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Il mondo NBA piange Kobe Bryant: “Non ci sono parole, lui era un mito”

di Michele Gibin

La notizia, tragica e improvvisa, della morte in un incidente di elicottero di Kobe Bryant, della figlia 13enne Gianna Maria e di altre 7 persone a Los Angeles ha generato reazioni commosse in tutto il mondo tra i milioni di tifosi NBA e della star dei Los Angeles Lakers. Bryant aveva 41 anni.

Si è giocato sui parquet NBA domenica, nonostante il dolore e lo sgomento di giocatori, allenatori e cronisti, in tanti tra gli ex colleghi di Kobe, coloro che hanno condiviso un pezzo di carriera con il Black Mamba e che sono stati a lui vicini dopo il suo ritiro nel 2015, hanno reso omaggio con parole e gesti simbolici alla sua memoria.

Tutte le squadre, a partire da Houston Rockets e Denver Nuggets, hanno osservato un minuto di silenzio prima della palla a due, e per le prime due azioni della gara hanno commesso due volontarie infrazioni di 24 secondi – il numero di maglia di Bryant nella seconda parte della sua carriera ai Los Angeles Lakers.

Trae Young, giovane star degli Atlanta Hawks, ha indossato in onore di Bryant una maglia numero 8 ad inizio partita, ed ha chiuso la gara con gli Washington Wizards con una prova da 45 punti: “L’ultima volta che abbiamo parlato, Kobe mi ha detto che stava seguendo i miei progressi in campo… ha detto che era fiero di me e dei miei progressi, e che voleva diventassi un modello per i ragazzi come Gigi (Gianna Maria, la figlia di Bryant con lui al momento dell’incidente, ndr), che li ispirassi. Gigi era una mia fan… ho chiesto consiglio a mia madre prima della partita, lei mi ha detto di dare il cuore in campo, di giocare per loro”. Vince Carter, il giocatore NBA più anziano in attività ed uno dei grandi rivali e pariruolo di Bryant in campo: “Il nostro rapporto era diventato più disteso dopo il suo ritiro, ridevamo e scherzavamo assieme“.

Dwyane Wade ha pubblicato su Instagram un video, in cui la leggenda dei Miami Heat fatica a trovare le parole per ricordare il suo ex collega e amico: “Sembra un incubo da cui vorremmo svegliarci. Ci sentiamo tutti così, Kobe è stato un grande leader, un grande uomo… i miei pensieri vanno alla sua famiglia, un giorno triste, uno dei peggiori della mia vita. Kobe era uno dei miei giocatori preferiti ed un amico… il suo ritiro mi lasciò un vuoto che tentai di riempire… essere apprezzato da lui è qualcosa che ho sempre cercato nella mia carriera. Ci mancherai leggenda, grazie“.

Carmelo Anthony, 35 anni, altro grande rivale di Bryant in campo: “La nostra amicizia andava oltre il basket… non so cosa dire, una notizia terribile. Per come lo conoscevo io, avrebbe voluto vederci in campo oggi… basket, famiglia, figli… eravamo vicini. Ho ricevuto la chiamata da amici stamattina (domenica, ndr), e tutto è diventato nero, improvvisamente“. Damian Lillard, che al suo anno da rookie (2012\13) ricevette sul campo il battesimo del fuoco contro Kobe ed i Lakers in una delle ultime partite di regular season, ha segnato 50 punti contro gli Indiana Pacers a Portland: “Una situazione dura per tutti, alcuni dei nostri compagni erano molto amici di Kobe (Trevor Ariza, ex compagno di Bryant ai Lakers, ndr), tanti ragazzi per cui Kobe era un eroe… abbiamo deciso di scendere in campo e competere. nonostante tutto, Una partita dura da giocare, ma che ha rappresentato uno sfogo per noi. Durante le pause, i timeout, il suo ricordo affiorava sempre… non ci credo, Kobe era sempre lì, ogni volta che lo sentivo per chiedergli qualcosa, lui trovava i tempo di rispondere… voglio dire… Kobe Bryant mi rispondeva. La mia prima partita NBA la giocai contro di lui, un ricordo fantastico”,così come la sua ultima partita della carriera“.

Non sarò mai in grado di descrivere l’impatto che Kobe Bryant ha avuto sulla mia carriera” A parlare è C.J. McCollumIl mio approccio al gioco, al mie etica lavorativa… in famiglia siamo tutti fan di Kobe… ho sempre raccontato a tutti: lui era quella persona che avevo quasi timore ad incontrare, lui e Jordan. Con LeBron, ci sono cresciuto in campo assieme, ma lui e Michael erano il Monte Rushmore“.

Doc Rivers, allenatore dei Los Angeles Clippers, è stato tra i primi a parlare dopo la notizia dello schianto, trattenendo a stento le lacrime e rendendo omaggio “ad un grande avversario ed atleta”. Kawhi Leonard, amico di Bryant e star dei Clippers, ha condotto i suoi ad una larga vittoria sugli orlando Magic con una partita da 31 punti, 14 rimbalzi e 8 assist: “Lo conoscevo di persona, oggi ho voluto essere grande per lui, in campo. Il suo impatto sul basket lo si vede anche oggi… giocare è il nostro lavoro“. Doc Rivers: “Ho detto ai ragazzi: se volete onorare Kobe, andate in campo e vincete. E’ stata dura, non sapevo cosa aspettarmi da alcuni dei nostri, che lo conoscevano bene… Tyronn Lue (ex compagno di Bryant ai Lakers, ndr)”.

Gregg Popovich, leggendario allenatore dei San Antonio Spurs in campo stanotte contro i Toronto Raptors: “Una tragedia, Kobe era un grande atleta, uno spirito competitivo che non ha avuto eguali… sentiamo tutti un grande senso di vuoto, per tutto quello che Kobe ha rappresentato per noi, in tanti modi… non ci sono parole“. Jerry West, “The Logo” e uomo che da general manager dei Los Angeles Lakers scelse l’allora 18enne Kobe Bryant al draft NBA 1996, è comprensibilmente sconvolto: “Mi sento come se avessi perso un figlio… uno shock terribile ed un dolore indescrivibile. Poi affiorano tanti e tanti ricordi, i tanti momenti passati assieme… non ci credo ancora“.

Nient’altro conta ora” Così Marc Gasol dei Toronto Raptors: “In momenti come questi si pena solo ai suoi cari, al momento terribile che stanno vivendo“. Phil Jackson, ex allenatore dei Los Angeles Lakers e protagonista dei 5 titoli NBA vinti in carriera da Kobe Bryant: “Una tragedia per tutte le famiglie coinvolte (…) Kobe era un prescelto, una persona speciale in tanti modi , eper tante persone. La nostra relazione ha trasceso quella tra giocatore e allenatore“.

Giannis Antetokounmpo, MVP in carica e star dei Milwuakee Bucks ha cancellato tutti i suoi account social, Il greco aveva instaurato un rapporto personale con Bryant negli ultimi anni, allenandosi in estate con l’ex star dei Lakers.

Abbiamo sperato in una fake news, non lo era“, Bob Myers, general manager dei Golden State WarriorsE’ vero. Kobe era un guerriero, la persona più competitiva che abbia mia incontrato. Per questa generazione di giocatori NBA è stato una figura mitologica… più grande della vita. LO incontrai per la prima volta quando lui aveva 19 anni, nell’ufficio del suo agente Arn Tellem, diceva che avrebbe vinto 10 titoli NBA e poi si sarebbe trasferito in Italia…“. Coach Jim Boeheim, allenatore di Syracuse University e nello staff della nazionale Olimpica 2008: “Uno dei più grandi di sempre, ed uno dei lavoratori più instancabili che abbia mai visto. Sono fortunato di averlo conosciuto e di aver lavorato con lui, le mie preghiere per la sua famiglia“.

Costantemente in cerca di qualcosa di speciale da raggiungere” Così coach Mike Krzyzewski, allenatore di Duke University “Non ci sarà mai più un altro come lui“.

Mark Cuban, proprietario dei Dallas Mavericks con cui Bryant ha tante volte incrociato le armi in campo, ha annunciato che i Mavs ritireranno la maglia numero 24 in onore di Kobe: “La sua maglia numero 24 non sarà più indossata da nessun giocatore dei Dallas Mavericks, la leggenda di Kobe Bryant va oltre il basket“. Dirk Nowitzki ha ricordato via Twitter delle tante volte “in cui tornavo a casa presto per vederti dominare in campo nel quarto periodo… mi hai ispirato, ed hai ispirato tutti noi, ci mancherai“.

Kyrie Irving, amico personale di Bryant, non è sceso in campo con i suoi Brooklyn Nets al Madison Square Garden di New York, che ha tributato Kobe con un gioco di luci in giallo e viola prima del match tra Nets e Knicks: “Non ci sono parole, solo silenzio e dolore, la nostra organizzazione è travolta dal dolore” Così coach Kenny Atkinson. “Per uno come me, Kobe è stato la mia generazione” Così il losangelino Spencer DinwiddieKobe è stato parte della nostra infanzia e adolescenza“, Garrett Temple: “Kyrie non se l’è sentita di giocare oggi, il nostro pensiero va anche a lui“. Marcus Morris dei New York Knicks: “Superman non può morire… e lui per noi era Superman“, Taj Gibson: “L’aria è semplicemente stata soffiata via dal Madison, stasera“.

Oggi giocare è stato veramente difficileGordon Hayward dei Boston Celtics, che visse in campo con gli Utah Jazz l’ultima partita da professionista di Kobe BryantIn campo la mente era altrove, non tutti abbiamo avuto la forza di giocare, non li biasimo“. Marcus Smart: “Mi ricordo della prima volta che lo marcai, ero scioccato dall’opportunità di essere in campo contro di lui e marcarlo… la sua sola presenza era… ovunque, uno dei più grandi di sempre“.

Isaiah Thomas degli Washington Wizards: “Fa male solo a parlarne… la NBA avrebbe dovuto cancellare le partite, la morte di Kobe sarà un ricordo indelebile per chiunque. Io gioco a basket grazie a lui, nel 2017 persi mia sorella (Chyna, in un incidente d’auto, ndr), nel 2019 il mio amico Nipsey Hussle, ed ora perdo un mentore come lui… lui c’era sempre per me. Quando mi infortunai lui fu uno di quelli che fu presente per me, mi ha aiutato“.

Non sembra vero, è davvero dura da mandare giù” Così Jermaine O’Neal, ex giocatore NBA ed amico personale di Kobe Bryant “Una persona con le sue qualità umane… è impensabile concepire che uno come lui possa morire, il modo in cui è successo fa ancora più male… la nostra relazione risale ai tempi del liceo, io Kobe, Tim Thomas… non è giusto“. Karl Malone, secondo scorer di tutti i tempi e per una stagione compagno di squadra di Kobe Bryant ai Lakers: “Che fortuna aver testimoniato il tuo impatto sul mondo, riposate in pace Kobe e Gigi“.

Tanti i tributi da parte di ex compagni ed avversari, come Shaquille O’Neal, Pau Gasol e personalità come Barack Obama e Kareem Abdul-Jabbar.

 

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