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Lakers-Rockets, riecco Rajon Rondo: 25 minuti in campo in gara 1

di Francesco Schinea

È finalmente arrivato per i Los Angeles Lakers il momento di riabbracciare Rajon Rondo. L’ex giocatore dei Boston Celtics ha fatto il proprio rientro in campo in occasione della sconfitta in gara 1 contro gli Houston Rockets, a quasi 6 mesi dall’ultima partita ufficiale a cui ha preso parte. Ha dovuto, infatti, fare i conti prima con con la frattura del pollice della mano destra e poi, quando sembrava pronto a tornare già contro i Blazers, con un problema alla schiena.

Un ritorno amaro dunque per Rondo, che ha realizzato 8 punti, 4 assist e 3 rimbalzi in 25 minuti di gioco, tirando con il 33% dal campo. Segnali incoraggianti dal punto di vista della condizione fisica, ma meno positiva nel complesso la sua prestazione: con lui in campo i Rockets hanno realizzato 10 punti in più dei giallo-viola.

Nonostante questi numeri coach Frank Vogel ha elogiato il lavoro del n°9: “Rajon è uno dei giocatori più intelligenti della lega e ovviamente il QI dei nostri ragazzi aumenta quando è in campo, quindi ci aiuterà sicuramente in questa serie”, ha dichiarato a ESPN. “È una sfida lavorare con un nuovo giocatore in questa fase dei playoff”.

Lakers-Rockets, Anthony Davis elogia Rajon Rondo: “È un grande giocatore”

Nel post-partita sono arrivate parole di apprezzamento anche da parte di Anthony Davis, che aveva già giocato con Rondo ai tempi dei New Orleans Pelicans: “È un grande giocatore ed è molto intelligente, quindi conosce molto bene il gioco. Non credo che ci vorrà così tanto tempo per riaverlo ambientato con la squadra. Ha realizzato alcuni tiri oggi, ha fatto delle buone giocate per noi. È un bene perchè può dare delle pause a LeBron”.

Rajon Rondo ha svolto un ruolo di primissimo piano in gara 1 della serie tra Lakers e Rockets, subentrando spesso a LeBron James come point-guard. Sembrerebbe dunque aver scavalcato Dion Waiters e Alex Caruso (alle prese però con problemi di falli) nelle gerarchie di Vogel. Il suo utilizzo servirà a concedere a James più tempo senza palla in modo da limitare il dispendio energetico in vista dei momenti clou delle sfide.

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