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Una senatrice attacca Silver: “Spieghi i rapporti della lega con la Cina”

di Francesco Catalano

Il commissioner NBA Adam Silver, oltre alle problematiche che sta affrontando nelle ultime ore a causa dei 16 giocatori contagiati dal coronavirus, deve anche fare i conti con una lettera aperta arrivata dalla senatrice del Tennessee Marsha Blackburn.

La senatrice Blackburn ha fatto recapitare questa lettera nella giornata di martedì secondo Sports Illustrated. Dopo aver elogiato la gestione dell’emergenza pandemia da parte della lega, ha chiesto lumi con diverse perplessità riguardo i rapporti che la NBA sta intrattenendo con la Cina.

La vostra lega ha interessi strettamente interconnessi con la Repubblica Popolare cinese. Il mercato stimato è di 4 miliardi di dollari. Mentre la NBA ha lavorato duro per aumentare la consapevolezza sui problemi sociali del nostro Paese, c’è la preoccupazione che la lega abbia chiuso un occhio verso gli abusi ai diritti umani commessi all’estero. Le azioni della NBA hanno dato l’impressione di dare priorità al profitto piuttosto che ai principi. Questa accusa potrebbe essere velleitaria. Tuttavia, vi sollecito a fare chiarezza”.

Queste sono state le parole anche a tratti dure della senatrice. Non è tardata nemmeno ad arrivare l’accusa secondo cui la lega miri più al profitto che ai principi. Accusa nemmeno troppo velata a cui il commissioner dovrà rispondere.

Nello specifico la Blackburn ha esplicitato tre domande dirette alle quali Silver dovrà rispondere in modo chiaro ed univoco. Nello specifico:

  • 1) Quali sono le conseguenze finanziarie del fatto che la CCTV (tv centrale cinese, ndr) continui a non trasmettere le partite NBA?
  • 2) Esporre cortesemente lo scopo delle relazioni NBA con l’azienda cinese Alibaba.
  • 3) La NBA ha sostenuto la costruzione di una sede d’allenamento a Xinjiang, una delle zone peggiori del mondo dal punto di vista umanitario. Quali passi in avanti la NBA ha fatto per arginare questa situazione?

Domande secche e per nulla scontate. La prima si riferisce all’incidente diplomatico occorso durante lo scorso autunno tra il gm degli Houston Rockets Daryl Morey e la Cina. In quel frangente Morey si era schierato dalla parte delle proteste di Hong Kong che rivendicava i propri diritti civili e politici. La sua presa di posizione aveva scatenato un polverone mediatico tale che la CCTV aveva deciso di non trasmettere più partite NBA.

Quello screzio diplomatico ha perciò causato un consistente crollo degli introiti  NBA per quanto riguarda il mercato cinese. Come se non bastasse, ulteriori gravose perdite sono arrivate dalla sospensione della stagione attuale a cause della pandemia.

La seconda domanda invece è rivolta ai rapporti con Alibaba in merito al fatto che il suo proprietario, Joseph Tsai, è anche l’attuale patron dei Brooklyn Nets. Il quesito è posto quindi per evitare eventuali conflitti d’interesse tra le due associazioni.

Detto ciò, Silver avrà tempo fino al 21 luglio per rispondere a queste scottanti questioni. In tal senso, soprattutto la prima, sarà fondamentale anche per il futuro della lega.

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