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I Los Angeles Lakers vincono il titolo NBA 2020, LeBron è l’MVP

di Michele Gibin

I Los Angeles Lakers hanno vinto il titolo NBA 2020, al termine di una gara 6 perfetta e dominata dal primo minuto, il modo migliore per chiudere una stagione 2019\20 lunghissima, anomala e mentalmente difficile per tutti i giocatori, iniziata ad ottobre nelle arene NBA delle 30 squadre e finita 12 mesi dopo, in una bolla isolata dal mondo esterno e senza tifosi.

LeBron James è l’MVP delle finals, per LeBron è la quarta volta in carriera da miglior giocatore dell’atto finale, dopo i 3 titoli vinti a Miami e Cleveland, LBJ e Danny Green si uniscono al ristrettissimo club di giocatori in grado di vincere il titolo NBA con tre maglie diverse.

La partita va subito in direzione Lakers. Concentrati, in controllo totale in difesa con un Anthony Davis che a costo di qualche fallo di troppo (2 nel primo quarto), domina l’area dei tre secondi in difesa. AD inizia da centro, Frank Vogel toglie Dwight Howard e inserisce a sorpresa Alex Caruso in quintetto base e Davis può permettersi di lasciare Bam Adebayo per aiutare sui penetratori degli Heat.

Jimmy Butler, Tyler Herro e Kendrick Nunn trovano la porta chiusa in attacco, i Lakers colpiscono in transizione con LeBron James e le triple di Kentavious Caldwell-Pope, e scavano il primo vantaggio significativo con l’ingresso di Rajon Rondo.

L’ex Celtics segna 15 punti nel solo primo tempo, approfitta degli spazi lui concessi da una difesa Heat troppo preoccupata da James e Davis e va a bersaglio con 3 layup di fila. Dall’altra parte Miami non riesce a tirare da sotto canestro, Adebayo e Herro giocano la loro peggior partita delle loro finali nel primo tempo (probabilmente degli interi playoffs), e per la squadra di coach Spoelstra è buio pesto.

Rondo, LeBron, Caldwell-Pope e Davis nel secondo quarto accelerano ancora e i Lakers toccano il +30 (64-34), tirando col 58% dal campo. Spoelstra prova nel frattempo a gettare nella mischia Goran Dragic, al rientro dopo l’infortunio di gara 1, lo sloveno prova a colpire in attacco ma è evidentemente fuori ritmo, Butler viene raddoppiato sul palleggio e fatica a liberarsi coi tempi giusti del pallone, e quando lo fa Adebayo e Crowder non riescono a controllare il pallone e le palle perse per gli Heat salgono (7 nel primo periodo, 12 in tre quarti). Il secondo quarto termina 36-16 per i Lakers

Nel terzo quarto la musica non cambia, LeBron James rasenta già la tripla doppia con 19 punti, 10 rimbalzi e 9 assist, Rondo ci aggiunge altri 19 punti e Davis commette il quarto fallo, ma importa poco sull’87-58 LA dopo 36 minuti. Caldwell-Pope chiude con 17 punti.

Lakers di nuovo campioni NBA, LeBron James MVP

I Miami Heat terminano la loro stagione con una prova forse sottotono, ma larga parte del merito è dell’aggressività difensiva dei Lakers sin dalla palla a due iniziale. Miami ha lottato per tutta la serie ed è riuscita ad allungarla fino a gara 6 nonostante le prime due partite difficili e gli infortuni di Bam Adebayo (rientrato in gara 4 ma non al meglio) e Goran Dragic, il vero rimpianto per coach Spoelstra in queste finali.

I Los Angeles Lakers tornano invece ad alzare il Larry O’Brien Trophy dopo 10 anni e l’ultimo titolo vinto nel 2010 da Kobe Bryant, e dopo un’assenza di 6 anni dai playoffs. Una vittoria per i Lakers che significa ancora di più, nell’anno della tragica scomparsa del Black Mamba, il finale più “giusto” per onorare la memoria, la carriera ed il lascito di Kobe.

Al suo primo anno sulla panchina dei Lakers, coach Frank Vogel riesce nell’impresa di vincere il titolo, un altro aspetto del successo del primo anno di gestione Rob Pelinka che ha visto nell’ex allenatore degli Indiana Pacers l’uomo giusto per guidare un gruppo di veterani ed una coppia di star “pesanti” come Anthony Davis e naturalmente LeBron James.

LeBron firma il suo quarto titolo NBA in carriera con una tripla doppia da 28 punti, 14 rimbalzi e 10 assist, Davis termina con 19 punti e 15 rimbalzi, Danny Green che dopo gara 5 aveva addirittura ricevuto delle minacce di morte per il tiro sbagliato nel finale con gli Heat in vantaggio, chiude con 11 punti e 3 triple a bersaglio.

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