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Adam Silver: “La Cina ci ha chiesto di cacciare Daryl Morey, ho detto no”

di Michele Gibin

L’onda lunga dell’affaire NBA-Cina ha portato danni economici consistenti per la lega, come confermato da Adam Silver, il Commissioner NBA che per la prima volta dal ritorno negli States parla della questione.

Silver ha spiegato che, ad oggi, la CCTV – la TV di stato cinese – ha sospeso la trasmissione delle partite NBA, aggiungendo come le conseguenze economiche a lungo termine della crisi siano “difficilmente prevedibili”, allo stato attuale. In risposta all’ormai famoso tweet di Daryl Morey, general manager degli Houston Rockets, in favore dei moti di Hong Kong, alcuni sponsor cinesi della NBA come ad esempio Tencent, hanno ritirato temporaneamente la partnership.

Daryl Morey con James Harden

Le parole di Adam Silver, che in una conferenza stampa dal Giappone si era scusato a nome di tutta la NBA per aver urtato la sensibilità del popolo cinese, ribadendo tuttavia l’assoluto rispetto per la libertà d’espressione altrui ed escludendo provvedimenti nei confronti di Morey, non hanno placato l’ira di Pechino, che si sarebbe attesa delle scuse formali.

Pechino che è addirittura arrivata a chiedere le dimissioni o la cacciata di Daryl Morey, mossa cui Silver ha rivelato di essersi opposto fermamente: “Abbiamo detto che sia le autorità cinesi che i nostri partner ci avevano chiesto di licenziare Morey, abbiamo risposto che non se ne parlava neppure, nessuna possibilità. Morey non sarà neppure sanzionato. I nostri valori, i valori su cui la nostra lega si fonda, viaggiano assieme a noi quando ci spostiamo. Non possiamo lasciarli a casa“.

Forse la mia risposta è stata troppo diplomatica” Adam Silver torna al suo comunicato da Tokyo, che ha causato polemiche anche negli Stati Uniti per la scelta di definire “regrettable”, spiacevole il tweet di Daryl Morey “Ho pensato che non spettasse a me ed al mio ruolo di Commissioner esprimere un giudizio” sulle proteste delle autorità cinesi.

La condotta della NBA sulla gestione della crisi ha creato polemiche politiche negli USA, tra sostenitori di risposte ferme contro le pretese di Pechino, ed attacchi a Silver, LeBron James, Gregg Popovich e Steve Kerr per la mancanza di coraggio nel sostenere le ragioni della protesta ad Hong Kong.

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