Thunder-Pelicans, nuovo career high per Zion Williamson ma la vince il “Killer” Gallinari

Zion Williamson ritocca il suo massimo in carriera appena 48 ore dopo il 31 punti rifilati ai Portland Trail Blazers, ma i suoi 32 punti in 31 minuti di gioco non bastano ai suoi New Orleans Pelicans per avere la meglio sugli Oklahoma City Thunder allo Smoothie King Center di NOLA.

Thunder che si risollevano dopo due sconfitte consecutive, grazie a Danilo Gallinari (29 punti con 12 su 18 al tiro), e con la doppia doppia da 14 punti e 12 assist di Chris Paul. 123-118 il risultato finale tra Thunder e Pelicans, con 11 punti decisivi nel solo quarto periodo di Gallinari.

Un killer“, così Paul definisce il Gallo a fine partita, i Thunder si confermano squadra da finali tirati in questa stagione mentre riprendono la loro marcia verso una sorprendente qualificazione ai playoffs, “Ci sentiamo a nostro agio in queste situazioni, riusciamo a dare il meglio di noi“. Zion Williamson porta i Pelicans a ricucire uno strappo di 13 punti nel quarto periodo, e NOLA si ritrova in un finale punto a punto in cui però la freddezza di Gallinari fa la differenza: “Hanno fatto tutte le giocate importanti che non non abbiamo saputo fare. I Thunder non si battono da soli, devi essere in grado di fare meglio di loro“, spiega coach Alvin Gentry. “Abbiamo perso troppi palloni nel finale, e Chris Paul è un leader straordinario in queste situazioni. In difesa ci stiamo ancora adattando, su rotazioni e meccanismi, dobbiamo fare meno errori“, così Williamson.

Per Gallinari, la vittoria di giovedì “è importante soprattutto per entrare nel modo giusto nella pausa per l’All-Star Game, abbiamo di nuovo l’inerzia dalla nostra parte“. I Thunder avevano perso prima di giovedì 2 gare consecutive contro Boston Celtics e soprattutto San Antonio Spurs, squadra in lotta per un posto ai playoffs della Western Conference.

Con la sconfitta esterna a OKC, l’ottavo posto si allontana per i Pelicans, oggi a 5.5 partite di distanza dai Memphis Grizzlies. Il rientro in campo di ZIon Williamson ha dato alla squadra lo sprint che ci si attendeva nonostante il minutaggio limitato e le attenzioni per l’integrità fisica del rookie da Duke. In sole 10 partite fin qui giocate, Williamson è già diventato il centro dell’attacco dei Pelicans, e al sua presenza ha giocoforza spostato gli equilibri offensivi della squadra: “Crea mismatch ovunque in campo, può attaccare contro i giocatori più piccoli, contro quelli più grossi di lui, ci dà sempre l’opportunità di procurarci un vantaggio“, così Gentry.

Nelle ultime partite, e con la presenza di Williamson, sono calate leggermente medie e cifre di Brandon Ingram, che giocherà domenica il suo primo All-Star Game in carriera. Ingram ha però saltato le ultime 3 partite dei Pels a causa di un problema ad una caviglia: “Dopo la pausa, avremo ancora 27 partite da giocare, sta a noi, dobbiamo guardare a noi stessi e dovremo giocare una pallacanestro di alto livello“, così Gentry sulla rincorsa playoffs dei suoi Pelicans “Siamo ancora padroni del nostro destino“.

Michele Gibin

Capo Redattore della redazione News di NBAPassion.com, tifa per il bel giuoco

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Michele Gibin

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