I Boston Celtics si arrendono, Brad Stevens; "Colpa mia, annata durissima"
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I Boston Celtics si arrendono in 5 gare, Brad Stevens; “Colpa mia, una stagione durissima”

Boston Celtics

I Boston Celtics si arrendono in 5 gare, Brad Stevens; “Colpa mia, una stagione durissima”

Una gara 5 strana, atipica e soprattutto imprecisa è quasi la chiosa logica per una stagione altrettanto strana per i Boston Celtics, che cedono in cinque partite ai Milwaukee Bucks di Giannis Antetokounmpo e si fermano alla semifinale della Eastern Conference.

Dei Boston Celtics semplicemente non in grado segnare in 48 minuti di gara, partita che gli uomini di coach Brad Stevens chiudono a quota 91 punti con un terribile 31.2% al tiro.

116-91 il risultato finale per i Bucks, che dal canto loro impiegano parecchio tempo a carburare e trovare il canestro con continuità ma che tra secondo e terzo quarto riescono comunque ad imprimere la “consueta” accelerazione, un trend per l’intera serie.

Iniziano pianissimo le due squadre. La prima scossa per i Celtics arriva con l’ingresso a metà primo quarto di Marcus Morris e Marcus Smart a sostituire una versione particolarmente frastornata di Jayson Tatum, lontana anni luce dallo spettacolare rookie ammirata appena 12 mesi fa.

Bucks e Celtics vanno avanti e indietro per il campo in un’atmosfera strana, quella del Fiserv Forum che attende sonnolento e confida nella spallata degli uomini di coach Mike Budenholzer. Giannis Antetokounmpo è più falloso e disordinato del solito, Kyrie Irving cerca disperatamente un poco di ritmo offensivo, a volte forzando malamente.

Dopo un primo quarto da 22-19 Bucks, l’attacco dei Celtics sembra scuotersi un poco, il pallone riprende a circolare ma tutti (ma proprio tutti) i tiri di Gordon Hayward, Jaylen Brown, Terry Rozier si spengono sul ferro. I Bucks faticano a loro volta ma l’ingresso in campo di George Hill, Malcom Brogdon (al rientro dopo quasi due mesi di stop) e Ersan Ilyasova cambia volto alla partita.

Antetokounmpo rientra in campo con più grinta, l’attacco dei padroni di casa riprende a girare col suo “vortice” di penetra-e-scarica, il greco trova con un paio di assist Pat Connaughton e Nikola Mirotic e piano piano il divario tra le due squadre si allarga (52-39 all’intervallo).

La capitolazione per i Celtics arriva nel terzo quarto. Bucks sempre in doppia cifra di vantaggio, una palla rubata da Giannis Antetokounmpo su passaggio forzato di Irving apre il parziale che porta Milwaukee sul +18 (80-62) a fine frazione.

Per i Boston Celtics la quinta partita della serie si risolve in un disastro offensivo: 6 su 21 al tiro e 15 punti (con un solo assist) per Kyrie Irving, 9 punti con 4 su 13 per Al Horford, 14 punti e 6 rimbalzi (con 3 su 10 al tiro) per Jayson Tatum. Per Boston 14 palle pese, a fronte di 19 assist (saranno 27 a fine gara invece i canestri assistiti per i Bucks).

Gordon Hayward chiude con 7 punti (3 su 9) in 22 minuti di gioco, ma i suoi errori al tiro sono talmente evidenti che dal vivo si ha quasi l’impressione di averne visti di più. Jaylen Brown sbaglia tutte le conclusioni da tre punti tentate.

Boston Celtics, coach Stevens: “Colpa mia, non ho fatto un buon lavoro”

Finale amaro quanto inevitabile di stagione per i Boston Celtics, che ai problemi in campo hanno dovuto sommare anche le comprensibili preoccupazioni per lo stato di salute del Presidente e “uomo forte” Danny Ainge, colpito la scorsa settimana da un attacco cardiaco ed in lenta ripresa.

Coach Brad Stevens apre la schiera dei bostoniani delusi nel post gara, parlando di stagione “stressante”: “Questa stagione è stata da parte mia la stagione più difficile, più dura. Credo di – anzi ne sono certo- non aver fatto un buon lavoro quest’anno. Se la tua squadra dimostra problemi di chimica, di amalgama durante tutta la stagione, la colpa non può non essere dell’allenatore. Per cui, c’è solo da migliorare, in tanti aspetti“.

La ricerca dell’amalgama è stata il leit motif della stagione in Massachusets, una stagione portata avanti a strappi e cadute, tra alti e bassi seguendo l’umore e gli strali dell’inquieto leader Kyrie Irving. L’ex Cavs che riconosce i meriti degli avversari: “Non è questo il momento per sentirsi delusi, è il momento di prendere questa lezione, questa sonora lezione che (i Bucks, ndr) ci hanno dato ed andare avanti. Loro sono stati più forti, hanno giocato col desiderio di vincere ed hanno meritato“.

Ancora coach Stevens: “E’ evidente che non abbiamo saputo raggiungere gli obiettivi prefissati in estate. La nostra stagione è stata una corsa sulle montagne russe, difficile, ma credo che i ragazzi abbiano dimostrato grande carattere, hanno sempre saputo reagire ai momenti difficili. Non siamo però mai riusciti a costruire un’identità di gioco in campo, ed è strano perché vi posso assicurare che l’atmosfera nello spogliatoio è sempre stata positiva. Tante cose non sono andate come sperato“.

Jaylen Brown e Jayson Tatum? Hanno gestito la pressione al meglio in questa stagione. Avere 21, 22 anni e gestire così tanta attenzione non è stato facile, io avrei ceduto da tempo al posto loro. Sui nostri problemi di squadra si è detto tanto, i Bucks sono stati più forti ed abili nel costruirsi un’identità durante l’intera stagione, ed in questa serie si è vista la differenza

Michele Gibin
pt.fadeaway@gmail.com

Contributor per NBAPassion.com

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