From the Corner #6: i Campioni non mollano

I Toronto Raptors, campioni NBA in carica, si sono presentati ai nastri di partenza della stagione attuale, nel novero delle squadre di buon livello, ma difficilmente in grado di competere a pieno per la vittoria finale.

L’addio dell’MVP delle Finals Kawhi Leonard, sembrava infatti una perdita troppo grande per poter tenere il ritmo di squadre più quotate come Lakers, Clippers o Bucks. Invece, Toronto è finora riuscita nell’intento di non far rimpiangere l’annata passata, grazie alla crescita di molti elementi del roster e della chimica di squadra. Nella nuovo appuntamento di From the Corner, andremo dunque ad analizzare alcuni fattori determinanti di questo esplosivo inizio dei Raptors.

From the Corner #6: la forza del gruppo

La difesa di squadra dei Raptors è salita di colpi in questa stagione

Senza un go-to-guy predefinito, Toronto ha dovuto trovare subito delle nuove gerarchie, per mantenere alto il proprio livello di solidità.

Sono ben 6 i giocatori al momento in doppia cifra di punti, col sorprendente Rondae Hollis-Jefferson di poco sotto la soglia. I numeri sono indicativi sull’ottimo team-work dei Raptors, ma non dicono tutto sulla prestazione dei singoli. Infatti, giocatori ritenuti finora mediocri, si stanno esprimendo ad ottimi livelli su entrambi i lati del campo. Chris Boucher e Terence Davis, semisconosciuti ai più fino a qualche mese fa, stanno dando un contributo insospettabile, con il secondo rivelatosi perfetto backup di VanVleet.

OG Anunoby e Hollis-Jefferson sono i pilastri difensivi di Toronto. Verticali ed iperattivi, compensano con atletismo e letture quello che possono pagare in talento o tonnellaggio.

Gli infortuni di Ibaka e Lowry sembravano una catastrofe, invece, nella sfortuna, hanno contribuito alla crescita del gruppo.

I leader: VanVleet e Siakam

Il duo che ha sorpreso tutti l’anno scorso, facendo da spalla alla stella Leonard, ha deciso di non volersi fermare qui e raggiungere l’Olimpo dei top player della lega. Il camerunese si sta ergendo a leader offensivo del gruppo, senza però togliere responsabilità ai compagni. Più di 25 punti a partita, 9 rimbalzi e quasi 4 assist parlano da soli, per un giocatore che in soli due anni è passato da onesto gregario votato alla difesa, al titolo di Most Improved Player, fino ad essere uno dei papabili All-Star della Eastern Conference. Not bad.

A proposito della ‘notte delle stelle’, Fred VanVleet è uno di quelli che se la merita, eccome. La leadership mostrata quest’anno è impressionante, superiore in alcuni momenti anche a quella di Siakam e di Lowry. E’ lui il vero trascinatore emotivo del team, lo si percepisce durante la sua permanenza sul parquet, soprattutto nelle fasi concitate dei match. Come se non bastasse, alle tante piccole cose che non finiscono sulle statistiche, VanVleet aggiunge numeri importanti (19 punti con quasi 8 assist) da vero top player. Se teniamo conto del solo periodo da point guard titolare, i punti salgono a 21 di media, con un ottimo 40% da 3. Ora il problema saranno le cifre del suo rinnovo

Fred VanVleet, sempre più importante nello scacchiere di Coach Nurse

Dove possono arrivare questi Raptors?

La domanda è di difficile responso. Da una parte Toronto sta confermando quanto di buono fatto vedere l’anno passato, ed è quindi doveroso farla rientrare nel gruppo delle contender. Inoltre, con il ritorno di Lowry e Ibaka, le rotazioni sono più lunghe, trovando nuove alternative in attacco ed in difesa.

Dall’altra, bisognerà vedere chi nella post-season prenderà il ruolo di ‘giocatore totale’ alla Leonard, fondamentale per guidare la squadra nei playoffs, dove la fisicità è di tutt’altro livello.

In ogni caso, Toronto sta costruendo un gruppo affiatato e coeso, ponendo le basi per un presente solido e per un futuro ricco di soddisfazioni.

Antonio Sena

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