Kevin Love dice no ai Mondiali: Popovich perde un’altra pedina

Reduce da una stagione piuttosto complicata, in cui è sceso in campo pochissimo, soprattutto in seguito agli infortuni alla spalla e al piede sinistro, Kevin Love risulta essere l’ennesimo giocatore che decide di declinare la convocazione di coach Gregg Popovich – che rischia di dover rinunciare anche a Kyle Lowry – per disputare gli ormai imminenti Mondiali FIBA in terra cinese. Team USA, dunque, continua a perdere pezzi: dopo i rifiuti dei vari James Harden, Anthony Davis, Tobias Harris e C.J. McCollum, tra i tanti, arriva anche il no del prodotto di UCLA, come riportato da Shams Charania. Con la Nazionale a stelle e strisce, Kevin Love ha già vinto la Coppa del Mondo nel 2010 in Turchia e l’oro olimpico nel 2012 a Londra, in entrambi i casi sotto la guida di Myke Krzyzewski.

Kevin Love con la maglia di Team USA contro la Nazionale argentina.

Kevin Love non sarà in Cina, altro no per Team USA

31 anni da compiere il prossimo 7 settembre, Love ha messo a referto 17 punti, 10.9 rimbalzi e 2.2 assist in appena 22 partite, non riuscendo a dare il proprio apporto ai Cleveland Cavaliers, tra le squadre peggiori della lega dopo l’addio di LeBron James, la rottura definitiva con J.R. Smith e l’infortunio dello stesso Kevin Love. Il classe ’88 ha ancora quattro anni di contratto a poco più di 120 milioni di dollari totali (media di circa 30 milioni all’anno) con la franchigia dell’Ohio, ma difficilmente rimarrà nel roster dei campioni NBA 2016 fino alla scadenza naturale dell’accordo al massimo salariale firmato la scorsa estate.

Nonostante non rappresenti una garanzia dal punto di vista fisico e il suo rendimento sia calato gradualmente negli ultimi anni, infatti, Kevin Love continua a essere senza dubbio uno dei giocatori più affidabili e efficienti nel suo ruolo e può far comodo a tante contender, magari già per l’anno prossimo, avendo già vinto un anello tre anni fa. In questo senso, il rifiuto di partecipare ai Mondiali potrebbe essere frutto della volontà del giocatore di rimettersi in sesto e concentrarsi sull’annata 2019-2020.

Dennis Izzo

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