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NBA, squadre escluse: niente bolla. Mini training-camp da agosto?

di Francesco Catalano

Mentre la stagione NBA 2019/20 è ricominciata nella bolla del Disney World Resort di Orlando, le 8 squadre escluse dalla ripresa sono ferme ormai da marzo ed era ventilata l’idea di fare una seconda bolla più piccola che permettesse a queste franchigie di tenersi in allenamento e di prepararsi per la stagione avvenire.

L’ipotesi è uscita nelle scorse settimane e la città che sembrava indicata per accogliere questa iniziativa era Chicago. Gli otto team che non hanno preso parte alla ripartenza sono due dell’Ovest (Golden State Warriors e Minnesota Timberwolves) e sei dell’ Est (Charlotte Hornets, Chicago Bulls, New York Knicks, Atlanta Hawks e Cleveland Cavaliers).

Secondo il piano Silver diramato a giugno la stagione NBA 2020/21 dovrebbe prendere avvio ad inizio dicembre. Un mese e mezzo dopo le Finals dell’attuale stagione. Tuttavia, la data ufficiale è ancora da definire con precisione. Al momento la lega sta ancora discutendo con la NBPA (l’associazione dei giocatori) per i contratti degli atleti con il presidente Michele Roberts.

Però, l’idea di istituire una seconda bolla sembra al momento naufragata come hanno riportato Shams Charania e Sam Amick di The Athletic. Un general manager rimasto anonimo ha commentato così: “Non si sta muovendo niente. E’ un peccato. Per queste otto franchigie che sono state lasciate indietro è davvero un enorme passo indietro”.

Queste squadre sarebbero, così, per la prossima stagione gravemente penalizzate rispetto alle 22 che stanno ora ad Orlando. Infatti, chi non ha avuto l’occasione di riprendere questa annata, non ha avuto nemmeno la possibilità di fare delle sessioni di allenamento di gruppo. I giocatori delle singole squadre possono allenarsi nelle facility delle squadre solo singolarmente secondo le regole in vigore.

In questo modo si starebbe sviluppando un gap sostanziale con le altre squadre che ora stanno giocando e si stanno allenando regolarmente.

Ovviamente la NBA vorrebbe evitare una situazione di evidente disparità di trattamento tra questi due gruppi di squadre, quindi sta cercando una soluzione ottimale per fare in modo che non ci sia nessuna differenza.

Un’altra idea sarebbe quella di creare dei mini-training camp per le squadre escluse intorno alla metà di agosto. Questa ipotesi ha raccolto grande consenso e anche coach Dwane Casey la appoggia in pieno. “Noi lo preferiremmo rispetto all’andare in una bolla perché rispetto a quelli ad Orlando non dovremmo sostenere delle competizioni. Questi mini training camp servirebbe ad unire il gruppo e a migliorarsi come squadra. Non possiamo permettere che questi ragazzi stiano fermi dall’undici marzo fino a dicembre. Rovinerà le loro carriere”.

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