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Bulls da incubo, Jim Boylen: “Non abbiamo durezza mentale necessaria per competere ad alto livello”

di Michele Gibin

E nell’inizio di stagione terribile dei Chicago Bulls è arrivata anche la peggior sconfitta casalinga della storia della franchigia della Windy City. I Boston Celtics hanno inflitto ai Bulls un umilante -56.

Per dare con un singolare esempio l’idea dello scarto, sul grafico dove NBA.com riporta l’andamento progressivo del punteggio minuto per minuto, l’asse Y del diagramma arriva solo a + o – 25. Il grafico dello score della partita di stanotte è sostanzialmente un muro verde Celtics, dall’inizio alla fine.

Allo United Center di Chicago, Celtics-Bulls finisce 133-77 per Kyrie Irving e compagni.

I Bulls, privi di Kris Dunn e Bobby Portis, ed alla seconda partita di un back-to-back, concedono 64 punti nel primo tempo ai caldissimi Celtics delle ultime partite, non difendono su nessuno e osservano i giocatori in bianco-verde sparare 43 tiri da tre punti (22 a bersaglio). Il secondo tempo prosegue sulla stessa china: Boston ne mette altri 69, di cui 40 nel quarto periodo, mentre Chicago “risponde” con 34 punti (17 per quarto).

Dopo soli 5 minuti di gioco nel primo quarto, il neo-head coach Jim Boylen sostituisce l’intero quintetto base (Arcidiacono-LaVine- Holiday-Markkanen-Carter Jr). Il risultato? Un parziale di 17-0 Celtics per aprire la gara. I primi punti Bulls arrivano dalla lunetta con Jabari Parker.

Il copione si ripete a soli 3 minuti dall’inizio del terzo quarto.

Boylen replica il numero precedente e toglie – stavolta definitivamente – i suoi cinque starters, con Boston in vantaggio di 32 punti.

Se l’ho fatto per mettere in imbarazzo i miei giocatori? Eravamo imbarazzanti. Ho passato anni al fianco di Gregg Popovich a San Antonio, l’ho visto cambiare 5 giocatori in una volta un sacco di volte, e nessuno si è mai permesso di dire una parola. Era la cosa migliore da fare in quel momento, ho voluto dare una chance agli altri ragazzi, tentare di raddrizzare un minimo la barca. Se non sono convinto dei cinque giocatori in campo, provo nuove combinazioni, nuove rotazioni. Faccio sedere qualcuno e lascio che possa tranquilizzarsi e pensarci su. Non abbiamo quella durezza mentale necessaria per competere ad alto livello

– Jim Boylen dopo Celtics-Bulls –

 

Le riserve dei Bulls non fanno certo meglio dei titolari. Il vantaggio dei Celtics cresce sino a toccare il +52 a metà terzo periodo, e lo United Center copre di boati i padroni di casa sino alla sirena finale.

Lauri Markkanen ha appoggiato la scelta di coach Boylen, sostenendo come i titolari “si siano meritati di essere sostituiti”, data la scarsa resa e la scarsa precisione al tiro. Zach LaVine, una delle poche note positive (nonostante un approccio difensivo a volte inaccettabile) di questa prima parte di stagione peri i Chicago Bulls, ha dichiarato a fine gara:

E’ la NBA, a volte serate così possono capitare. Nel secondo quarto abbiamo tentato di reagire… non lo so, potete chiedere tante cose, ma di risposte al momento non ne ho, sinceramente (…) le sostituizioni? Ho provato un forte imbarazzo, avrei voluto rimanere in campo e tentare di competere, di reagire

– Zach LaVine dopo Celtics-Bulls –

 

Come riportato da Malika Andrews di ESPN, il +56 rifilato dai Boston Celtics ai Chicago Bulls è la vittoria più larga mai ottenuta dai bianco-verdi nella loro storia. Dopo solo un terzo di stagione regolare disputata, la settima scelta assoluta al draft NBA 2018 Wendell Carter Jr ha perso più del doppio (21) delle partite perse durante la sua unica stagione a Duke (29-8 nel 2017\18).

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