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D’Antoni accoglie Nash: “Non sono sorpreso, sa tanto di pallacanestro”

di Dennis Izzo

Con l’annuncio di Steve Nash come nuovo head coach della franchigia, i Brooklyn Nets hanno sorpreso e reso felici non solo i propri tifosi, ma anche gli appassionati di pallacanestro.

46 anni compiuti lo scorso 7 febbraio, Nash non ha mai avuto esperienza come allenatore di una squadra, ma l’ha avuta eccome col leader e trascinatore sul parquet: per lui quasi 20 stagioni in NBA tra Phoenix Suns, Dallas Mavericks e Los Angeles Lakers, con due MVP vinti consecutivamente, entrambi con la maglia dei Suns, nel 2005 (15.5 punti, 3.3 rimbalzi, 11.5 assist e un recupero di media col 50% al tiro e il 43% da tre e Phoenix prima a Ovest con ben 62 vittorie e appena 20 sconfitte) e nel 2006 (18.8 punti, 4.2 rimbalzi e 10.5 assist col 51% dal campo e il 44% da dietro l’arco).

Il 7 volte All-Star, dal 2018 in Hall of Fame, ha avuto modo di affermarsi come una delle migliori point guard della storia del gioco sotto la guida di Mike D’Antoni, con cui ha lavorato per sei anni (dal 2004 al 2008 ai Phoenix Suns e dal 2012 al 2014 ai Los Angeles Lakers): a dir poco memorabile il quadriennio in Arizona, con due finali di Conference e altrettanti MVP per Nash nei Suns del run & gun e del “7 seconds or less“, marchi di fabbrica d’antoniani cui oggi gran parte della lega si è adeguata, tra cui ovviamente gli Houston Rockets, guidati dal 2016 dall’ex Baffo.

Il maestro D’Antoni e l’allievo Nash saranno colleghi

Proprio quest’ultimo ha commentato la notizia della firma di Steve Nash coi Brooklyn Nets. I due potrebbero ritrovarsi faccia a faccia nella prossima stagione, per il più classico e appassionante dei duelli tra l’allievo e il maestro, anche se non è chiaro se D’Antoni rimarrà ai Rockets al termine della stagione attualmente in corso, essendo in scadenza di contratto. In ogni caso, non gli mancano certo offerte per l’annata 2020-2021, con numerose squadre a caccia di un nuovo allenatore (tra queste, spiccano i Philadelphia Sixers, ma non sono da meno Indiana Pacers e New Orleans Pelicans).

“Sono felice per lui. Mi auguro che le cose vadano nel verso giusto e sono convinto che farà un gran lavoro. Non sapevo che avesse intenzione di intraprendere questa strada, ma so benissimo che ama la pallacanestro e che ha tanta competenza in materia, per cui non sono sorpreso dalla notizia. Sarà molto interessante vederlo nei panni di allenatore. Anche quando giocava era un trascinatore e organizzava benissimo la squadra in campo. Oltre a ciò, Steve ha un’etica del lavoro pazzesca, non ho mai visto nessuno impegnarsi duramente come faceva lui. Anche quando si ruppe una gamba a Los Angeles, nessuno lavorava più di lui in allenamento. Sono sicuro che farà lo stesso da allenatore, è uno che sa come affrontare le partite e condurre una squadra alla vittoria.”, le parole di D’Antoni in merito all’inedito ruolo di head coach che il suo pupillo Nash ricoprirà in quel di Brooklyn nella prossima stagione, alla guida dei Nets di Kevin Durant e Kyrie Irving.

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