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NBA, Windhorst di ESPN: “Prevale pessimismo sulla stagione”, i Jazz tagliano il personale

di Michele Gibin

In una situazione che resta fluida, e che soprattutto deve fare i conti con i numeri impressionati dell’epidemia da coronavirus negli Stati Uniti, cresce tra gli addetti ai lavori NBA il pessimismo sulle reali possibilità di concludere la stagione 2019\20. Come riportato da Brian Windhorst di ESPN, la settimana appena trascorsa ha generato molte perplessità circa i tanti ostacoli che la NBA dovrebbe accomodare per riesumare almeno in parte la sua stagione, “C’era più ottimismo nei giorni scorsi, oggi sono accadute alcune cose che hanno creato pessimismo“.

Windhorst si riferisce alla decisione delle autorità cinesi di rimandare ancora la ripresa dei campionati sportivi, a ormai oltre 3 mesi di distanza dai primi casi registrati di covid-19 nel paese, e la recente nuova stretta sulle misure di contenimento per le prime avvisaglie di una “seconda ondata” di contagi, non esclusa a priori dagli scienziati in tutto il mondo nei prossimi mesi. Una delle questioni più importanti resta la possibilità di sottoporre a test veloci e sicuri i giocatori, qualora si dovesse riprendere a giocare, con degli strumenti diagnostici oggi ancora non diffusi ne certificati dalle autorità sanitarie.

L’opzione di cancellare completamente la stagione esiste“, conferma WindhorstLe negoziazioni vanno avanti e ci sono tante opzioni, tra cui questa, ma posso dire che non si è ancora arrivati a pianificare uno scenario di ripartenza. Oggi si parla delle implicazioni finanziarie in caso di cancellazione, e credo che ora come ora prevalga il pessimismo“.

Ed in base a tali negoziazioni tra NBA, squadre e NBPA (l’associazione dei giocatori), la lega avrebbe prospettato al sindacato degli atleti una decurtazione del 50% degli stipendi, a partire dal 15 aprile, proposta cui la NBPA avrebbe replicato con un taglio del 25%, che dovrebbe però partire solo da metà maggio, tra oltre un mese. Le parti restano dunque ad oggi distanti, mentre come dettagliato dal contratto di lavoro collettivo, i giocatori perderanno per ogni partita cancellata per “cause di forza maggiore” 1\96esimo del proprio salario.

Coronavirus, gli Utah Jazz costretti a ridurre il personale

Lo stop della stagione, ferma ormai dallo scorso 11 marzo, inizia a pesare sulle casse delle franchigie, in alcuni casi costretti a tagli e decurtazioni di stipendi per impattare le perdite economiche. Gli Utah Jazz hanno comunicato di aver messo in atto una riduzione di personale che ha coinvolto i dipendenti degli uffici e settori non strettamente legati all’ambito sportivo, altre categorie andranno invece incontro ad una riduzione dello stipendio.

I Jazz sono la prima squadra NBA a ricorrere a tagli, ma come riportato da Adrian Wojnarowski di ESPN, sarebbero molte le squadre che in queste ore considerano misure analoghe, mentre la prospettiva che la stagione 2019\20 non possa ripartire si fa più concreta.

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