Josh Jackson parla della G-League: “Un’esperienza formativa, sono diventato più responsabile”

Josh Jackson, ala dei Memphis Hustle, ha espresso alcune considerazioni sul suo percorso dalla maggiore lega di pallacanestro americana, fino alla sua retrocessione in G-League. Nel corso di questa cammino, l’ex Phoenix Suns ha dichiarato di aver appreso nuove lezioni di vita, in riferimento al poco successo riscosso nelle sue due prime stagioni, condizionate anche da alcune azioni poco raccomandabili lontano dal campo.

Per di più, Jackson rimane in attesa di una chiamata dalla prima squadra, per poter tornare a competere con i più abili professionisti di questo gioco. Nonostante ciò, il ventiduenne sta riscuotendo un discreto successo nella lega di sviluppo NBA, focalizzando la sua attenzione sullo sviluppo del proprio bagaglio tecnico.

Il viaggio di Josh Jackson: “Una serie di cambiamenti improvvisi”

Josh Jackson fu selezionato con la quarta scelta al primo giro del draft NBA 2017, ma il suo operato non ha mai rispettato le aspettative per lui previste. Difatti, il resoconto delle prime due annate recita una media di 12.3 punti a partita, totalizzati con uno scadente 29.4% dalla lunga distanza ed un 41.5% dal campo. Prima di sbarcare al livello professionistico, Jackson era riconosciuto principalmente come un giocatore molto energico, capace di ottenere rimbalzi su entrambe le metà campo, di guidare la transizione e di finalizzare al ferro.

In fin dei conti però, questa notevole intensità si è rivelata in un punto a sfavore per il prodotto di Kansas. Infatti, anziché sfruttare le sue doti atletiche e la sua visione di gioco come una solida base per costruire un buon gioco offensivo, Jackson si è limitato a seguire uno stile di gioco superficiale ad affrettato, forzando una serie di conclusioni a canestro e dei tiri da fuori area privi di una costruzione di squadra.

Mi sentivo come se fossi un po’ fuori controllo. Tentavo tiri e conclusioni senza senso, perché cercavo di far accadere qualcosa. Stavo affrettando il processo, e questo non ha aiutato di certo la squadra. Non ero capace di gestire le mie energie ed incanalarle nella giusta via

Sicuramente, la situazione piuttosto confusionaria in quel di Phoenix non ha contribuito al giusto sviluppo del giocatore. Come riportato da quest’ultimo, egli vedeva ogni settimana nuovi giocatori aggiungersi o abbandonare la squadra, creando un clima poco sereno all’interno dello spogliatoio. “Tutti questi cambiamenti ti influenzano molto, specialmente se sei giovane e se questa è la tua prima esperienza col mondo NBA. Vedevo nuovi allenatori prendere il posto di quelli precedenti, atleti dalla G-League in cerca di un posto, giocatori scambiati o tagliati. Era davvero difficile starci dietro ed abituarsi alle nuove richieste“.

Un altro motivo per cui i Memphis Grizzlies hanno deciso di retrocedere il ventiduenne, dando il via ad un processo di riabilitazione mentale del giocatore, sono state le sue azioni lontano dal campo. Jackson è stato arrestato, nel mese di maggio, per essere scappato ed aver resistito agli ordini degli ufficiali di polizia. Circa un mese dopo, è stato accusato di aver fatto utilizzo di marijuana con il suo figlio piccolo nelle vicinanze.

Per Josh Jackson la G-League è: “Un’esperienza formativa”

Josh Jackson è riuscito a dare un risvolto positivo alla sua carriera, vestendo la maglia dei Memphis Hustle, squadra di G-League affiliata agli omonimi Grizzlies. In questa lega, sta producendo una media di 20.4 punti a serata, accompagnati da 7.9 rimbalzi, 4.3 assist, il 45.5% dal campo e il 38.7% da oltre l’arco dei tre punti.

E’ stata un’esperienza da cui ho imparato moltoha riferito Jackson. “Devi cercare di trarre il meglio dagli eventi positivi e negativi, è così che funziona la vita. Ho avuto la fortuna di trovarmi in un buon contesto, dove posso diventare una persona più responsabile e professionale”.

Ovviamente, l’obiettivo principale per l’ala nativa della California rimane il ritorno in prima squadra, ma Jackson ha sottolineato di voler rimanere concentrato, e di aspettare che quel momento arrivi: “Sono consapevole di essere in grado di competere a quei livelli, ma, a differenza del passato, non voglio affrettare nulla. Quando accadrà, accadrà”.

Gabriele Melina

Gabriele, appartenente a quelle specie protetta di sbranatori seriali di pallacanestro.

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Gabriele Melina

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