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Nets, Kyrie Irving parla di Steve Nash, Durant e situazioni di ultimo tiro

di Michele Gibin

Bisognerà attendere ancora qualche settimana per vedere finalmente in campo Kyrie Irving e Kevin Durant con la maglia dei nuovi Brooklyn Nets, quelli di coach Steve Nash. Nel 2021, i Nets potenzialmente più forti di sempre avranno l’obbligo di diventare una squadra d’alta classifica nella Eastern Conference, dopo una prima annata deludente e passata senza Durant, ancora in fase di recupero dopo il grave infortunio del giugno 2019.

Durant e Irving hanno ingannato l’attesa con un primo episodio di The ETC Podcast, a cura dell’ex star dei Golden State Warriors. Ospite inaugurale il compagno di squadra Kyrie, che come di consueto non si è tirato indietro su valutazioni e riflessioni personali su passato e futuro da giocatore NBA.

Il primo punto saliente della chiacchierata, Irving lo dedica, indirettamente, a Durant, spiegando come ai Nets “per la prima volta mi sento come se ci fosse un altro figlio di p*****a in squadra che potesse prendere quel tiro“, riferendosi a KD ed alle situazioni da ultimo tiro in partita. Il tiro da tre punti con cui Irving batté in gara 7 delle finali NBA 2016 i Golden State Warriors è diventato celebre. “Mi sono sempre sentito a mio agio in queste situazioni, mi sono sempre sentito la miglior opzione possibile in ogni squadra per cui abbia giocato“.

Ma qui sarà più semplice. In passato però ci sono state occasioni in cui non fui io a prendere quell’ultimo tiro e mi sono sentito un po’ colpevole. Vuoi essere tu a prenderti la responsabilità ma allo stesso tempo vuoi dare fiducia ai tuoi compagni. Io mi fido di loro, ma so che sono l’uomo migliore“.

James e Irving

Irving e James ai tempi dei Cavs

Kyrie Irving ha giocato in carriera per 3 anni ai Cleveland Cavaliers con LeBron James, uno dei giocatori numeri alla mano più “clutch” della storia della NBA al pari di Michael Jordan, Kobe Bryant e dei grandi del passato come Jerry West. Un dato che stona con le dichiarazioni di Irving, il cui punto era l’estrema fiducia che l’ex Celtics nutre nei suoi confronti ed un apprezzamento nei confronti di Durant, e che lo stesso Kyrie si è preso il disturbo di spiegare via Twitter: “Perché bisogna sempre metterla sul piano personale, a fratelli contro? Non parlavo di nessuno in particolare, se avessi voluto avrei fatto il nome, smettetela di prendere tutto così sul serio e non ascoltate queste narrative false“.

Nets, Kyrie Irving su Steve Nash: “C’è rispetto tra noi”

La grande novità in casa Brooklyn Nets per il 2020\21 sarà l’esordio assoluto in panchina per Steve Nash, scelto abbastanza a sorpresa da Sean Marks per gestire uno spogliatoio fatto di star spesso disinvolte sui (e verso i) media, di veterani come DeAndre Jordan e giovani star come Caris LeVert, Spencer Dinwiddie e Jarrett Allen.

Singolare la riflessione di Irving sul ruolo di Nash nei Nets che verranno: “Sarà uno sforzo di tutti, non vedo questa squadra come se avesse un capo allenatore. Mi spiego, KD potrebbe essere l’allenatore, io potrei essere l’allenatore (…) Nash e io abbiamo una relazione che va indietro di anni, Steve non mi conosce attraverso quello che si dice, ci conosciamo dal 2014 quando lavorammo assieme, e da lì è cresciuto un rapporto di rispetto, lo rividi due anni fa quando entrò nella Hall of Fame  ci abbracciammo, ed ora è il nuovo allenatore“.

Io vorrei qualcuno che capisca prima di tutto che sono un essere umano, che serve la sua comunità come prima cosa“, prosegue Kyrie Irving “E che gioca a basket perché è una cosa che ama fare. Steve Nash è apprezzato come un grande giocatore, ma quando lo si conosce di persona è facile intuire quanto bene potrà coesistere con noi. Non abbiamo bisogno di qualcuno che arrivi e voglia imporre la sua filosofia e cambiare tutto“.

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