano particolarmente brillanti, all’inizio della stagione 2023-24 che avrebbero poi chiuso al secondo turno dei playoffs, battuti dai Miami Heat in 6 partite. In quella stagione Brunson avrebbe chiuso con 28.7 punti di media, il suo massimo in carriera a oggi, e la sua prima convocazione all’All-Star Game e prima nomina in un quintetto All-NBA.
“Ho detto quella frase basandomi sull’esperienza” si è difesa coach Hammon oggi, coi Knicks in finale NBA “Allen Iverson ha vinto un MVP ma in finale ha perso (nel 2001 contro i Lakers, ndr), e ora le due migliori squadre della lega sono a Ovest (Thunder e Spurs, ndr). Jalen Brunson è un grande giocatore, grandissimo, io mi sono basata su ciò che la storia NBA ci dice. E resto con ciò che ho detto anche se sono passati più di due anni e non so perché si torna su questo. Ora sta a Brunson provare che avevo torto e se lo farà, lo farà“.
Becky Hammon aveva detto che secondo la sua visione, “ai Knicks manca(va) una vera star, un giocatore ‘A+’“. Alla risposta di Kendrick Perkins nello studio di ESPN su Brunson, coach Hammon aveva risposto che JB “è troppo piccolo” per poi citare Iverson, Steve Nash e John Stockton come altri esempi, e Steph Curry “come eccezione“.

