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Knicks, cosa è successo al Madison Square Garden con Spike Lee?

di Michele Gibin

Non inizia nel migliore dei modi l’era Leon Rose ai New York Knicks, protagonisti di un’incidente diplomatico con il loro tifoso numero 1, il regista premio Oscar Spike Lee, al Madison Square Garden.

Lee ha denunciato nella giornata di martedì un trattamento a suo modo di vedere irriguardoso della security del Garden, incidente immortalato da un video che mostra il regista inveire contro i responsabili della sicurezza. Secondo Lee, la security lo avrebbe di fatto messo alla porta, mentre i Knicks hanno ridimensionato l’accaduto spiegando come, semplicemente, il regista abbia usato un’uscita non a disposizione del pubblico, invece dell’uscita dall’area “VIP”.

Non si è ridimensionata però la rabbia di Lee, che ha ESPN ha dichiarato di aver chiuso per questa stagione con il Madison Square Garden e gli amati Knicks: “Ci vediamo l’anno prossimo. Per questa stagione ho dato abbastanza“.

Secondo Spike Lee, che ha dichiarato di aver utilizzato la stessa uscita usata lunedì per oltre 20 anni, la versione dell’incidente fornita dai Knicks sarebbe artefatta: “Mi hanno di fatto buttato fuori dall’ascensore che uso da sempre per salire e scendere dal piano dove si trova il campo, l’entrata riservata ai dipendenti sulla 33esima. Ieri sera (domenica, ndr) sono entrato da lì, il mio biglietto è stato scannerizzato, mi sono diretto al solito ascensore, e lì la sicurezza mi ha fatto scendere e mi ha chiesto di lasciare l’arena, io mi sono rifiutato. Volevano che uscissi per rientrare quindi da un altro ingresso, cosa che non sarebbe stata possibile dato che il mio biglietto era già stato convalidato. Gli ho detto di arrestarmi, piuttosto, come hanno fatto con Charles Oakley“.

I ragazzi della security mi hanno quindi offerto di accompagnarmi al mio posto da quell’entrata, poi all’intervallo della partita James Dolan è venuto da me e mi ha detto: ‘dobbiamo parlare’. Io gli ho risposto che non avevo niente da dirgli, che ero entrato da dove sono sempre entrato negli ultimi 28 anni, per i Knicks e per gli altri eventi al Madison. E ora hanno deciso di cambiare tutto, senza avvertire nessuno? Perché, e perché solo a me? La realtà è che James Dolan mi sta addosso da un po’ di tempo. 28 anni, e nessuno mi avverte di nulla, per e mail, per telefono, nulla! E cosa mi ha risposto Dolan? ‘Ora lo sai’

Non ho ma chiesto nulla, nessun trattamento speciale ai Knicks, vengo al Madison da quando mio padre mi ci portò più di 40 anni fa“.

I New York Knicks hanno diffuso un comunicato, in cui confutano la versione fornita da Spike Lee: “Dispiace vedere come Lee usi questo piccolo incidente per creare un caso mediatico. Spike Lee sarà il benvenuto come sempre, e potrà entrare dall’entrata riservata ai VIP, o da quella generale, ma non dall’entrata riservata al personale, come peraltro già stabilito di persona tra Mr Lee e Mr Dolan“.

Io sono cresciuto con i Knicks, guardandoli giocare“, ancora Lee “E’ una vergogna vedere tutti quei banner appesi sulle volte del Madison e vedere la squadra oggi, morirò prima che i Knicks tornino a quei livelli. Al Madison conosco tutti, conosco i ragazzi della security, da sempre (…) la realtà è che hanno tutti paura che Dolan li licenzi così, senza motivo. Perché Dolan ha dei problemi con me? Non lo so, non posso nemmeno parlarci. Io non ho mai detto nulla contro di lui“.

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