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Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsChicago Bulls Michael Jordan sui Bad Boys: “Li odiavo allora e li odio tutt’oggi”

Michael Jordan sui Bad Boys: “Li odiavo allora e li odio tutt’oggi”

di Michele Gibin

Gli episodi numero 3 e 4 di The Last Dance, serie vento di ESPN su Michael Jordan ed i Chicago Bulls della stagione 1997\98, approfondiscono una delle rivalità più accese della NBA tra anni 80 e 90, quella tra dei Bulls in crescita ed i Detroit Pistons di Isiah Thomas, Dennis Rodman, Mark Aguirre, Joe Dumars e Bill Laimbeer, i famosi “Bad Boys” due volte campioni.

I Pistons di coach Chuck Daly sono passati alla storia per i due titoli NBA, per le giocate di Thomas e per aver inventato per imbrigliare e intimidire il miglior attaccante della lega – Michael Jordan – un trattamento difensivo speciale noto come le “Jordan Rules“. Regole contro cui Jordan e dei Bulls non ancora pronti al grande palcoscenico delle finali NBA avrebbero sbattuto per ben 3 volte prima della “vendetta ” ai playoffs del 1991. “All’epoca li odiavo“, spiega MJ durante il terzo episodio “Un odio che ho ancora oggi“.

Isiah Thomas sostiene così la necessità di trattare Michael Jordan con attenzioni speciali: “Sapevamo che (Jordan, ndr) era il giocatore più forte, e che avremmo dovuto fermarlo assieme. Ed attaccarlo fisicamente era l’unico modo per riuscirci“. Dopo aver ceduto in 7 partite nel 1990 alle finali di conference con una disfatta in gara nella sfida decisiva (93-74) a Detroit, i Chicago Bulls di un Jordan determinatissimo sarebbero tornati nel 1991 per la rivincita, questa volta spazzando via i vecchi rivali per 4-0. Una serie a senso unico e che sarebbe passata alla storia per il gesto poco sportivo di Isiah Thomas, che prima della sirena di gara 4 avrebbe invitato i suoi ad andare negli spogliatoi senza fare le congratulazioni di rito ai vincitori.

Anche i Celtics fecero così con noi nel 1988“, spiega Thomas “E noi non avemmo alcun problema a riguardo. Col senno di poi, forse avremmo dovuto fermarci e far loro i complimenti. Oggi, visto l’andazzo, lo avremmo fatto: ‘complimenti, bravi, siete i più forti…’ ma allora non si faceva. Perdevi, prendevi le tue cose e te ne andavi“.

Non importa cosa dica oggi” Così Jordan nell’episodio parlando di Thomas “Non era quello il motivo per cui lo fece. La partita era finita, di tempo per pensarci ne aveva avuto anche troppo (…) non c’è niente che possa farmi cambiare idea: si comportò da vero str***o. L’anno precedente perdemmo in gara 7 ed io strinsi le mani a tutti, e così feci anche due anni prima. Questo è rispetto tra avversari e per il gioco, anche se perdere fa male. E credetemi, allora fece davvero male“.

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