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Rockets, l’arbitro Capers ammette l’errore: “Schiacciata di Harden valida”

di Dennis Izzo

Clamoroso quanto avvenuto nella notte all’AT&T Center di San Antonio tra i padroni di casa degli Spurs e gli Houston Rockets. La sfida tra le due rivali texane regala sempre emozioni e colpi di scena inaspettati, ma stavolta a far parlare non è tanto la rimonta degli uomini di Gregg Popovich – e ce ne sarebbero di storie da raccontare in merito, in primis quella di Lonnie Walker IV, il protagonista meno atteso con 28 punti, 4 rimbalzi, 3 recuperi e una stoppata con 10/18 dal campo e 4/7 da dietro l’arco in 35′ in uscita dalla panchina – quanto piuttosto alcune decisioni arbitrali, in particolare quella di non convalidare una schiacciata di James Harden che avrebbe potuto portare i Rockets sul +15 (104-89): la palla entra completamente nel canestro e poi esce, ma il Barba schiaccia talmente forte da far sembrare agli arbitri che ci fossero gli estremi per annullare la giocata.

Un imbufalito Mike D’Antoni chiama il time out e continua a protestare senza avvalersi della facoltà di contestare la chiamata arbitrale con il coach challenge che avrebbe dato modo agli arbitri di rivedere l’azione (il replay mostra chiaramente come la palla entri completamente prima di uscire e strapazzare la retina, ma il coach dei Rockets chiede il challenge dopo i 30 secondi a sua disposizione per chiamarla e gli arbitri si trovano costretti a non poter accordare la sua richiesta). Harden chiuderà a quota 50 punti, 9 rimbalzi, 6 assist e 4 palle recuperate, facendo così registrare 50+ punti in back-to-back, dopo i 60 segnati contro gli Hawks, ma a trionfare, dopo due overtime, sono gli Spurs, che rimontano dal -22, nonostante un errore di DeRozan dalla lunetta sul -1 a 30 secondi dalla fine del secondo supplementare.

Rockets e  Spurs attendono la decisione della lega sulla schiacciata di Harden: si rigioca?

L’ex Raptors – autore di 23 punti, 5 rimbalzi e 9 assist – trova poi il modo di riscattarsi dalla lunetta ed è proprio lui a subire un fallo offensivo di Harden che di fatto archivia la pratica nell’ultimo possesso. San Antonio si impone per 135-133 nonostante l’assenza di LaMarcus Aldridge, tirando con percentuali più che positive sia dal campo (47% con 50/106) che dalla lunga distanza (43% con 13/30) e sfruttando al meglio le proprie armi, tra cui un Bryn Forbes in grande spolvero: 25 punti e 4 assist col 77% al tiro (10/13) e l’83% da tre (5/6) per lui.

I Rockets, dal canto loro, non vanno oltre il 37.5% al tiro (42/112) e il 29% da dietro l’arco (15/51). Oltre ai 50 punti di Harden, si segnalano la tripla doppia da 19 punti, 10 rimbalzi, 10 assist, 2 recuperi e una stoppata di Russell Westbrook, i 19 punti col 75% dal campo (6/8) e l’83% da tre (5/6) di Austin Rivers in uscita dalla panchina, gli 11 punti di Ben McLemore e la terza gara stagionale da 20+ punti e 20+ rimbalzi per Clint Capela: per lui 22 punti, 21 rimbalzi e 2 stoppate con un perfetto 100% al tiro (9/9).

In merito alla decisione di annullare la schiacciata di Harden, la lega ha ammesso l’errore, ma solo quando ormai i giochi erano già fatti. “Quando abbiamo avuto modo di rivedere l’azione nel dettaglio, ci siamo accorti che Harden abbia schiacciato talmente forte da far fare un doppio giro al pallone, che aveva completamente oltrepassato la retina prima di uscire. Avremmo dovuto assegnare il canestro ai Rockets.”, la spiegazione dell’arbitro James Capers nell’intervista rilasciata dopo la gara al giornalista Mike Monroe di The Athletic.

Se l’ipotesi di assegnare loro la vittoria per 117-115 appare abbastanza improbabile, i Rockets sperano che la lega decida di far rigiocare gli ultimi 7 minuti e 50 secondi, con la squadra di D’Antoni sul +15 (104-89). In caso contrario, Houston farà ricorso. Ci sono tre precedenti di situazioni simili nella storia della NBA, di cui quello più recente risale alla sfida tra Miami Heat e Atlanta Hawks del 19 dicembre 2007: gli Hawks vinsero 117-111 all’overtime, ma gli arbitri disposero di rigiocare gli ultimi 51.9” in seguito a un fallo inesistente fischiato contro Shaquille O’Neal, che militava tra le file degli Heat: Atlanta riuscì comunque a vincere per 114-111.

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