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Montrezl Harrell parla da Lakers: “E’ evidente che i Clippers non mi volessero, per cui eccomi qui”

di Michele Gibin

Sono le prime parole da giocatore dei Los Angeles Lakers per Montrezl Harrell, strappato a sorpresa ai “cugini” dei Clippers, e non sono certo lusinghiere nei confronti della sua ex squadra.

I Clippers? Non c’è neppure bisogno di dirlo, se oggi sono qui è perché non mi hanno voluto…“. Più chiaro di così. Harrell ha dichiarato in video conferenza che ritornare ai Clippers sarebbe stato senza dubbio uno dei suoi obiettivi: “Quando passi così tanto tempo in un posto, allora cominci a pensare a rimanerci a lungo e continuare a giocare lì. Ho ancora grande rispetto per i ragazzi e per l’organizzazione là, ma è evidente che non abbiano voluto che io rimanessi, per cui non c’è molto altro da aggiungere“.

In una free agency in cui non sarebbero certo mancate le offerte se Harrell avesse deciso di sondare il mercato, il sesto uomo dell’anno in carica ha invece optato per l’accordo immediato con i Lakers. Un biennale da 19 milioni di dollari per ereditare assieme a Dennis Schroeder la second unit dei gialloviola.

E’ stata una questione di affari, i Lakers sono stati la decisione più giusta per me. Ho parlato con la mia famiglia e ho deciso. Ora sono in una squadra che mi ha davvero voluto“. Per Montrezl Harrell, il fatto di essere un atleta i cui interessi sono tutelati da Rich Paul e da Klutch Sports come tanti suoi nuovi compagni di squadra ai Lakers non è stato un fattore determinante: “E’ una decisione che non ha certo effetti sugli altri, io dal canto mio ho una famiglia cui provvedere, la decisione è stata solo mia“.

Ai Clippers, Harrell lascerà Kawhi Leonard, Paul George e soprattutto il suo partner d’attacco prediletto, Lou Williams, con ha formato per due stagioni uno dei pick and roll più efficaci della NBA. “E i ragazzi hanno capito che si è trattato di una scelta lavorativa, un ragazzo come Lou (Williams, ndr) che è stato scambiato così tante volte in carriera, uno come Pat (Beverley, ndr) con cui ho giocato gran parte della mia carriera, hanno capito e sono stati loro a insegnarmi – di fatto – come funziona. Se non sei una superstar, sei sempre spendibile“.

Ora sono in una squadra che si è dimostrata lo scorso anno abbastanza profonda da vincere il titolo, per cui si tratta soprattutto di adattarsi e fare tutto quello che serve per tornare a vincere“.

 
 
 
 
 
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