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Coronavirus, Rudy Gobert guarito torna in palestra, Smart dona il plasma

di Michele Gibin

Finalmente guariti dall’infezione dal coronavirus Sars-CoV2, Rudy Gobert e Marcus Smart tornano alla normalità della vita d’atleta in attesa che la stagione NBA possa riprendere, in estate o direttamente nell’autunno 2020 qualora la pandemia di covid-19 non permetta la ripartenza.

Il lungo degli Utah Jazz è tornato in palestra per recuperare la forma perduta in oltre due settimane di stop e isolamento, ed ha postato alcune immagini dei suoi allenamenti su Instagram: esercizi di pugilato per il francese, deciso a lasciarsi alle spalle un problema di salute che per fortuna non ha avuto conseguenze sul suo fisico, e soprattutto deciso a superare la caduta di stile e le critiche per il suo atteggiamento superficiale nei confronti di reporter e compagni di squadra nei giorni precedenti allo stop della stagione NBA, lo scorso 11 marzo. Proprio Gobert, che sarebbe poi stato il primo giocatore NBA covid-positivo, aveva ironizzato sulla psicosi collettiva e sulle misure di distanziamento imposte dalla lega a giocatori, staff e cronisti, toccando tutti i microfoni montati sul podio delle interviste davanti a sé, fingendo di infettarli.

Rudy Gobert si è scusato pochi giorni dopo del gesto, annunciando inoltre di aver donato oltre 500mila dollari in beneficenza divisi tra un fondo per i lavoratori momentaneamente disoccupati di Chesapeake Energy Arena di Oklahoma City e Vivint Smart Home Arena di Salt Lake City, ed al Dipartimento di Sanità Pubblica francese.

Covid, Marcus Smart donerà il sangue per la ricerca sugli anticorpi

Sono 4 con Marcus Smart dei Boston Celtics i giocatori NBA guariti o in via di guarigione, e che hanno dato la loro disponibilità a donare il sangue per aiutare la ricerca sugli anticorpi per il patogeno Sars-CoV2, ad annunciarlo è il Dr Michael Joyner della prestigiosa clinica Mayo.

Il plasma dei pazienti covid-positivi guariti è impiegato come terapia sperimentale nelle infezioni da Sars-CoV2, assieme a farmaci antivirali già in uso da anni in campo medico, e che i ricercatori stimino possa dare risultati se iniettato ai malati prima dell’aggravarsi della patologia. La NBA ha contattato gli staff medici delle squadre, per incoraggiare quei giocatori risultati positivi a donare il plasma. “Sono uomini grandi e grossi, atleti“, spiega il Dr Joyner “E che hanno grandi volumi di plasma. Gli atleti hanno di solito volumi di plasma nel sangue maggiori rispetto ad una persona con un fisico nella media“.

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