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EuroBasket Stories – Gigi Datome: Dai primi canestri nella squadra di famiglia al sogno Europeo

di Mario Tomaino

10 giorni e poi ogni commento e valutazione fatta finora verrà spazzata via: sarà solo il parquet a parlare, decretando vincenti e sconfitti. Parte oggi una rubrica di avvicinamento a EuroBasket 2015 e, noi di NBAPassion, tenteremo di farvi conoscere i lati nascosti, il ‘behind the scene’, le storie affascinanti dei protagonisti del prossimo Europeo.

 

 

27 Novembre 1987. Mamma Antonella e papà Sergio danno alla luce il loro secondogenito, Luigi, il nuovo piccoletto di casa. Piccoletto ancora per poco, ovviamente. Non fatevi ingannare dalla carta d’identità che recita “Montebelluna” come luogo di nascita: Gigi ha il sangue sardo che ribolle nelle sue vene. Olbia è la sua vera terra natale, la città alla quale è fortemente legato il padre ed è fortemente legato lo stesso Gigi, al punto di definirla “il suo piccolo angolo di paradiso”.

E proprio ad Olbia il piccolo Gigi si trasferirà presto, passandovi gran parte della sua infanzia e adolescenza. Qui cresce e si forma, come ragazzo ma come giocatore di basket soprattutto. La passione per la palla a spicchi lo accompagna sin dalla tenera età: a soli 3 anni mamma Antonella lo trova in stanza a passare ore e ore giocando al canestro attaccato all’armadio; sfide interminabili contro Tullio ovviamente, il fratello maggiore, la cui figura sarà sicuramente un tassello fondamentale nella vita di Gigi. Sì perchè Tullio gioca già da un po’ di tempo a basket, nella Santa Croce Olbia ’70 (guarda caso il numero indossato ai Celtics).

Una foto del piccolo Gigi

Una foto del piccolo Gigi

Il team, rilevato da Sergio, a causa delle difficoltà finanziare della vecchia gestione, ben presto diventa “la squadra di famiglia”, la franchigia dove i Datome hanno messo radici profonde: papà Sergio è infatti il presidente, mentre zio Marco è direttore generale della società. Grazie ai Datome il movimento-basket ad Olbia è rinato sotto una luce diversa. Con una famiglia così legata al basket, Gigi non può far altro che cedere alla tentazione e, seguendo le orme del padre (ex giocatore del team) e del fratello, diventerà anch’egli un giocatore della Santa Croce Olbia, dove getterà le basi fondamentali che ancora oggi caratterizzano il suo gioco.

Sin da bambino, Gigi Datome è abituato ad essere un vincente: la “Ettore Pais” (nome della scuola media che frequentava Gigi e che aveva vinto qualche anno prima i Giochi della Gioventù) vince il campionato studentesco battendo per 72-70 i ragazzini della “Rosas” di Quartu. È solo la prima di una lunga serie di soddisfazioni che lo portano, a soli 13 anni, ad essere convocato in squadra maggiore assaporando l’aria della Serie B2, al fianco del fratello Tullio e del cugino Roberto. Purtroppo per lui, la delicata sfida tra Santa Croce Olbia e il Cagliari Basket, non gli permette di calcare il parquet ma niente paura: l’appuntamento è solo rimandato.

Roberto (17 anni), Luigi (13) e il fratello Tullio (17) insieme con la maglia della Santa Croce Olbia.

Gigi Datome insieme al cugino Roberto (a sinistra) e il fratello Tullio (a destra) insieme con la maglia della Santa Croce Olbia.

Il 2002 è l’anno dell’ascesa. Gigi, che finalmente debutta ufficialmente in B2, guida nel frattempo gli allievi della Santa Croce Olbia verso la vittoria e l’MVP del torneo, manco a dirsi, è proprio lui. Il suo fisico, già ben formato nonostante la giovane età, e le sue doti tecniche, attirano su di lui gli occhi delle grandi società italiane: Treviso, Bologna e Siena lo puntano con grande interesse e, proprio quest’ultima, riuscirà a spuntarla, acquisendo i diritti del giovane ragazzo. Così, un 15enne Datome, decide di salutare la sua terra d’origine per stabilirsi dall’altra parte del Tirreno, in Toscana.

Gigi piace molto alla Montepaschi, specie a coach Recalcati (uno che di basket se ne intende giusto un pochino) che è il primo a intravedere in lui caratteristiche che potrebbero consentire a Datome un futuro nella NBA. E così è stato, ma questa è un’altra storia. Datome viene pertanto impiegato nei cadetti prima, juniores poi e infine in prima squadra con la quale, nel 2004, fa parte del gruppo (giocherà solo 6 partite per la cronaca) che vincerà lo Scudetto e la Supercoppa.

Le soddisfazioni arrivano anche con la Nazionale: Gigi viene convocato dall’Italia, sfiorando il podio agli Europei Under-18, sconfitto nella Finale 3/4 posto dalla Francia per 74-68. Non importa, perché Gigi vive un momento magico venendo attentamente osservato dagli scout americani che lo collocano al sesto posto tra i migliori prospetti europei classe ’87. E’ il primo nome italiano proclamato oltreocano ancor prima di quello di Bargnani; primo, vero spiraglio di una NBA che inizia ad essere sempre più vicina. Nel frattempo, va via-via consolidando il proprio ruolo di leader nella Nazionale Italiana: un percorso nato qualche anno prima quando, nel 2001, con la nazionale cadetta, risultò miglior realizzatore e miglior rimbalzista del torneo. Nel 2005 arriva finalmente un importante traguardo anche con la nazionale: gli azzurrini Under-20 conquistano il Bronzo all’Europeo, replicando anche ad EuroBasket 2007. Infine, ecco il grande salto: la chiamata della Nazionale maggiore. Dopo anni di sforzi, sudori e sacrifici importanti, quel giovane talento sardo, che tanto bene aveva fatto con le nazionali minori, è adesso la colonna portante della Nazionale che speriamo possa farci sognare.

Gigi Datome in maglia azzurra

Gigi Datome in maglia azzurra

Il legame con la maglia azzurra è sempre stato fortissimo e rimane tutt’ora altrettanto saldo. Ad oggi, l’Italia ha davanti l’arduo compito di soddisfare le aspettative di una nazione intera che, dopo anni di sofferenza per il movimento-basket italiano, spera che con un roster così completo dal punto di vista tecnico e con un alto profilo mentale grazie anche alle esperienze maturate in NBA, possa puntare in alto. Gallinari, Bargnani, Belinelli, Gentile: sono solo alcuni dei nomi più rappresentativi di questa Nazionale. Ci sono poi anche Hackett e Aradori, che hanno fatto parte del roster Under-20 del 2007 che ha chiuso l’avventura con il bronzo. Tra quei ragazzi c’era anche Gigi Datome, oggi capitano di questa spedizione europea che speriamo tutti, in primis lui stesso, possa chiudersi con il raggiungimento di grandi traguardi: “Il sorteggio è stato difficile ma, se nel recente passato il traguardo realistico il traguardo realistico poteva essere passare il turno e inizialmente lo sarà anche stavolta, considerata la forza delle avversarie, non dobbiamo comunque porci limiti.”

L’obiettivo è quello di terminare a podio, il sogno quello di salire sul gradino più alto. L’Italia è pronta alla sfida, Datome è pronto alla sfida: quel bambino cresciuto ad Oblia e adesso diventato uomo e guiderà la Nazionale Italiana verso la vittoria dell’Europeo. Provarci è un obbligo, riuscirci non è impossibile: “Può essere il momento giusto per questa generazione italiana di giocatori per fare qualcosa di grande in Nazionale”. Parola di capitano, parola di Gigi Datome.

 

Per NBAPassion,
Mario Tomaino (@Mariot_22 on Twitter)

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