fbpx
Home NBA, National Basketball AssociationNBA News NBA, la bolla ha salvato i conti ma calo di ascolti TV e arene chiuse sono un macigno

NBA, la bolla ha salvato i conti ma calo di ascolti TV e arene chiuse sono un macigno

di Michele Gibin

A poco più di una settimana dalla conclusione della stagione NBA 2019\20, la bolla organizzata al Walt Disney World Resort per completare regular season e playoffs è costata alla lega qualcosa come 180 milioni di dollari totali, per 100 giorni di soggiorno.

La NBA si è fatta carico del costo delle strutture, dagli alberghi alle facility di allenamento alle tre arene che hanno ospitato tutte le partite, ed ovviamente del cordone sanitario che tra controlli, tamponi e dispositivi di tracciamento ha reso possibile tenere il coronavirus al di fuori.

Una spesa necessaria per quanto onerosa per la NBA, che ha permesso però alla lega USA di rintuzzare le (ingenti) perdite economiche di una stagione drammatica per i conti.

Senza la ripresa del campionato, le perdite sarebbero potute arrivare a oltre 1.5 miliardi di dollari complessivi, a tanto sarebbero ammontati i mancati introiti derivati da vendite dei biglietti  e indotto delle arene (come avvenuto), accordi televisivi e commerciali sia sulle emittenti locali che nazionali e con gli sponsor e partner tecnici della NBA.

Grazie alla bolla, la NBA ha completato il limite minimo di 70 partite di regular season necessarie per tenere fede ai contratti TV con i network regionali, ed ha giocato i suoi playoffs al completo, senza dover ricorrere a formule alternative come partite secche o serie accorciate (tutte ipotesi vagliate in fase di studio). Un successo organizzativo che seppur premiato solo in parte dagli ascolti TV (buoni per una prima parte, grazie anche alla curiosità sul nuovo formato) comunque in vistoso calo sul finire della stagione (-37% sul 2019) a causa della competizione (la NFL, le elezioni USA ad esempio) e della mancata sfida Lakers-Clippers che avrebbe attirato più “casual fans” da casa.

Bolla NBA, oltre 60mila “virtual fans” per 172 partite

La bolla NBA è stata l’occasione per testare nuove tecnologie, come quella dei “virtual fans” collegati via video da casa, un sistema fornito da Microsoft e sponsorizzato da Michelob, marchio divenuto a Orlando uno dei main sponsor della lega.

Per la prima volta inoltre, la NBA ha presentato per le finali un logo sponsorizzato, grazie alla partnership con YouTube TV. Investimenti importanti ma necessari: “La nostra priorità numero uno era la sicurezza e la salute di tutti“, così Kelly Flatow, vice presidente esecutiva della NBA “Dal punto di vista dei conti. completare la stagione 2019\20, incoronare una nuova squadra campione e portare a termine un piano con i nostri partner commerciali e media per portare comunque i nostri fa a bordo campo, era troppo importante“. Nelle 172 partite giocate a Orlando, sono stati oltre 60mila gli spettatori collegati da casa tramite la fan experience del Michelob Ultra Courtside Club e del “Fan Wall”.

Potrebbe interessarti anche

Lascia un commento

Questo sito web usa i cookies per migliorare la tua esperienza: speriamo sia ok per te, se non lo fosse puoi farne a meno. Accetta Leggi