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Warriors, Steph Curry scaccia le critiche con una prestazione da 40 punti

di Francesco Catalano

“Gli Warriors sono finiti”: ai tanti commenti e alle tante perplessità di questo genere ha voluto rispondere Steph Curry nel match di pre-season contro i Minnesota Timberwolves. Gli Warriors al Chase Center hanno vinto per 143 a 123. Il trascinatore della squadra è stato appunto Steph Curry con 40 punti, 6 assist, 6 rimbalzi, 14 su 19 dal campo e 6 su 9 da tre punti. Il tutto in soli 25 minuti. Numeri fuori dall’ordinario che mettono subito le cose in chiaro: Steph quest’anno vuole tornare a dominare.

La point-guard degli Warriors è stata coadiuvata dal solito Draymond Green e dal nuovo arrivato D’Angelo Russell. Nel quintetto titolare negli spot di ala grande e centro sono partiti Glenn Robinson III e Marquese Chriss. Certo, non è tutto rose e fiori: i Dubs hanno ancora diverse lacune difensive come dimostrato dai tanti punti subiti. Tuttavia, il punto di forza della squadra di coach Steve Kerr sarà l’attacco: un attacco esplosivo e implacabile guidato dalle faretre di Curry e Russell, e dallo strapotere fisico di Green. In queste condizioni precarie, con l’addio di Durant e l’assenza di Thompson, in cui quasi tutti ti sono contro, Steph riesce a tirar fuori il meglio di sé. Sente la responsabilità e risponde con delle prestazioni superlative.

Speriamo vada così ogni notte. Ho la stessa mentalità ogni volta che metto piede in campo”. Così Steph sulla sua prestazione contro i Wolves. “Questo non significa che tirerò in ogni possesso, ma sto cercando di fare le giocate giuste e fare quello che mi fa sentire a mio agio e lo posso fare solo giocando il mio basket ed essendo aggressivo e sicuro di me. Giocherò nello stesso identico modo”.

Warriors, Steve Kerr è chiaro su Curry: “La fase offensiva passerà dalle mani di Steph”

Anche coach Kerr ha volute sottolineare la grandezza del suo leader: “Avrà un grande fardello in fase offensiva per tutto l’anno. Solo per la natura del roster e vedendo cosa abbiamo perso dal punto di vista dei punti realizzati e di playmaking. Non giocherà così ogni notte, lo sappiamo, per questo dobbiamo lavorare per migliorare la nostra identità e la nostra efficienza e per tenere questi ragazzi al lavoro. Stanotte abbiamo fatto un buon passo in avanti in quella direzione”.

E’ stata una notte di cambiamenti per Curry che ha dovuto rinunciare ad uno dei suoi rituali pre-partita. Alla Oracle Arena era solito uscire dagli spogliatoi e tirare a canestro dal tunnel che portava in campo. Ora, col trasferimento dei Golden State Warriors al Chase Center di San Francisco, data la configurazione della struttura, ciò non è più possibile.

Gli Warriors, poi, giocheranno durante la prossima settimana due incontri allo Staples Center contro i Los Angeles Lakers. Sembra che Steph salterà uno dei due incontri per non sovraccaricare il suo lavoro più del dovuto prima dell’inizio della regular season come ha ribadito Steve Kerr ieri.

Penso che salterà un incontro. Probabilmente uno a Los Angeles. Non ci ho ancora parlato, è solo un’idea”.

Quest’anno Steph sarà il pilastro della squadra attorno al quale tutti gireranno, quindi un punto focale per il buon andamento della stagione è la gestione ottimale del numero 30. Che se trova le giuste condizioni e sensazioni può veramente far paura a chiunque squadra.

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