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Nonostante i cambiamenti, i Rockets “restano legati al 100%” a James Harden

di Michele Gibin

Intervenuto al podcast di Adrian Wojnarowski “The Woj Pod” per fare il punto sulla situazione in casa Houston Rockets, il cronista di ESPN Tim MacMahon conferma: la squadra resta al 100% decisa a puntare su James Harden.

Con gli addii di Mike D’Antoni e Daryl Morey, ai Rockets pare terminata un’epoca. Front office e soprattutto staff tecnico con l’arrivo di coach Stephen Silas saranno decisamente diversi, ciò che non cambierà almeno per il momento sarà il campo. James Harden resta il faro della squadra, e i giocatori chiave – da Russell Westbrook in giù – non si muoveranno.

Quello che posso dire ora è che i Rockets sono al 100% con James Harden“, spiega MacMahon “Vogliono ancora provare a capitalizzare sul ‘prime’ di Harden. Lo considerano il miglior giocatore della NBA, e di fatto è un perenne candidato MVP… i Rockets vogliono provare a vincere un titolo con James Harden, finché Harden resta ai vertici e finché lui ne sarà convinto“.

Harden è sotto contratto con i Rockets fino al termine della stagione 2022\23, la prossima firma di Daryl Morey quale nuovo presidente dei Philadelphia 76ers ha dato il via a speculazioni su possibili trade che possano coinvolgere il Barba, che con il suo ormai ex general manager ha un legame forte.

Scenari improbabili senza che il diretto interessato possa imprimere il suo “spin”, la sua volontà iniziando a guardarsi attorno. Con Stephen Silas e giocatori come Westbrook, Robert Covington, Eric Gordon, Danuel House e P.J. Tucker ancora sotto contratto a lungo (il contratto di Tucker scadrà nel 2021), per i Rockets sarà ancora small ball e tiro da tre punti. Un sistema che prima dello stop di 4 mesi alla stagione a marzo aveva dimostrato di poter funzionare, a patto di disporre del 32enne Russell Westbrook in forma migliore rispetto a quella vista a Orlando (l’ex MVP aveva contratto inoltre il coronavirus a luglio).

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