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La città di Milwaukee offre un risarcimento a Sterling Brown dopo l’incidente del gennaio 2018

di Michele Gibin

Nel gennaio 2018 Sterling Brown, guardia dei Bucks, fu fermato in un parcheggio di un grande magazzino di Milwaukee per un controllo dopo aver parcheggiato la sua vettura in un posteggio riservato ai portatori di handicap.

A seguito di in diverbio verbale con l’agente di polizia, l’ufficiale aveva richiesto assistenza via radio ad un collega. All’arrivo di altri agenti, Brown fu atterrato e colpito con una scarica di taser dopo essersi rifiutato di collaborare e di estrarre le mani dalle tasche della sua felpa, ed in seguito arrestato per resistenza a pubblico ufficiale. Il caso salì all’attenzione delle cronache nazionali grazie anche ad un video della body-camera in dotazione agli agenti,  che riprese i circa 30 minuti del fermo, e per le accuse del giocatore ai poliziotti.

Quattro mesi più tardi, nell’aprile 2018, il dipartimento di polizia di Milwaukee ammise la condotta “inappropriata” e l’eccesso di zelo degli agenti, mentre Sterling Brown avrebbe proseguito la sua causa di risarcimento civile.

Secondo i legali di Brown, l’eccesso di foga degli agenti sarebbe un ennesimo esempio del trattamento che la polizia riserverebbe ai sospetti afroamericani, un tema caldo e dibattuto da anni negli Stati Uniti. La città di Milwaukee ha offerto nei giorni scorsi una cifra pari a 400mila dollari a Sterling Brown a titolo risarcitorio con l’impegno ad abbandonare la causa, cifra che il giocatore avrebbe rifiutato perché nella risoluzione dell’amministrazione “mancherebbe del tutto un’ammissione esplicita di colpa”.

Pochi giorni dopo la diffusione del video, Brown denunciò il trattamento della polizia in un lungo post social: “Cose come queste accadono ogni giorno agli americani neri (…) il minimo comune denominatore di questo sono il razzismo, l’abuso di potere ed il garantismo che protegge la polizia, Un vero schiaffo in faccia alle vittime di trattamenti simili, ed ai loro cari“. Il giocatore ricevette all’epoca il pieno supporto dei Milwaukee Bucks, impegnandosi comunque per una risoluzione amichevole della vicenda.

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