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Warriors, Zaza Pachulia sul recupero di Klay Thompson: “E’ già molto avanti”

di Michele Gibin

La stagione sfortunata dei Golden State Warriors ha rimandato ogni discorso di rientro per Klay Thompson alla prossima stagione, quando lui, Steph Curry e Draymond Green saranno di nuovo abili e arruolati per un nuovo inizio a San Francisco.

Zaza Pachulia, ex giocatore degli Warriors e oggi assistente di coach Steve Kerr, ha postato e commentato di recente un breve video che riprende una sessione di allenamento di Thompson, che lo scorso giugno si era infortunato al ginocchio sinistro in gara 6 delle finali NBA 2019.

La clip vede Klay Thompson scattare e tirare dall’angolo nella facility di allenamento degli Warriors: “Klay è molto più avanti di dove pensavo fosse” Spiega Pachulia “Ha finito l’allenamento con 10 su 10 dall’angolo, lui mi ha spiegato che per un tiratore, tirare è come andare in bicicletta, non si dimentica mai“.

Il legamento crociato del ginocchio sinistro di Thompson aveva fatto crac nel terzo quarto di gara 6, dopo un tentativo di schiacciata in contropiede contro Danny Green dei Toronto Raptors, un infortunio che aveva posto fine ad ogni speranza dei Golden State Warriors, già privi di Kevin Durant, di ribaltare la serie di finale.

Thompson ha aumentato il ritmo della preparazione già a novembre, con la squadra che già ad inizio stagione aveva chiarito come il giocatore sarebbe rimasto certamente fuori fino alla pausa per l’All-Star Game di febbraio. Il ruolo di Zaza Pachulia in queste settimane è quello di fornire supporto tecnico ed umano alle due star Thompson e Curry, altro infortunato eccellente, in sessioni di allenamento singole: “Gli ho detto che ero a disposizione in qualunque momento per delle sessioni. Allenarsi con i giovani è OK, va benissimo, ma per loro avere la possibilità di allenarsi con un ex compagno, con cui parlare dei vecchi tempi, fa bene. Abbiamo dei bellissimi ricordi assieme“.

Cosa ho detto a Klay? Che se giocasse in Europa, oggi sarebbe già in campo. Da noi per il suo infortunio dopo sei mesi sarebbe già rientrato, questo perché i contratti dei giocatori sono più brevi, non si pensa agli atleti come dei progetti a lungo termine

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