Klay Thompson torna a Washington State per il ritiro della maglia: “Qui sono diventato grande”

Riuscire ad entrare nel cuore di una squadra non è una cosa per tutti, Klay Thompson nei Golden State Warriors ci è riuscito vincendo titoli e dimostrando di essere una delle guardie più forti della NBA. Ma non si è fermato qui, sabato sera si è celebrato il suo ritiro della maglia per la sua squadra universitaria, accompagnato dallo Splash Brother Stephen Curry, l’università di Washington State ha ritirato la sua maglia numero 1, vestita per tre stagioni dal 2008 al 2011. Una serata piena di euforia che ha visto vincere i padroni di casa per 89-76 contro Oregon:

È stato fantastico per chiunque vedere Steph Curry e Klay Thompson che ti incoraggiano, significa tanto per noi, non potevamo deludere. È stato davvero speciale avere quell’ambiente che spingeva per noi. È fantastico avere due superstar della NBA, futuri Hall of Famer tifare per te. Questo ci ha dato la giusta motivazione per fare bene

Thompson è stato energico durante la serata, attivo a bordo campo incoraggiando i giocatori pompando i pugni e facendo esplodere gli oltre 10mila tifosi presenti. Sono stati mostrati i video tributi dal suo ex allenatore di Washington State Tony Bennett e di coach Mike Krzyzewski, allenatore di Team USA.

“Ha superato tutte le mie aspettative”, ha detto Thompson. “Solo per vedere la città e l’edificio. Non c’è niente come l’affetto dei tifosi dei Cougars. Quando sei in giro per la città senti continuamente ‘Go Cougs’ tutto il tempo; è impossibile non affezionarsi, stasera ho sentito l’energia, ero quasi convinto che sarei entrato in campo per giocare.

In tre stagioni da titolare a Washington State, Thompson ha giocato 98 partite, con una media di 17,9 punti per gara. Al termine della sua terza e ultima stagione al college aveva già collezionato 1.756 punti complessivi (terzo nella storia dell’università) e fatto quello che poi è un record scolastico di 242 triple messe a segno.

“Ogni anno a Washington State dovevo crescere”, ha detto Thompson. “Nel mio primo anno, ho avuto tanti grandi leader in squadra, veterani come Daven Harmeling e Taylor Rochestie che sono stati degli ottimi punti di riferimento. Quando se ne sono andati, ho dovuto rimboccarmi le maniche riconoscendo di essere ormai il leader della squadra, abbiamo avuto delle difficoltà ma che mi hanno e mi hanno reso più forte“.

“È stato grandioso. Sapevo che sarebbe stato un fine settimana emozionante con molte distrazioni, ma i nostri ragazzi lo hanno davvero gestito bene”, ha detto coach Kyle Smith, attuale coach di Washington State. “Ieri i nostri ragazzi erano davvero pompati, sicuramente desideravano celebrare Klay. Tutte le cose gentili che ha detto sulla sua esperienza qui sono state fantastiche, una grande serata”.

Stefano Cardone

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