Nick Nurse su Leonard, “Non si può biasimare, ha cambiato molte vite”

Dopo i ringraziamenti di Masai Ujiri, anche Nick Nurse, coach dei Toronto Raptors, ha voluto rivolgere un pensiero nei confronti di Kawhi Leonard.

“Penso che non si può biasimare qualcuno che vuole tornare a casa. Mi ha scritto ‘Sto andando a casa’. E io ho detto solo ‘Hai cambiato molte vite con quello che hai fatto a Toronto, la mia in particolare’. L’ho ringraziato per quello che ha fatto. Ora guardiamo al futuro, a vincere di nuovo il titolo”, ha detto Nurse a Nick Friedell di ESPN.

Leonard ha rifiutato di rimanere in Canada per fare ritorno in California, dove è nato, con i Los Angeles Clippers. Insieme a lui anche Paul George, ottenuto via trade dagli Oklahoma City Thunder. Nonostante la scelta dell’ex Spurs, a Toronto sarà ricordato come il leader della franchigia capace di vincere il titolo NBA ai danni dei Golden State Warriors.

Nurse, “Allenare Leonard è stato divertente”

Nonostante la delusione per la scelta di Leonard, in parte inaspettata considerando i rumors degli scorsi giorni che lo davano indeciso tra Lakers e Raptors; la dirigenza era consapevole della possibilità di un addio già dallo scorso anno, quando fu imbastito lo scambio con i San Antonio Spurs.

“Quando ho ricevuto il messaggio non ero totalmente sorpreso. Penso che tutti erano consapevoli della possibilità di un addio di Leonard”, ha detto Nurse. “Ricorderemo questo titolo per molto tempo. Abbiamo davanti a noi una sfida formidabile, e come dico sempre, le sfide sono il nostro carburante. Il serbatoio è chiaramente pieno ora. Alcuni dei nostri giocatori potrebbero vedere crescere il loro ruolo e pensiamo che alcuni siano in grado di farlo. Lo vedo come una sfida e siamo pronti a raccoglierla”.

Il coach della nazionale canadese ha affermato che, ovviamente, la partenza di Leonard ha comportato tristezza nella società campione in carica.

“È sicuramente deludente. Penso che, prima di tutto, sia una persona eccezionale, incredibilmente divertente da allenare. Quando la gente mi chiedeva com’era allenarlo, ho sempre risposto che la cosa migliore era guardarlo dall’altra parte del campo mentre lavorava. Non lo dimenticherò mai”.

Francesco Schinea

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