Brooklyn Nets fiduciosi di poter firmare Kevin Durant nella free agency

Secondo quanto riportato da Brian Windhorst di ESPN, ‘cresce la fiducia’ dei Brooklyn Nets riguardo le proprie possibilità di firmare Kevin Durant nella prossima free agency.

Nel corso del programma The Jump, l’ex giocatore Kendrick Perkins ha aggiunto che a suo parere i Nets sono i favoriti per firmare Durant. Non solo lui, perchè secondo Windhorst ‘molte persone nell’ambiente NBA sostengono tale ipotesi’.

Il giocatore dei Golden State Warriors diventerà free agent a partire dal prossimo 1 luglio nel caso in cui rifiutasse la player option da 31.5 milioni di dollari presente nel proprio contratto. Sono molti gli scenari possibili per il n°35, tra cui quello di una clamorosa sign-and-trade con la franchigia californiana.

La free agency di KD è stata fortemente segnata dalla rottura del tendine d’Achille, subìta in gara 5 delle Finals NBA, che dovrebbe tenerlo fuori per tutta la prossima stagione. Tonerebbe dunque in campo quando avrà 32 anni, un grande rischio per qualunque franchigia della lega.

Brooklyn Nets: Kevin Durant insieme a Kyrie Irving?

I Brooklyn Nets sono i grandi favoriti per firmare Kyrie Irving, ma negli scorsi giorni è stato fatto un passo indietro. La dirigenza non sarebbe pienamente convinta di puntare sul giocatore dei Boston Celtics senza avere nel proprio roster anche Kevin Durant.

Le dichiarazioni di Windhorst aprono dunque ad una tale eventualità, che renderebbe la squadra di coach Kenny Atkinson una seria candidata al titolo. I Nets hanno, infatti, spazio per due contratti al massimo salariale.

Ottenere Kevin Durant non sarà tuttavia semplice, a causa della grande concorrenza presente sul mercato, principalmente da parte di New York Knicks e Golden State Warriors.

Free agency Kevin Durant, possibile sign-and-trade con Golden State?

Kevin Durant free agent

Come riportato da Brian Windhorst di ESPN, un nuovo clamoroso scenario potrebbe caratterizzare la free agency di Kevin Durant. La star dei Golden State Warriors potrebbe, infatti, raggiungere un accordo che farebbe piacere ad entrambe le parti coinvolte: una sign-and-trade con la franchigia californiana.

“Una delle cose che è stata presa in considerazione è la possibilità che i Warriors offrano a Durant un quinquennale. Questo che gli garantirebbe 57 milioni di dollari in più rispetto a quelli che otterrebbe firmando altrove. Lasciarli continuare la riabilitazione con loro e quindi lavorare ad una trade. Se ciò accadesse i New York Knicks avrebbero la possibilità di prenderlo, avendo molti giovani e spazio salariale”. Queste le dichiarazioni di Windhorst nel corso di uno speciale di ESPN dedicato al draft NBA.

L’eventualità di una sign-and-trade consentirebbe a Golden State di non perdere Kevin Durant nella prossima free agency senza ricevere nulla in cambio. Potrebbe inoltre generare profitto anche per il n°35, che guadagnerebbe 57 milioni di dollari extra.

Non si tratterebbe tuttavia di una sign-and-trade vera e propria, poichè avverrebbe di fatto tra un anno. Nonostante ciò Durant avrebbe ancora quattro anni di contratto, una situazione del tutto analoga a quella che avverrebbe nel caso in cui accettasse la player option presente nel suo contratto annuale, ma con la differenza che le franchigie interessate sarebbero costrette a dover rinunciare a diversi assets nel 2020.

“Sarebbe una sign-and-trade ritardata”, ha aggiunto Windhorst. “Rappresenta l’unico modo in cui KD potrebbe ottenere cinque anni di contratto e giocare altrove. Sarò onesto: è un disperato tentativo dei Warriors di non perdere Durant per niente”.

 

Kyrie Irving-Brooklyn Nets, si raffredda la pista? “Operazione rischiosa”

kyrie irving-brooklyn nets

Kyrie Irving-Brooklyn Nets, si raffredda la pista che porta nella Grande Mela la star dei Boston Celtics?

Come riportato da Brian Lewis del New York Post, i Nets potrebbero ripensare al piano di portare Irving a Brooklyn, senza un impegno formale di Kevin Durant – l’altro grande obiettivo estivo del gm Sean Marks – con la squadra in vista della prossima free agency.

Brooklyn potrebbe valutare troppo azzardata la prospettiva di arrivare all’ex Cleveland Cavs, con il rischio di perdere al quel punto la giovane star della squadra D’Angelo Russell ma senza delle concrete possibilità di mettere sotto contratto la superstar dei Golden State Warriors, al momento infortunata: “(I Nets, ndr) vedrebbero dei rischi nel portare in squadra l’enigmatico Irving“, senza la presenza rassicurante di Durant.

Kyrie Irving-Brooklyn Nets, un gioco d’incastri

La difficile stagione di Irving e dei Boston Celtics, che in estate andranno incontro ad un probabile stravolgimento dopo i possibili addii di Kyrie e di Al Horford, avrebbe messo in guardia le squadre interessate alla point guard campione NBA 2016. Oltre ai Brooklyn Nets, anche New York Knicks ed i Los Angeles lakers dell’ex compagno di squadra LeBron James tra le squadre interessate.

Per arrivare alla coppia Irving-Durant, i Nets avranno bisogno di creare ulteriore spazio salariale scaricando almeno uno tra i contratti di Spencer Dinwiddie, Joe Harris o del neo-acquisto via Atlanta Hawks Taurean Prince.

Sean Marks, da tre anni general manager della squadra ed artefice delle scelte di Caris LeVert, Jarrett Allen e Rodion Kurucs, e che ha portato a Brooklyn Spencer Dinwiddie, dovrà decidere se blindare subito l’ex point guard dei Los Angeles Lakers o attendere offerte da parte di altre squadre.

Se devo essere onesto” Così D’Angelo Russell al NY Post “La squadra dello scorso anno mi piaceva moltissimo, questo non significa che i nuovi arrivati non siano giocatori di valore, anzi“. Russell sarà eleggibile a partire dal prossimo 30 di giugno per un quadriennale da 117 milioni di dollari.

Durant-Irving, incontro a New York in ottica free agency

free agency 2019

Non è tramontata l’idea di vedere Kevin Durant e Kyrie Irving nella stessa squadra, con i due che si sarebbero incontrati a New York per discutere tale possibilità, come riportato da Ric Bucher di Blacher Report.

Bucher ha fornito i dettagli di ciò che Kevin Durant ha fatto in seguito all’intervento subìto nei giorni scorsi per riparare il tendine d’Achille.

“È fuori dall’ospedale. È andato in un hotel a New York, e lui e Kyrie Irving si sono incontrati. Hanno continuato la discussione riguardo la possibilità di giocare insieme la prossima stagione. KD ha in programma di passare l’estate e il prossimo futuro a New York…ogni indicazione ci porta dunque a dire che Durant cambierà squadra, perchè Irving non firmerà per i Warriors”.

I due all star sono stati accostati diverse volte, e proprio la Grande Mela potrebbe essere la meta scelta da Durant e Irving per il proseguo delle rispettive carriere.

Il mese scorso Stephen A. Smith di ESPN aveva dato per certo l’approdo ai New York Knicks dei due.

Fino a qualche ora fa, tale ipotesi sembrava essere destinata a non realizzarsi. Mentre il giocatore dei Boston Celtics ha rifiutato la player option e diventerà unrestricted free agent a partire dal prossimo 1 luglio; Durant potrebbe restare ai Warriors.

Il report di Bucher dà tuttavia nuove speranze ai tifosi dei Knicks e non solo. Non vanno infatti esclusi dalla corsa i Brooklyn Nets, i grandi favoriti per firmare Irving, che avranno a disposizione spazio per due contratti al massimo salariale.

Nell’eventualità in cui Irving e Durant decidessero di firmare per la stessa squadra, bisogna tuttavia tenere in considerazione il fatto che l’ex Cavaliers sarebbe costretto a giocare la prima stagione newyorchese senza il n°35, che salterà l’intero 2019/2020.

E se DeMarcus Cousins rimanesse un Warriors? “Un anno grandioso, Finals, voglio tornarci”

DeMarcus Cousins

Arriva anche per DeMarcus Cousins il momento dei ringraziamenti, dopo una stagione lunga e complicata dal punto di vista fisico.

Il lungo 4 volte All-Star ha affidato ai suoi canali social un sentito messaggio di ringraziamento per i tifosi dei Golden State Warriors, e per i suoi compagni che lo hanno accolto con grande entusiasmo e disponibilità.

Un anno grandioso! Mi sono goduto ogni momento, quest’anno abbiamo superato ogni tipo di difficoltà e combattuto fino all’ultimo, non è finita nel modo che speravamo ma sono orgoglioso di quanto fatto. Ho avuto il primo assaggio del palcoscenico più importante, e sono pronto per altri passaggi ancora

Poi il messaggio agli sfortunati Klay Thompson e Kevin Durant: “Rimettetevi in fretta, siete dei veri guerrieri! E grazie ai tanti fan, quest’estate al lavoro per tornare al 100% L’anno prossimo vi starò addosso!“.

DeMarcus Cousins, un anno da guerriero

L’allora convalescente DeMarcus Cousins aveva deciso l’estate scorsa di non accettare la proposta di rinnovo allungatagli dai New Orleans Pelicans (un biennale parzialmente garantito da circa 40 milioni di dollari), accettando a sorpresa la sola mid-level exception annuale da 5.2 milioni di dollari propostagli dai campioni in carica Golden State Warriors, con una mossa che suscitò all’epoca grande clamore, scomposte accuse di favoritismi alla squadra di coach Steve Kerr e giaculatorie su disequilibrio e perdita di competitività della NBA.

Cousins poté impiegare i mesi invernali della regular season per completare la sua riabilitazione dalla rottura del tendine d’Achille della gamba sinistra del gennaio 2018, al riparo “nella pancia” della nave da guerra Warriors. Il suo esordio con la nuova maglia avvenne il 18 gennaio 2019.

Per l’ex giocatore dei Sacramento Kings sarebbero seguite 30 partite di stagione regolare, condotte a 16.3 punti e 8.2 rimbalzi a partita in 25.7 minuti d’impiego, e la prima qualificazione effettiva in carriera ai playoffs.

Post-season che si è però interrotta alla sola seconda partita, a causa di un problema muscolare accusato durante il primo turno di playoffs contro i Los Angeles Clippers. Mentre i suoi compagni in campo rispondevano colpo su colpo agli infortuni di Kevin Durant (stiramento al polpaccio destro contro i Rockets) ed Andre Iguodala (noie muscolari) per raggiungere la quinta finale NBA consecutiva, Cousins si era lanciato in una personale rincorsa al rientro in campo, coronata con la prima finale NBA in carriera.

E se DeMarcus Cousins rimanesse un Warriors?

L’atto finale 2019 è terminato per i Golden State Warriors con una disfatta totale. Gli stop prolungati di Klay Thompson e Kevin Durant hanno “gettato la squadra in un loop”, per usare la definizione di Steve Kerr. Durant salterà l’intera prossima stagione, e le sue intenzioni sul futuro sono oggi ancor meno intellegibili di ieri: e se KD decidesse di non uscire dal contratto, e passare una stagione al sicuro tra le mura del nuovo Chase Center, per concentrarsi sulla riabilitazione e sull’estate 2020?

I Golden State Warriors valuteranno nelle prossime ore la reale convenienza di offrire a Kevin Durant un contratto al massimo salariale, con la consapevolezza della gravità dell’infortunio su di un giocatore di 30 anni. Il rinnovo di Klay Thompson appare al contrario quasi una formalità, la rottura del legamento crociato del ginocchio è un infortunio grave, che richiederà tempi di recupero lunghi ma che presenta maggiori garanzie di pieno recupero.

Un eventuale contratto al massimo salariale per Klay Thompson comporterebbe inoltre per gli Warriors un esborso importante, ma meno pesante rispetto al “supermax contract” per cui sarà eleggibile Durant.

Fattori che la proprietà, il GM Bob Myers e coach Kerr non potranno non considerare. La posizione di DeMarcus Cousins potrebbe presto conoscere sviluppi inattesi: il cambiamento di panorama provocato dagli infortuni di Durant e Thompson, unito ai dubbi che le potenziali inseguitrici di Cousins potrebbero avere sulle sue condizioni fisiche ed atletiche, potrebbe aprire uno spiraglio per un futuro ancora in bianco, giallo e blu per l’ex New Orleans Pelicans.

Cousins? Credo che potremo avere una chance (di trattenerlo a Golden State, ndr)” Così Steve Kerr all’indomani di gara 6 “Speriamo ovviamente per lui che possa andare a guadagnare più soldi altrove, ma chi lo sa? Ogni anno è diverso, quest’estate ci saranno tante squadre con tanto spazio salariale e soldi da spendere. Noi avremo il nostro daffare con Kevin e Klay, ma chi può sapere come le cose si evolveranno? Ciò che posso dire è che c’è un futuro in questa squadra per DeMarcus Cousins, se deciderà di rimanere“.

Le parole di Cousins potrebbero essere lette come una dichiarazione d’intenti, un’adesione a quel sentimento di rivalsa e di “lavoro non terminato” con cui i Golden State Warriors pare abbiano deciso di guardare al futuro immediato. Per “Boogie”, un anno da protagonista in una squadra giocoforza meno ambiziosa rispetto al passato (a causa delle assenze forzate di Klay Thompson e Kevin Durant) ma comunque forte del talento di Stephen Curry e Draymond Green potrebbe fungere da seconda parte di un tour di rinascita per uno dei migliori lunghi NBA dell’ultima decade.

Golden State Warriors The Day After, il mondo stravolto in 72 ore, Kerr: “Siamo in un loop”

golden state warriors

Golden State Warriors, The Day After.

Raramente in casa Warriors si sono vissute 72 ore più – sportivamente – drammatiche delle ultime passate dai vertici della squadra, GM Bob Myers in testa, e dai giocatori.

L’ultimo dei tanti dettagli emersi dallo spogliatoio degli ormai ex bi-campioni NBA parla di uno Stephen Curry frustratissimo ed arrabbiato accanirsi contro i muri della vecchia Oracle Arena, dopo l’uno-due ricevuto in pieno volto dalla squadra con i gravi infortuni di Kevin Durant e dello sfortunato Klay Thompson.

Frustrazione di Curry già evidente in campo, durante i lunghissimi secondi passati dopo la caduta a terra di Thompson, con il suo sodale di tante battaglie che prima scaglia il pallone sul parquet con forza, per poi raccogliersi con sguardo perso ed il paradenti perennemente tra le labbra, mentre i compagni accompagnavano Klay a braccia verso gli spogliatoi.

Gli Warriors superstiti hanno lottato sino all’ultimo possesso per la loro stagione, ma la off-season più importante della storia della franchigia era virtualmente già iniziata.

Le free agency di Durant e Thompson rimarranno, certezze alle quali si è aggiunta – purtroppo – l’ulteriore certezza che sia il due volte MVP delle finali NBA che il figlio del grande Mychal saranno costretti a saltare per intero la prossima stagione.

Golden State Warriors, Myers: “Durant e Thompson meritano di essere premiati”

I Golden State Warriors porranno al centro della loro estate il rinnovo al massimo salariale di Klay Thompson. Operazione data per scontata già prima dell’infortunio, confermata già tempo fa da uno dei proprietari della squadra (Joe Lacob), ed oggi doverosa dopo l’attaccamento alla causa ed alla squadra dimostrato da Thompson fino alla fine, anche con un ginocchio danneggiato.

Non sarei un buon GM se non comprendessi il valore di Thompson e Durant per la nostra squadra” Così Bob Myers “Siamo 9-1 nelle finali NBA con Kevin (Durant, ndr) in campo, un dato che la dice lunga. Klay (Thompson, ndr) è fantastico, sono due giocatori che ogni squadra dovrebbe avere il dovere di trattenere ad ogni costo“.

Se per Thompson, per chi dà peso a questo tipo di elucubrazioni, potrà valere un sentimento di “appartenenza”, o di lealtà verso la franchigia che 9 anni fa lo scelse in uscita da Washington State ed ha fatto di lui un All-Star ed un 3 volte campione NBA, diverso e più complesso il discorso per Kevin Durant.

L’ex OKC Thunder ha 30 anni. La rottura del tendine d’Achille è uno degli infortuni più brutali che possano capitare ad un giocatore di pallacanestro, e su diversi esempi purtroppo esistenti, sono pochi i casi di giocatori ritornati sui livelli pre-infortunio, ad anni di distanza.

Nelle ultime stagioni, un infortunio del genere è toccato al “vecchio” Kobe Bryant, a Wesley Matthews (allora ai Portland Trail Blazers), a Rudy Gay, ed al compagno di squadra DeMarcus Cousins. Il recupero quanto più pieno possibile dopo l’intervento è – per testimonianza dei diretti interessati – lungo e difficile, con tempi che vanno ben oltre il “semplice” ritorno ufficiale sul campo da gioco.

Kevin Durant potrà tra qualche giorno uscire dal suo contratto biennale da circa 64 milioni di dollari, per negoziare un rinnovo al massimo salariale con gli Warriors, o con un’altra squadra. I primi report parlano di “interesse immutato” da parte delle tante squadre interessate a KD, nonostante il lungo stop che si profila. Verità? Pretattica? Rispetto per la figura di Durant? Difficile dirlo ora, le uniche parole di cui oggi vale la pena tenere conto suono quelle di Myers:

Dirò solo che (Durant e Thompson, ndr) meritano entrambi la giusta riconoscenza. Come detto, sono due giocatori fondamentali per noi (…) trovare persone con le loro qualità umane non è semplice, e quando le trovi farai poi di tutto per tenerle con te“, Bob Myers dichiara implicitamente l’intenzione della squadra di proporre ad entrambi i giocatori il massimo consentito in termini di denaro e durata del contratto.

Steve Kerr ed il futuro dei Golden State Warriors: “Infortuni cambiano il panorama”

Due rinnovi che se portati a buon fine proietteranno il salary cap dei Golden State Warriors alla cifra mai toccata prima di 375 milioni di dollari in salari, ai quali andrà ad aggiungersi la pesante luxury tax prevista per le squadre “recidive”. Il gruppo proprietario degli Warriors ha sempre dichiarato di – sostanzialmente – non farne una questione di soldi. La squadra si trasferirà dal prossimo anno al Chase Center di San Francisco, un palazzo dello sport di proprietà, che ancor prima di aprire i battenti ha già portato nelle casse societarie un miliardo e mezzo di dollari di utili.

Introiti che però andranno confermati ed aumentati nel tempo. Quale potrà essere la reazione del nuovo pubblico di ‘Frisco ad una stagione giocata senza Kevin Durant (che rimanga o che si trasferisca altrove), e senza Klay Thompson (il giocatore più amato dalla gente di Oakland)?

Ci saranno comunque Stephen Curry e Draymond Green, Andre Iguodala giocherà – salvo sorprese – almeno un’altra stagione. Steve Kerr sarà ancora al posto di comando, la squadra cercherà di trattenere Kevon Looney – altro idolo delle folle – se ve ne sarà la possibilità.

DeMarcus Cousins sarà free agent, gli Warriors non avranno altro modo di trattenerlo se non riproponendogli la mid-level exception con cui l’ex Pelicans arrivò sulla Baia la scorsa estate. Scenario difficile da immaginare, sebbene non sia chiaro di quale tipo di mercato potrà godere l’ex stella di Kentucky dopo una stagione complicata.

Dal draft 2019 e dalla scelta numero 28 difficilmente potrà arrivare un giocatore d’impatto immediato, il giovane Damian Jones aveva mostrato segnali di crescita prima di un infortunio che ha posto fine alla sua stagione, e l’anno prossimo avrà una chance di tornare nelle rotazioni di coach Kerr. Quinn Cook sarà free agent, e potrà sicuramente puntare ad un contratto a cifre maggiori in una squadra che possa garantirgli più minuti.

Cousins? Credo che potremo avere una chance (di trattenerlo a Golden State, ndr)” Kerr sulla free agency di DeMarcus Cousins “Speriamo ovviamente per lui che possa andare a guadagnare più soldi altrove, ma chi lo sa? Ogni anno è diverso, quest’estate ci saranno tante squadre con tanto spazio salariale e soldi da spendere. Noi avremo il nostro daffare con Kevin e Klay, ma chi può sapere come le cose si evolveranno? Ciò che posso dire è che c’è un futuro in questa squadra per DeMarcus Cousins, se deciderà di rimanere“.

Gli infortuni hanno gettato tutto in un loop” Ancora Steve Kerr, che ha terminato la sua stagione abbracciando da fratello maggiore un delusissimo Curry dopo l’errore sull’ultimo possesso di gara 6 “Non ho idea di che cosa Kevin Durant deciderà di fare. Quello che so è che rivogliamo tutti qui, pensiamo che quella attuale sia la situazione ottimale sia per noi che per lui. Per cui, proseguiamo con l’idea di trattenerlo qui con noi, sapendo però che la scelta spetta solo a lui, e che sarà una scelta che noi rispetteremo. Vogliamo solo il suo bene, la decisione sarà solo sua“.

Quello che è accaduto negli ultimi giorni” Prosegue Kerr “Non ha precedenti, nemmeno negli incubi più terribili. Due infortuni così a due dei tuoi giocatori migliori, a poche ore di distanza. Quando mai potrà accadere di nuovo una cosa del genere? Ora siamo in acque inesplorate“.

Warriors pronti ad offrire contratti al massimo salariale a Durant e Thompson

futuro Durant-Thompson

Come riportato da Brian Windhorst di ESPN, i Golden State Warriors sarebbero pronti ad offrire due contratti quinquennali al massimo salariale a Kevin Durant e Klay Thompson.

Ciò che ho capito nel parlare con le persone all’interno dell’organizzazione Warriors è che la loro intenzione sia quella di continuare e offrire a Kevin Durant e Klay Thompson contratto di cinque anni al massimo salariale”, ha dichiarato Windhorst a First Take.

Il n°11 diventerà free agent in estate, mentre Durant dovrà scegliere se accettare o meno la player option a sua disposizione per il prossimo anno. Entrambi sono però stati vittima di due gravi infortuni. KD è già stato operato a causa della rottura del tendine d’Achille subìta in gara 5 delle Finals. Come confermato da Steve Kerr, starà fuori per tutto il 2019/2020.

Thompson ha invece abbandonato il parquet nel corso del match della scorsa notte, che ha consegnato la vittoria del titolo NBA ai Toronto Raptors. Per lui rottura del legamento crociato anteriore, che lo terrà fermo ai box presumibilmente per 9-10 mesi.

Sia Durant che Thompson sarebbero dovuti essere due dei giocatori più ricercati a partire dal prossimo primo luglio, ma i problemi fisici rischiano di rovinare i loro piani. Non molte squadre saranno ormai interessate ad assorbire i loro max contract, a differenza di quanto sarebbe disposta a fare Golden State.

L’operazione è altamente complicata dal punto di vista finanziario, in quanto inciderebbe molto sul salary cap della franchigia californiana. Lo Chase Center di San Francisco, che prenderà il posto della Oracle Arena, potrebbe però venire in soccorso del GM Bob Myers. Essendo un’arena di proprietà dei Warriors, le entrate contribuirebbero notevolmente al mantenimento dei costi del roster a disposizione di Steve Kerr.

Rudy Gay a Kevin Durant: “Niente paura, tornerai alla grande!”

rudy gay a kevin durant

Warriors, i consigli di Rudy Gay a Kevin Durant: “Sarà un processo lungo, non deve avere paura e tornerà quello di prima“.

La rottura del tendine d’Achille è uno degli infortuni più problematici da affrontare per uno sportivo: tempi di recupero lunghi, una riabilitazione difficile accompagnata dal timore – come riportato da tanti “superstiti” – di non poter più tornare l’atleta di un tempo.

Kevin Durant si è sottoposto nella giornata di mercoledì ad un intervento per la rottura del tendine d’Achille della gamba destra, infortunio riportato nel secondo quarto della quinta partita della finale NBA 2019 a Toronto.

Infortunio che lo accomuna, suo malgrado, al suo attuale compagno di squadra DeMarcus Cousins (che si ruppe lo stesso tendine nel gennaio 2018 in maglia New Orleans Pelicans), a J.J. Barea dei Dallas Mavericks (tendine KO lo scorso gennaio per il portoricano) ed a Rudy Gay dei San Antonio Spurs, per citare alcuni degli esempi recenti.

Con lo stesso infortunio, la carriera ad alto livello del 35enne Kobe Bryant terminò il 12 aprile 2013, nelle terzultima partita di regular season contro i Golden State Warriors.

Come riportato da Zach Lowe di ESPN, le proporzioni dell’infortunio di Durant sono tali da mettere in discussione – nei prossimi mesi – numeri e posto nella storia del gioco di un giocatore già oggi, a soli 30 anni d’età, al 31esimo posto nella classifica marcatori NBA ogni epoca. Le medie carriera di Kevin Durant, proiettate per le prossime stagioni, avrebbero permesso alla star dei Golden State Warriors di insidiare addirittura il primato di Kareem-Abdul Jabbar.

Rudy Gay a Kevin Durant: “Non temere, tornerai quello di prima”

Durant potrebbe ritrovarsi costretto a saltare l’intera annata 2019\20 (sono dai 10 ai 12 mesi i tempi di recupero di solito necessari per il ritorno in campo). Nel gennaio del 2017, l’allora giocatore dei Sacramento Kings Rudy Gay chiuse la sua stagione con un infortunio al tendine d’Achille, e fu in grado di ritornare in campo – a San Antonio – nove mesi dopo l’intervento.

L’ala degli Spurs, che sarà free agent in estate, ha raccontato a Marc J. Spears di The Undefeated di aver contattato Durant dopo la notizia del suo infortunio, offrendosi di dargli alcuni consigli “di prima mano”:

“(Durant, ndr) mi ha richiamato, presto faremo una bella chiacchierata (…) la cosa più importante e difficile da fare è saper ascoltare il proprio fisico, trovare il proprio ritmo. Man mano che si sentirà meglio, l’unica cosa davvero importante è imparare ad ascoltare il suo fisico

Dopo l’intervento portai un gesso per tre settimane” prosegue Gay “Sei mesi più tardi ero già in campo, gli Spurs vollero ovviamente andarci cauti“. Nella stagione 2017\18, quella successiva all’infortunio, Rudy Gay giocò 57 partite in maglia nero-argento (11.5 punti e 5 rimbalzi a gara in 21.6 minuti a gara), per poi disputare l’anno successivo una regular season di alto livello, chiusa a 13.7 punti e 6.8 rimbalzi a gara, in 69 partite disputate e 26.7 minuti d’impiego.

Ho capito subito che si trattava del tendine, solo dalle immagini” Rudy Gay torna al momento dell’infortunio con la mente “Ti senti come se una palla di fuoco di attraversasse il corpo dal basso (…) il mio recupero fu uno dei più brevi mai registrati, ma all’inizio fui ben lontano dalla forma migliore, mi ci volle tanto tempo (…) solo nei playoffs (2018, ndr) iniziai a sentire di nuovo buone sensazioni“.

Non dimentichiamo che (Durant, ndr) è altro più di 210 cm, ed è un tiratore incredibile. Anche se all’inizio non dovesse tornare sui suoi livelli, sarebbe comunque migliore della quasi totalità degli altri giocatori. Ma questo è lo scenario peggiore, io so che andrà tutto bene

I tifosi Raptors sostengono la Kevin Durant Charity Foundation su GoFundMe

tifosi raptors Kevin Durant

A dimostrazione di buona fede e di sportività nei confronti dello sfortunato Kevin Durant , alcuni tifosi dei Toronto Raptors hanno lanciato sulla piattaforma GoFundMe.com una campagna di raccolta fondi per la fondazione della star dei Golden State Warriors, la “Kevin Durant Charity Foundation“.

A metà del secondo quarto di gioco di gara 5 della finali NBA 2019, Kevin Durant ha dovuto abbandonare definitivamente partita e serie a causa di una sospetta rottura del tendine d’Achille della gamba destra.

Gara 5 era la prima partita disputata da Durant ad oltre un mese di distanza dall’infortunio al polpaccio destro riportato contro gli Houston Rockets. In un primo momento, i tifosi sugli spalti della ScotiaBank Arena di Toronto avevano esultato all’infortunio di Durant, che aveva iniziato la sua partita con un perfetto 3 su 3 da dietro l’arco dei 3 punti, per poi accompagnare l’uscita dal campo del numero 35 Warriors con applausi e cori d’incitamento, una volta chiara la natura e la potenziale gravità del problema fisico.

La Kevin Durant Charity Foundation sostiene programmi di studio, sussidi e borse di studio per giovani e ragazzi in età scolare, in contesti disagiati. Gli autori dell’appello si scusano con Durant e con gli Warriors per la prova di scarsa sportività dimostrata dal pubblico di Toronto: “Una cosa che non ci si sarebbe ami aspettati dal nostro pubblico. Questi playoffs hanno vissuto alcuni momenti di bassa anti-sportività da parte di tanti spettatori (…) unitevi dunque nel fare i migliori auguri di pronta ripresa a Kevin Durant. KD ha profuso ogni goccia di energia e passione nello sport che ama, aiutiamolo a portare avanti un’altra delle sue attività predilette: aiutare gli altri, aiutare i giovani in difficoltà ed a rischio criminalità sostenendo la sua fondazione ed i programmi che sostiene“.

Tante le reazioni, social e dirette, di tanti tra compagni, colleghi ed avversari di Durant nelle ore successive la partita. Non è al momento nota l’estensione e la gravità dell’infortunio di Durant, che in caso di rottura completa del tendine potrebbe essere costretto a saltare l’intera stagione NBA 2019\20.

Così Serge Ibaka, oggi avversario di Durant ma compagno di KD agli Oklahoma City Thunder per tante stagioni, assieme a Russell Westbrook: “In un primo momento ho pensato avesse perso una scarpa, o che fosse scivolato. Poi l’ho visto a terra ed ho capito che si trattava di qualcos’altro (…) è dura per lui, Kevin ama il gioco, vederlo a terra così è stata davvero una cosa brutta, dopo tutto il lavoro fatto per tornare in campo. Sul parquet siamo avversari, ma è solo un gioco in fondo, Kevin è come un fratello per me“.

Free agency Kevin Durant, squadre interessate nonostante l’infortunio

L’infortunio subìto in gara 5 delle Finals NBA potrebbe non avere ripercussioni sulla free agency di Kevin Durant, stando a quanto dichiarato dall’insider Bobby Marks, che ha dichiarato di aver contattato tre squadre.

Se venisse confermata la rottura del tendine d’Achille della gamba destra, KD rischierebbe un lungo stop, che potrebbe anche costringerlo a saltare la prossima stagione. Nonostante ciò alcune squadre sarebbero ancora pronte ad offrire un contratto a Durant.

“Ho detto…se avessi lo spazio salariale, firmeresti Kevin Durant anche se forse potrebbe saltare l’intera stagione? E la risposta è stata ‘Si’. Quindi si KD avrebbe mercato o per una squadra che gli offrirebbe 141 milioni in quattro anni, o anche di nuovo a Golden State”, ha dichiarato Marks.

Anche David Aldridge di The Athletic ha ribadito ciò. Egli ha riferito che le squadre disposte ad offrire un contratto al massimo salariale sarebbero Los Angeles Lakers, Los Angeles Clippers, Brooklyn Nets e New York Knicks, oltre ai Warriors.

La situazione del n°35 è analoga a quella vissuta lo scorso anno dal compagno di squadra DeMarcus Cousins. La rottura del tendine d’Achille spinse diverse squadre a virare su altri obbiettivi, dando l’opportunità ai Golden State Warriors di ingaggiarlo con uno stipendio inferiore alle aspettative.

Free agency Kevin Durant, decisiva la risonanza magnetica

Anche se Marks ha fatto sapere dell’interesse di alcune franchigie, la free agency di Kevin Durant dipenderà soprattutto dalla risonanza magnetica che svolgerà nella giornata odierna.

Come riportato da Shams Charania di The Athletic, l’ex giocatore dei Thunder è in viaggio verso New York, dove si sottoporrà ad un controllo medico per stabilire l’entità dell’infortunio.

 

Kerr, Klay, Embiid, Drake, le reazioni del mondo NBA all’infortunio di Kevin Durant

Kevin Durant tempi di recupero-kevin durant operazione

Tante le reazioni, tra compagni di squadra e colleghi, alla notizia dell’infortunio di Kevin Durant.

La star dei Golden State Warriors rischia seriamente di pagare un prezzo salatissimo per la sua rincorsa alle finali NBA 2019, iniziate in panchina per via di un problema muscolare e durate solo 12 minuti dell’eroica e drammatica gara 5 a Toronto.

Come anticipato dai vertici della squadra, Durant ha riportato con ogni probabilità una lesione al tendine d’Achille della gamba destra, in attesa della risonanza magnetica che verrà effettuata nella giornata di martedì. Nel post partita un mix di orgoglio e comprensibile scoramento per i compagni di KD, che tra due giorni toneranno in campo alla Oracle Arena di Oakland per forzare una gara 7 in trasferta.

Le reazioni all’infortunio di Durant: Klay e Steph

Klay Thompson raggiunge nel post partita la crew di NBA TV, ed incoraggia il suo compagno: “Nessuno di noi è mai stato arrabbiato con Kevin, dover giocare senza il nostro miglior giocatore è stata una cosa pessima per noi, in passato abbiamo visto tante squadre perdere il loro giocatore di riferimento per infortunio, quest’anno è successo a noi (…) è una sensazione strana, siamo carichi per la vittoria ed allo stesso tempo, una cosa così è davvero dura da accettare, ti lascia quasi svuotato. Io conosco bene Kevin, so che è un combattente e so che tornerà più forte di prima. Ha ancora tanta pallacanestro da giocare e tantissimo da dare“.

Solo tanto rispetto per Durant, ha messo la sua salute fisica al secondo posto per la squadra, questo la dice lunga su di lui, ci mancherà. Il solo rivederlo in campo con ci aveva dato fiducia, e ora…

Steph Curry: “Anche in un contesto super competitivo come le finali NBA, la vita di tutti i giorni rimane la cosa più importante. Abbiamo visto tutto l’impegno, tutta la dedizione che (Durant, ndr) ha impiegato per esserci, tutto ciò che è stato detto su di lui per tutto l’anno. Kevin ci ha dato quello che poteva, si è sacrificato (…) mi dispiace davvero tanto per lui“.

La reazione del pubblico? (i tifosi dei Raptors hanno inizialmente gioito nel vedere Durant a terra, per poi tributare il giusto applauso al giocatore, ndr) Ho vissuto qui per anni, ed amo questo pubblico, la loro reazione mi ha lasciato un po’ confuso, non me lo aspettavo. Kyle Lowry e Danny Green sono stati bravi a chiedere rispetto per la persona. Non è questa la Toronto che mi ricordavo, spero non ci siano altri episodi del genere più avanti

Le reazioni all’infortunio di Durant: Nurse e Kerr

Nick Nurse, head coach dei Toronto Raptors: “Si è fatto male da solo, e non è mai un buon segno quando accade. Kevin Durant è uno dei mie giocatori preferiti, personalmente, vedere un infortunio così ti lascia sempre triste”.

Coach Steve Kerr fatica a trovare parole consone per il momento: “Come ho detto ai ragazzi prima, non ci sono parole. Sono davvero orgoglioso di loro per il cuore e la volontà di soffrire che hanno dimostrato, e sono davvero devastato per Kevin (Durant, ndr), mi sento davvero male per lui. Una grande vittoria ed una perdita terribile allo stesso tempo, per noi“.

Le reazioni all’infortunio di Durant: i giocatori NBA su Twitter

Tante le reazioni, i commenti ed i messaggi a Kevin Durant via social network, da tanti colleghi ed avversari NBA.

Kevin Durant giocherà gara 5, ufficialmente in game-time decision

Kevin Durant free agent

Le Finals NBA potrebbero finalmente aver ritrovato uno dei protagonisti più attesi, il rientro di Kevin Durant è sempre più vicino.

Come riportato da Monte Pool di NBC Sports Bay Area, Kevin Durant prenderà parte a gara 5 della serie contro i Toronto Raptors, dopo l’infortunio al polpaccio destro subìto in gara 5 delle semifinali della Western Conference contro gli Houston Rockets che lo ha tenuto fuori a lungo.

La notizia è stata successivamente confermata da Adrian Wojnarowski di ESPN.

Ufficialmente Kevin Durant è ancora in game-time decision, come affermato da coach Steve Kerr ai microfoni di Sam Amick di The Athletic.

“Sembrava stare bene, e vedremo come andrà”, ha aggiunto Kerr, dichiarando che nel caso in cui scendesse in campo non avrà restrizioni in termini di minuti.

Il rientro di Kevin Durant aprirebbe di certo interessanti scenari, con i Golden State Warriors pronti a dare battaglia per rimontare lo svantaggio di 1-3. Nel corso della postseason Durant ha realizzato 34.2 punti, 5.2 rimbalzi e 4.9 assist di media a partita.

Avere di nuovo l’ex Thunder sul campo comporterebbe un grande vantaggio, anche dal punto di vista psicologico per la franchigia californiana, apparsa decisamente poco brillante su entrambi i lati del campo. Tenere aperta la serie non sarà per niente facile alla Scotiabank Arena, che si preannuncia caldissima per quella che potrebbe essere la notte del primo storico titolo per la squadra di coach Nurse.