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Kawhi Leonard, lo zio Dennis sulla rottura con gli Spurs, Toronto e la finale NBA

di Michele Gibin

La rottura tra Kawhi Leonard ed i San Antonio Spurs per Dennis Robertson, zio ed agente “in pectore” della star dei Toronto Raptors? “Gli Spurs non credevano che Kawhi non fosse in grado di giocare, era tempo di cambiare aria“.

Così Robertson, zio materno, rappresentante e figura centrale nella vita di Kawhi Leonard dopo l’assassinio del padre nel 2008 a Compton, Los Angeles, a Chris Haynes di Yahoo Sports.

Zio Dennis“, nome con cui Robertson è noto nei circoli NBA, ha commentato la soddisfazione di Kawhi e del suo entourage per il grande risultato ottenuto con la prima finale NBA della storia per i Toronto Raptors, ed è ritornato sul grande “caso” della stagione 2017\18: l’infortunio di Kawhi e la rottura con i San Antonio Spurs.

In famiglia siamo persone umili, ci stiamo godendo la soddisfazione del momento” Dennis Robertson a Yahoo Sports “Qualcuno potrà parlare di una rivincita per noi, ma non è così. Abbiamo taciuto in questi mesi, abbiamo lasciato che le cose andassero da sé, che tutta la stampa negativa che Kawhi (Leonard, ndr) aveva ricevuto si spegnesse, in modo che potesse concentrarsi solo sul gioco (…) aver centrato le prime finali NBA con i Raptors è un grande risultato, soprattutto dopo l’anno scorso“.

Kawhi lo ha sempre detto” Prosegue “zio Dennis” “E’ pronto per momenti come questi. Si merita ogni cosa, il modo in cui è stato in grado di gestirsi in campo e fuori… ha fatto qualcosa di incredibile“.

Durante la stagione 2017\18, Kawhi Leonard disputò solo 9 partite con la maglia degli Spurs, dopo aver saltato l’inizio della regular season per un infortunio al quadricipite della gamba destra.

Le condizioni di Leonard e la differenza di vedute tra lo staff medico degli Spurs e l’entorurage del giocatore portarono a delle frizioni con la squadra, con coach Gregg Popovich e con i compagni (Tony Parker e Manu Ginobili dichiararono lo scorso marzo “di aver pregato” Leonard di ritornare in campo, senza successo).

Nelle settimane precedenti il fugace ritorno in campo, e dopo il secondo stop, Leonard avrebbe cercato un secondo parere medico sul suo infortunio, libertà che gli Spurs concessero nonostante lo scetticismo. Fu in questa fase che, come ricostruito da Robertson, venne meno il rapporto di fiducia tra il giocatore, il suo entourage e la squadra:

Venne meno la fiducia reciproca, (gli Spurs, ndr) non credevano che Kawhi non fosse in grado di giocare, e questo compromise i rapporti. Quando un giocatore dice di non essere in grado di giocare, bisognerebbe credergli. Perché altrimenti Kawhi si sarebbe fermato? A volte tutti questi dottori ti dicono cosa puoi fare e cosa no, ma l’infortunio di Kawhi era serio, non poteva giocare. Ma (gli Spurs, ndr) non si fidavano. Così decidemmo che era giunta l’ora di cambiare aria“.

Nemmeno un incontro a quattrocchi con Gregg Popovich riuscì a far desistere Leonard, i San Antonio Spurs cedettero la loro star a Toronto, assieme a Danny Green, in cambio di DeMar DeRozan e Jakob Poeltl.

Quando si viene spediti in un posto che non è quello che si aveva in mente, non è sempre facile accettarlo, all’inizio” Ancora Robertson “Ma una volta lì, bisogna solo essere professionali e concetrati al massimo. Toronto è una bellissima città, Kawhi ne ha sempre parlato benissimo“.

La free agency per Kawhi Leonard incombe, tante le opzioni sul tavolo per la star dei Raptors (rinnovo a lungo termine? Il tanto desiderato trasferimento a casa sua a Los Angeles? Un contratto ricco e breve con Toronto, simile le a quello firmato da Kevin Durant la scorsa estate?).

Prima dell’estate c’è però una finale NBA da giocare, contro i dominatori dell’ultimo lustro, i Golden State Warriors: “Non pensiamo alla free agency, c’è la possibilità di vincere un altro titolo, Quando sarà finita, ci concentreremo sulla free agency. E’ stata un’annata stupenda e divertente per noi“.

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