Glory of the 60s: Bill Russell

di Francesco Zoppis
Bill Russell

Bill Russell è stato qualcosa di unico, un giocatore veramente speciale, un giocatore unico a suo modo, un apripista. Nella storia di questo sport si sono sempre individuati quelli bravi e quelli straordinari. Per valutare la bravura di ogni giocatore, per prima cosa bisogna valutare il suo talento. Un altro metodo per capire quanto un atleta sia stato incisivo, è senz’altro vedere quanto ha vinto. Lo sport però non è una scienza esatta: ci sono tantissimi top-players che hanno rivoluzionato il basket, senza però infilarsi l’anello al dito, e i giocatori in questione sono del calibro di Allen Iverson, Vince Carter o Tracy McGrady, non proprio gli ultimi arrivati. Ci sono poi i gregari, gente con talento limitato, che hanno avuto la fortuna di trovarsi nella squadra giusta nella stagione giusta. Certo anche i gregari contribuiscono alla vittoria, nessun dubbio. Poi però ci sono i talenti, quelli straordinari, quelli incredibili, ad aver vinto, e anche tanto. E tra tutti questi talenti ad aver vinto, uno ha decisamente vinto più di tutti. Uno è riuscito a vincere 11 (!) volte il titolo, condendo le sue 13 stagioni con 5 MVP. Stiamo parlando di uno dei più forti di sempre, uno che in America ha il record di massimi campionati vinti, uno che ha cambiato le sorti di questo gioco, stiamo parlando di Bill Russell.               

Che giocatore era Bill Russell? 

Bill con la maglia dei Celtics, la numero 6 che verrà poi ritirata.

William Felton Bill Russell nasce  il 12 Febbraio 1934 a West Monroe, Louisiana, da Charles e Katie Russell. La sua infanzia è molto complicata: nascere negli anni ’30 in Louisiana è come nascere con l’etichetta di “destinato a subire il razzismo”. I primi anni, Bill è un bambino senza diritti, costretto a vedere il padre maltrattato di continuo dalla comunità bianca. La situazione diventa insostenibile con lo scoppio della II Guerra Mondiale, ad una situazione di razzismo inaccettabile, si aggiunge anche la difficoltà a livello lavorativo: il padre, che da buon “nero del sud” lavorava nei campi, si trova di colpo senza lavoro. La soluzione, apparentemente, è unica: scappare. E infatti Bill e la sua famiglia se ne vanno, si trasferiscono ad Oakland, California, dove la situazione è più vivibile ma sicuramente ancora disagiata. Povertà e razzismo faranno da corona a tutta l’infanzia di Bill, infanzia distrutta dalla morte di mamma Katie, quando Bill spegne 12 candeline.

Il suo rapporto con la pallacanestro inizia in un modo strano, diverso dal solito. Bill è un ottimo corridore, potrebbe essere molto bravo nel basket, eppure non riesce a capire le regole, non sa in quale canestro deve segnare e non sa cosa può o non può fare; sia chiaro non era stupido il ragazzo, era soltanto in difficoltà in uno sport mai visto prima. Questo gli costerà l’esclusione dalla squadra della sua High School, alla  McClymonds High School, dove verrà preso soltanto l’anno successivo, senza però giocare in maniera devastante, anche perché il giovane Russell dovette confrontarsi con coach e assistenti bianchi.

Inizia in sordina anche la sua carriera al college, nessuno infatti  gli spedisce una lettera di reclutamento. Poi però Hal DeJulio della University of San Francisco (USF), lo vede ad una partita e se ne innamora.  Quando Bill riceve l’offerta, per la prima volta, capisce che il basket può essere un mezzo per portare sé e tutta la sua famiglia, lontano da razzismo e povertà.
“I never permitted myself to be a victim”
Eppure qualche volta Bill vittima lo è stata. Si perché giocare nel campionato collegiale americano, significava giocare in molte zone del sud dove, l’ingresso in squadra di giocatori neri, veniva accompagnato da fischi e lancio di oggetti. Nonostante questo però a giocare è capace, ormai ha capito le regole, ed è soprattutto due volte più forte di tutti gli altri. Nel 1955 e nel 1956 guida la sua squadra al titolo in back-to-back, con 55 vittorie consecutive e, al termine dell’ultimo campionato, decide di rendersi eleggibile per il draft NBA.

Sono i Celtics a volere Russell a tutti i costi, sarebbe il giocatore perfetto per sopperire a quelle mancanze difensive della squadra. Il problema è che Boston l’anno prima era arrivata seconda, di conseguenza al draft non aveva le scelte migliori. La scelta migliore ce l’ha Rochester che però non è interessata al centro della Louisiana. Al secondo turno tocca agli Hawks (che allora giocavano a Saint Louis) che hanno nel mirino Ed Macauley che giocava proprio nei Celtics. Gli Hawks decidono così di draftare Russell e scambiarlo con Macauley in quella che ancora oggi viene definita una della trade più importanti della storia dello sport americano. Inizia così, dunque, la sua leggendaria carriera NBA.

La sua prima stagione, 56-57, inizia in ritardo a causa delle olimpiadi a cui aveva preso parte. Dopo essersi congiunto ai Celtics gioca 48 partite con una media di 14 punti e 19 rimbalzi a partita. La stagione terminò con il miglior record degli ultimi 15 anni della franchigia con 44-28. Nella finale della Eastern Division, i Celtics elimano Syracuse in una spettacolare serie in cui Russell comincerà a mostrare al mondo intero il suo valore. Nelle NBA finals ci saranno proprio i St. Louis Hawks, la serie sarà spettacolare e ci vorranno 7 partite per consegnare a Bill e ai Celtics il primo anelllo NBA.

Sull’onda di quello splendido titolo, i Celtics cominciarono alla grande anche la stagione 57-58, al termine del quale Bill verrà decretato MVP. I Celtics approdarono ancora una volta ai Playoff e ancora una volta alle Finals, ritrovando sempre loro: i St. Louis Hawks. Le prime due gare vennero vinte una a testa, ma poi un infortunio di Russell compromise la serie e il titolo finì alla squadra del Missouri. Nella stagione 58-59 i Celtics erano, ormai, una squadra dominante: vinsero 52 gare nella regular season e approdarono ancora una volta alle NBA Finals. Per i Minneapolis Lakers però, non ci fu nulla da fare e, in 4 gare, Bill vinse il suo secondo titolo.
“We don’t fear the Celtics without Bill Russell. Take him out and we can beat them … He’s the guy who whipped us psychologically.”

Nella stagione 59-60 approdò in NBA Wilt Chamberlain decretando l’inizio di una delle rivalità più belle di sempre, ad un tasso di talento inimmaginabile: il miglior difensore contro quello che si rivelerà come il migliore attaccante. In ogni caso, quella stagione fu dominata dai Celtics, che incontrarono proprio Chamberlain e i suoi Philadelphia Warriors nelle finali di conference. Nonostante la grandissima prestazione di Wilt, Boston riuscì a imporsi per 4-2, approdando di nuovo alle NBA Finals. Ancora una volta in finale ci sono gli Hawks e la serie sarà bellissima, ci vorranno 7 gare – e una gara due con 40 rimbalzi di Russell- per decretare la terza vittoria di Bill. La storia non cambiò nemmeno nella stagione 60-61: i Celtics arrivano in finale trascinati da un incontenibile Russell e Boston vinse contro i Lakers in cinque gare.

 

Bill Russell la stagione 1961-1962 

La stagione 61-62 sarà quella  del suo secondo titolo MVP. Nei Playoff incontreranno ancora una volta i Warriors. Quella post season Chamberlain viaggia a 50 punti di media e la serie si protrarrà fino a gara 7 dove una magistrale prestazione difensiva sul centro di Philadelphia, da parte di Russell, costringerà Will a segnare “solo” 22 punti. La gara sarà decisa da un buzzer beater di Sam Jones. Nelle finals Boston incontrerà i Lakers. Sarà un’altra serie meravigliosa, e ci vorranno ancora 7 partite per decretare un vincitore. Nell’ultimo secondo di gara 7 Frank Selvy sbaglierà il tiro vittoria, costringendo i suoi ai supplementari dove Boston s’imporrà 107-101 e vincendo per la quinta volta dall’avvento di Bill Russell il titolo NBA.

La stagione successiva Bill vincerà il suo quarto titolo MVP. Come al solito approdarono alle finals, dove batterono i Lakers, ormai trasferitisi a Los Angeles. L’anno successivo ci sarà di nuovo lo scontro Chamberlain-Russell per decretare il vincitore dell’anello. Nonostante la vittoria dei Warriors in gara 1, Boston vincerà per la quinta volta consecutiva il titolo, la sesta da quando Bill è diventato un “Green”. L’anno successivo, nella stagione 64-65 Bill vincerà il suo quinto e ultimo titolo MVP.  Dopo un entusiasmante finale di conference, vinta grazie all’errore Hal Greer dei Philadelphia 76ers in gara 7, i Celtics ritornano in finale e ancora una volta sono i Lakers ad affrontarli. Jerry West e i suoi però, non riusciranno ad impedire ai Celtics di conquistare il loro settimo titolo. La stagione 65-66 vedrà più o meno lo stesso film: l’ottavo titolo della franchigia del Massachusetts, ancora una volta a discapito dei Los Angeles Lakers. L’anno successivo questa incredibile striscia vincente s’interruppe: Wilt Chamberlain e i suoi Philadelphia 76ers batterono Bill e i suoi Celtics in 5 gare, durante le finali di conference, fu la prima vera sconfitta di Bill Russell, dopo 9 anelli conquistati.

Bill Russell era ormai un giocatore in età avanzata, convinto ormai di aver vinto tutto ciò che c’era da vincere e consapevole che ormai l’NBA era di Chamberlain, nonostante ciò nella stagione 67-68 i Celtics approdano comunque alle finali di conference, dove ad attenderli ci sono i super-favoriti 76ers. Sembra tutto già scritto, ma il 4 Aprile succede qualcosa che sconvolgerà il basket ed il mondo intero: Martin Luther King viene assassinato. Quella serie viene giocata in un clima assurdo, molti dei giocatori di entrambe le squadre erano afro-americani e questo comportò un disordine generale. In questo clima, Boston riuscì a battere Philadelphia in 7 gare.  Nelle finals incontrarono i soliti Lakers, che vennero battuti in 6 gare.

Bill Russell, l’ultimo titolo

L’ultimo titolo sarà, a suo dire, uno dei più belli. In finale incontreranno i Los Angeles Lakers, Lakers che hanno appena ingaggiato il suo storico nemico Chamberlain. Le prime due gare saranno dei Lakers, guidati, oltre che dal centro, anche da un indescrivibile Jerry West che sarà il primo MVP delle finals della squadra perdente. Boston risponde al fattore campo conquistandosi le due gare in California. Il fattore campo non verrà rispettato nemmeno in gara 5 e gara 6 dove infatti vinceranno prima i Lakers e poi i Celtics. Sarà 7 a decretare l’undicesimo e ultimo anello di uno dei centri più forti della storia.

Bill Russell e i suoi 11 anelli.

La sua è una delle carriere più belle della storia. Bill Russell è uno dei giocatori più forti ad aver mai calcato un parquet. Rinchiudere la sua carriera in numeri sarebbe limitativo per descrivere colui che ha posto un record direi inarrivabile per quanto riguarda i successi. In questa NBA moderna, completamente diversa da quella di un tempo, probabilmente non vedremo mai una cosa del genere, ma il semplice sapere che è esistito un Bill Russell, è uno dei motivi che deve invogliare a praticare questo meraviglioso sport.

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