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Suns, Devin Booker stende i Clippers sulla sirena e fa impazzire la NBA

di Michele Gibin

La NBA impazzisce per Devin Booker, che contro i Los Angeles Clippers chiude una partita spettacolare da 35 punti con 8 assist con un tiro sulla sirena e lancia i suoi Phoenix Suns alla terza vittoria nella bolla su altrettante gare.

I Suns hanno delle chance di giocarsi i play-in, sebbene davanti a loro ci siano ancora 3 squadre ed i Portland Trail Blazers lontani due partite, e Booker vuole provarci fino all’ultimo. I Clippers sono praticamente al completo, col solo Montrezl Harrell ancora assente, ma la squadra di coach Monty Williams gioca bene, a viso aperto e risponde ad ogni spallata avversaria.

E alla fine la vince, grazie al suo All-Star.

117-115 il risultato finale. Nell’ultimo possesso Suns dopo il pareggio dalla lunetta di Kawhi Leonard (27 punti e 7 rimbalzi), a tentare il tiro del nuovo sorpasso è Ricky Rubio che va però corto. Iviza Zubac raccoglie il rimbalzo ma la sua apertura verso Paul George viene intercettata dalle braccia lunghissime di Mikal Bridges e controllata poi da Deandre Ayton, che con 8 secondi da giocare si affida a Ricky Rubio e quindi a Devin Booker.

Volevo l’ultimo tiro, dopo aver recuperato il pallone ho voluto l’ultimo tiro per non dare più tempo ai Clippers di tirare“. così Booker sugli ultimi secondi di partita “Sapevo che sarebbe arrivato il raddoppio allora ho attaccato dalla parte opposta, poi visto che Kawhi è così lungo, ho fatto una finta e mi sono buttato all’indietro“.

Difficile non rivedere nel tiro vincente di Devin Booker uno dei suoi modelli di gioco conclamati, Kobe Bryant. La partita termina col figlio dell’ex Milano e Pesaro Melvin a terra, abbracciato dai compagni, quel nucleo di giocatori che, con Mikal Bridges, Ayton, Cam Johnson, Rubio e Dario Saric assieme all’assente Kelly Oubre Jr rappresenta forse la rinascita per una squadra che non gioca la post season da 9 stagioni, e che ha commesso tanti errori in passato.

I Phoenix Suns visti finora a Orlando sono una squadra viva, che ha già “steso” due squadre da playoffs e oltre come Dallas Mavs e soprattutto Clippers. Coach Monty Williams ha trovato un ruolo per tutti e scommesso senza esitazioni su Ayton, nonostante la squalifica di inizio anno e qualche dubbio (continua la sua allergia ai contatti in attacco, ma a rimbalzo e come realizzatore secondario il prodotto di Arizona cresce a vista), Mikal Bridges sta diventando specialista difensivo dalla mano educata (35% al tiro da tre, 3 su 4 martedì) di livello, Rubio ha garantito stabilità e alleggerito Booker dai compiti di playmaking, Cam Johnson è stata una sorpresa in positivo via draft nel 2019.

Ma non abbiamo ancora fatto nulla, non ci siamo ancora guadagnati quel rispetto ma non ci interessa“, così Deandre Ayton “Noi siamo venuti qui per giocare, per stare assieme come una vera squadra e per restare positivi, la nostra cultura ci consente di superare assieme i momenti più difficili. E oggi lo abbiamo fatto, non abbiamo mai mollato ed è andata bene“.

Monty Williams si gode il suo All-Star ed i suoi progressi: “Book è Book, io mi fido della sua capacità di leggere il gioco, tirare e passare, e oggi ha segnato un tiro dopo l’altro e soprattutto l’ultimo è stato particolarmente bello da vedere“.

La partita di Devin Booker: 13 su 25 al tiro, 6 su 9 al tiro pesante, il tiro del momentaneo +2 (115-113) a 33 secondi dal termine prima del capolavoro finale: “Siamo una squadra divertente in cui giocare, ed è un’esperienza divertente qui a Orlando, vogliamo fare un po’ di rumore“.

Per i Clippers gara offensiva sotto tono per Paul George (1 su 7 al tiro da tre punti), doppia doppia da 18 punti e 12 rimbalzi per Ivica Zubac e solo 8 minuti di gioco per Pat Beverley, che si infortuna ad un polpaccio e viene sostituito per precauzione da coach Doc Rivers. Esordio nella bolla per Lou Williams, che dopo il caso Magic City e la quarantena di 10 giorni può finalmente lasciarsi tutto alle spalle e ripartire: per lui 7 punti e 6 assist in 21 minuti.

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