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NBA, ipotesi seconda bolla a Chicago per le 8 squadre escluse

di Michele Gibin

Non una bolla, ma due, la NBA e la NBPA stanno considerando di mettere in piedi a Chicago, Illinois, un secondo campus dove trasferire le 8 squadre che non giocheranno a Orlando, per una sorta di Summer League di consolazione per le escluse.

La pausa insolitamente lunga cui le 8 squadre tagliate fuori dovranno affrontare (da marzo a dicembre, 9 mesi senza partite ufficiali, un’enormità), era e resta una delle preoccupazioni della NBA sempre attenta a preservare una parvenza di equilibrio agonistico tra le squadre.

Da qui, l’idea di una kermesse estiva secondaria, che avrebbe anche l’appoggio delle squadre.

Gli 8 team chiedono la possibilità di giocare partite vere e di tenere dei training camp estivi nelle città sede, in caso di seconda “bolla” i protocolli di sicurezza e le procedure ricalcheranno quelle che la NBA metterà in atto al Walt Disney World Resort di Orlando, Florida. Uno sforzo economico di oltre 150 milioni di dollari per la lega.

A sbloccare la situazione una call conference cui hanno preso parte 7 delle 8 squadre escluse, con eccezione i New York Knicks assenti. Tutti rappresentanti delle squadre hanno assicurato che, in caso di OK, tutti i giocatori saranno chiamati a partecipare.

NBA, per le 8 squadre escluse bolla o mini camp?

Un progetto parallelo e più modesto è quello di tenere dei mini-camp regionali, ovvero tra squadre geograficamente prossime, dove organizzare anche delle partite. “Preferirei una cosa del genere alla bolla“, spiega Dwane Casey, coach dei Detroit PistonsNon avremo obiettivi per cui giocare, come a Orlando. L’obiettivo dei mini-camp sarebbe allenarsi, fare squadra e tornare con i propri compagni, possiamo farlo in tutta sicurezza e potremmo comunque giocare. Quello che non possiamo fare è stare fermi fino a dicembre, troppo tempo“.

Bolla o mini-camp che sia, non si partirà a breve. Orlando servirà anche da esperimento (un esperimento costoso) per la NBA, e per testare le misure di sicurezza stringenti. Tanto stringenti da generare timori anche nei giocatori.

Le 8 squadre escluse sono: Atlanta Hawks, Chicago Bulls, Charlotte Hornets, Golden State Warriors, Detroit Pistons, Cleveland Cavs, New York Knicks e Minnesota Timberwolves.

La bolla di consolazione avrebbe uno sponsor di vaglia tra le escluse, quello dei Golden State Warriors: “La nostra posizione è: fateci sapere. Finché non se ne saprà di più è difficile fare previsioni, ma se servirà e se la partecipazione sarà estesa, allora siamo d’accordo. Salute fisica e sicurezza sono i due punti importanti“, così il gm Bob Myers.

Difficile però, come confermato da alcuni executive NBA, che in una eventuale bolla si potranno osservare le grandi star escluse come i veterani Steph Curry o Klay Thompson, o Blake Griffin e Derrick Rose, “E’ anche vero però che in tanti non stanno più nella pelle e vorrebbero riprendere a giocare“.

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