Jabari Parker sui Chicago Bulls: "Io ho rispettato la mia parte di accordo"
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Bulls, Jabari Parker ai saluti, cerca la trade: “Ho fatto la mia parte, ma non ho avuto una vera chance”

Bulls, Jabari Parker ai saluti, cerca la trade: “Ho fatto la mia parte, ma non ho avuto una vera chance”

Jabari Parker sui Chicago Bulls: “L’esclusione? Io sto rispettando la mia parte di accordo. Vorrei tornare a giocare”.

L’ultima apparizione “attiva” in maglia Bulls di Jabari Parker risale al 13 dicembre scorso, 4 minuti di gioco in una sconfitta per mano degli orlando Magic. Da lì in poi solo panchina per il prodotto di Duke.

“Scelta tecnica”. Se coach Jim Boylen allenasse l’Atalanta in Serie A parlerebbe così, ma la sostanza rimane questa. Dopo soli due mesi di regular season, Parker ed il suo biennale da 40 milioni di dollari non rientrano più nei piani del nuovo allenatore dei Chicago Bulls.

Nemmeno l’ennesimo recente infortunio di Bobby Portis ha smosso le acque per l’ex Milwaukee Bucks, che intervistato da K.C Johnson del Chicago Tribune non ha potuto far altro che prendere atto della sua situazione, ed augurarsi il meglio – magari presso altra destinazione – per la stagione in corso.

Non credo sia colpa o responsabilità di Jim (Boylen, ndr). E’ una cosa più grande di una singola persona, si tratta della direzione intrapresa dalla franchigia. Dal canto mio, io sento d’aver fatto tutto quello che ci si aspettava facessi. Non mi sono lamentato e non lo faccio ora, non ho mai avuto problemi con nessuno, qui

– Jabari Parker sui Chcago Bulls –

 

 

L’avventura di Jabari Parker ai Chicago Bulls pare davvero terminata. La trade dedline del 7 febbraio si avvicina, ed il contratto di Jabari, che prevede una team option per il secondo anno, potrebbe attirare l’attenzione di parecchie squadre. L’ex Duke Blue Devils ha espresso il desiderio di tornare attivamente in campo, di “poter giocare minuti significativi” per i Bulls o per un’altra squadra, se le cose dovessero evolversi.

Tutti sanno che tipo di giocatore sono. Anche a Milwaukee era così. All’inizio non è stato facile, le cose a Chicago sono state subito diverse. Ma io ho sempre tenuto un atteggiamento professionale. Sono stato tolto dal quintetto base, e non ho detto una parola, ho continuato a lavorare. Ora sento però di non aver avuto realmente una chance, qui. Piano piano ho iniziato a crescere, a migliorare, ma ora pare tutto finito. Credo si sia trattato di sfortuna, più che altro. Mi sentivo bene, mi sarebbe piaciuto avere la possibilità di dimostrarlo

Michele Gibin
pt.fadeaway@gmail.com

Contributor per NBAPassion.com

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