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New York Knicks ancora travolti, Fizdale agli sgoccioli: “Partita disgustosa”

di Michele Gibin

David Fizdale non trova altre parole che “disgustoso” per descrivere la pessima prova fornita dai suoi New York Knicks contro i Denver Nuggets al Madison Square Garden.

I Knicks vengono travolti per 129-92, concedendo a Nikola Jokic e compagni il 56% al tiro e 21 tiri da tre punti su 39 tentativi, 38 gli assist di squadra dei Nuggets a fine gara. Tutti i giocatori di coach Mike Malone, ad eccezione di Torrey Craig, segnano almeno un canestro, Will Barton e Jerami Grant sono i top scorer di serata con 17 e 16 punti rispettivamente.

Per i Knicks, la sconfitta casalinga è il secondo rovescio pesante dopo la ripassata di Milwaukee contro i Bucks. I Nuggets infliggono a coach Fizdale l’ottava sconfitta consecutiva, una situazione senza uscita per un allenatore i cui minuti, oggi, paiono davvero contati.

4-18 il record di squadra, i Knicks hanno accumulato nelle ultime due gare uno scarto complessivo di 87 punti, una situazione tecnica desolante che ha finito per travolgere l’ottimo inizio di stagione del rookie da Duke R.J. Barrett, terza scelta assoluta l draft NBA 2019 e nelle ultime 10 gare in difficoltà.

Nella magra serata newyorchese, Mitchell Robinson chiude con 17 punti e 7 rimbalzi in 30 minuti in uscita dalla panchina. Barrett chiude la sua gara con 9 punti e 5 assist (4 su 10 al tiro), prosegue invece la crisi di identità di Dennis Smith Jr, che in 18 minuti non fa meglio di 4 punti e 4 assist, con un modesto 1 su 7 al tiro.

Dopo un inizio di stagione difficile in termini di risultati, per una squadra comunque a tratti intensa e “centrata”, il duo Steve Mills- Scott Perry, presidente e general manager dei Knicks, aveva tenuto una conferenza stampa improvvisata dopo la sconfitta casalingo contro i Boston Celtics, in cui i due avevano evidenziato la scarsa continuità di rendimento e sforzo, di fatto sfiduciando a microfoni aperti coach Fizdale.

Da quell’11 novembre in poi, solo sconfitte per i New York Knicks, ed il consueto turbinio di voci di licenziamento di David Fizdale, avvicendamento che appare oggi inevitabile, per la franchigia più disfunzionale degli ultimi 20 anni, la cui risalita dagli inferi NBA sembra sempre più difficile.

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