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Steve Kerr sulla stagione NBA 2019/20: “Non sarà un titolo con l’asterisco”

di Francesco Catalano

Dopo mesi di dubbi e perplessità, è arrivata la certezza che, nonostante la pandemia da coronavirus, la stagione NBA 2019/20 avrà una conclusione ed un vincitore che per molti sarà in un certo senso diverso dagli altri, ma per coach Kerr non è così.

Tuttavia, molti personaggi hanno sostenuto che comunque sarebbe un titolo con a fianco un asterisco che ricorderebbe il fatto che questa stagione è stata del tutto anomala rispetto alla normalità. Infatti è stata sospesa dall’undici marzo, giorno cui in è venuto alla luce che Rudy Gobert aveva contratto il virus.

In ogni caso, la lega ha fatto di tutto perché la stagione fosse conclusa nel modo più “normale” possibile. Il piano Silver, approvato quasi all’unanimità, prevede che 22 squadre si ritrovino in una bolla nel Disney World resort di Orlando. Lì dopo un training camp prenderà inizio il 30 luglio la regular season che vedrà giocare solo otto partite di stagione regolare per squadra.

Poi, dalla metà di agosto, dopo gli eventuali play-in per determinare gli ultimi posti disponibili per la post-season, avranno vita i playoffs. Questi ultimi rispetteranno il formato standard che hanno sempre avuto. E il board of governors ha insistito perché ciò avvenisse: in modo che nessuno potesse avere da ridire sull’assegnazione del titolo.

Perciò, le squadre per poter vincere il Larry O’Brien Trophy dovranno come sempre affrontare 4 sfide al meglio delle sette gare. Quindi, si può parlare davvero di stagione con l’asterisco? Secondo Steve Kerr, head coach dei Golden State Warriors non è proprio il caso.

“La cosa che mi sento di dire fortemente è che un titolo ottenuto durante queste circostanze conta. Alcuni vogliono metterci accanto un asterisco. Non c’è nessun asterisco nella mia mente. Provare a vincere il titolo sarà senza dubbio come sempre un percorso arduo”.

Molti giocatori NBA si stanno anche opponendo alla ripresa della stagione. Intorno alla figura sempre controversa di Kyrie Irving infatti si è riunito un gruppo di atleti che rivendicano il diritto di non giocare vista la situazione drammatica che l’America sta vivendo dopo il caso George Floyd.

In ogni caso, per coach Kerr sarà una off-season anomala. Infatti sarà il primo anno da quando è sulla panchina degli Warriors che non solo non andrà ai playoffs, ma addirittura alle NBA Finals.20

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