Niente player option, Jimmy Butler sarà free agent e Lakers interessati

jimmy butler free agent

Jimmy Butler non eserciterà la player option da 19.8 milioni di dollari prevista sull’ultimo anno del suo contratto, e diventerà unrestricted free agent a partire dal prossimo 30 giugno.

Decisione scontata per l’ex giocatore di Chicago Bulls e Minnesota Timberwolves, dallo scorso novembre in forza ai Philadelphia 76ers. Butler sarà uno dei free agent più ambiti suo mercato nell’estate 2019, una sessione di mercato stravolta già oggi dai gravi infortuni di Kevin Durant e Klay Thompson.

Il prodotto di Marquette è dunque in poche ore diventato “per esclusione” uno dei giocatori su cui si poserà l’interesse maggiore delle squadre con grande disponibilità. Durante la stagione appena conclusasi con la vittoria in 6 partite dei Toronto Raptors di Kawhi Leonard – altro potenziale free agent illustre – sui decimati Golden State Warriors, Jimmy Butler non ha mai nascosto il desiderio di ottenere un contratto al massimo salariale per i prossimi 4 o 5 anni.

Jimmy butler free agent, Lakers “interessati”

Tra i massimi estimatori di Butler ci sarebbero i Los Angeles Lakers, a corto di opzioni dopo gli infortuni delle due star degli Warriors e con l’obbligo di costruire già dalla prossima stagione una squadra da titolo attorno al quasi 35enne LeBron James.

Lakers al momento in trattative con i New Orleans Pelicans per Anthony Davis. Dopo la tregua post trade deadline di febbraio, i rumors attorno alla star dei Pels sono ripresi con vigore, con Los Angeles Lakers e Boston Celtics sulle piste del 7 volte All-Star.

La trattativa per Davis si deciderà probabilmente in base alla disponibilità dei giallo-viola di privarsi di Kyle Kuzma, giocatore che gode di grande stima in Louisiana. I Lakers avranno come noto spazio salariale sufficiente per attrarre un grande free agent con un contratto al massimo salariale, ed in cima alla lista del gm della squadra Rob Pelinka ci sarebbero Kyrie Irving e lo stesso Butler.

In 55 partite disputate con la maglia dei Philadelphia 76ers, Jimmy Butler ha viaggiato a 18.2 punti, 5.3 rimbalzi e 1.8 recuperi a gara. I Sixers avranno come priorità estiva quella di rifirmare l’ex Bulls, alla luce dell’ottima post-season disputata e dalle doti di leadership ed altruismo dimostrate in oltre 4 mesi agli ordini di coach Brett Brown.

Panchine NBA, Ime Udoka assistente di Brown ai Sixers, Vanterpool vola a Minnesota

sixers udoka

Sixers, Ime Udoka lascia i San antonio Spurs, sarà il nuovo lead assistant coach di Brett Brown a Philadelphia.

Come riportato da Shams Charania di The Athletic, ai Sixers Udoka rimpiazzerà Monty Williams nello staff di coach Brown. Williams è diventato lo scorso aprile il nuovo capo allenatore dei Phoenix Suns.

Ime Udoka è stato nelle ultime sette stagioni uno dei principali assistenti di coach Gregg Popovich a San Antonio, lavorando nelle ultimi anni a fianco di Ettore Messina e Becky Hammon sulla panchina dei texani. Da giocatore, Udoka ha disputato tre stagioni ai San Antonio Spurs (2007-2009, e poi ancora nel 2011).

Il 41enne Udoka era stato accostato nelle scorse settimane alla panchina dei Cleveland Cavaliers, prima della firma in Ohio di coach John Beilein, ex capo allenatore dei Michigan Wolverines.

David Vanterpool nuovo assistente a Minnesota

L’ex assistente allenatore di coach Terry Stotts ai Portland Trail Blazers, David Vanterpool, sarà il nuovo lead assistant coach di Ryan Saunders ai Minnesota Timberwolves.

La notizia è stata riportata da Adrian Wojnarowski di ESPN. Dopo sette stagioni in Oregon, l’ex Mens Sana Siena e CSKA Mosca Vanterpool lascia i Blazers per guidare lo staff tecnico di coach Saunders, recentemente confermato sulla panchina dei Twolves dal nuovo President of Basketball Operations Gersson Rosas.

I Magic proveranno a rinnovare Khem Birch, ma Sixers (e non solo) alla finestra

khem birch sixers

Dopo l’eliminazione dalla post-season per mano dei Toronto Raptors, gli Orlando Magic sono già mentalmente proiettati alla prossima off-season.

La franchigia di coach Steve Clifford, stando a quanto riportato da Shams Charania di The Athletic, è già in trattativa con il centro Khem Birch, per il rinnovo del contratto. Il 26enne canadese è infatti in scadenza di contratto e diverse squadre NBA (tra cui i Philadelphia 76ers) si sono già dette interessate.

I Magic vogliono rinnovare Birch, chi è il lungo canadese?

Birch, prima di trovare spazio nel roster di un team NBA, ha dovuto dimostrare il suo talento con la maglia dei Sioux Falls Skyforce in D-League (non stato scelto al draft del 2014). Con la squadra affiliata ai Miami Heat, Birch ha preso parte all’All-Star Game della D-League ed è stato nominato anche nel primo quintetto All-Rookie e All-Defensive della stagione 2014\15.

A fine stagione, il lungo nativo di Montreal aveva deciso di trasferirsi in Europa, girando tra Turchia (Usak Sportif) e Grecia (Olympiacos) dal 2015 al 2017. L’anno scorso i Magic lo hanno richiamato negli USA. In questa sua seconda stagione con la franchigia della Florida Khem Birch ha tenuto una media di 4.8 punti e 3.8 rimbalzi a match (dando un discreto apporto in uscita dalla panchina).

Sixers, e non solo, sulle tracce di Khem Birch

A inizio stagione per Birch sembrava non ci fosse spazio visto la presenza di diversi lunghi nel roster dei Magic, ma l’infortunio di Mo Bamba ha fatto lievitare il suo minutaggio. L’ex Skyforce è successivamente diventato il primo cambio di Nikola Vucevic, anche nei playoffs.

Da febbraio fino a gara 5 contro i Raptors il lungo canadese ha tenuto una media di 6.2 punti e 4.7 rimbalzi a partita. È proprio per le prestazioni di questi ultimi mesi che diverse squadre (i Sixers su tutte) sembrano essere interessate al giocatore della squadra di Orlando.

Per i Magic sarebbe importante riuscire a tenere Birch, magari con un contratto non troppo alto. Questo perché il rinnovo di Khem darebbe una maggiore sicurezza al front office, per affrontare la trattativa con Vucevic e un suo eventuale addio.

I Philadelphia 76ers vogliono trattenere Jimmy Butler: “Offerta in arrivo”

jimmy butler

I Philadelphia 76ers non esiteranno ad offrire a Jimmy Butler un contratto al massimo salariale per trattenere l’ex star di Chicago Bulls e Minnesota Timberwolves in città, come riportato da Nrian Windhorst edi ESPN.

Secondo Windhorst, è opinione diffusa tra diversi executive NBA che i Sixers “finiranno per accontentare Butler, forse il quinto anno di contratto potrebbe non essere garantito, ma la sensazione è che un’offerta ci sarà“.

Jimmy Butler sarà eleggibile a partire dal prossimo 30 giugno, data di partenza ufficiale della free agency 2019, per un contratto al massimo salariale fino a 5 anni e 191 milioni di dollari complessivi. Dopo un inizio di stagione burrascoso a Minnesota, tra intemperanze ed una richiesta pubblica di trade, Butler è riuscito a ricostruirsi una solida reputazione di giocatore decisivo in 4 mesi spesi a Philadelphia.

In 55 partite con la maglia dei 76ers, Butler ha viaggiato a 18.2 e 5.3 rimbalzi di media a gara, di fianco a Joel Embiid, Ben Simmons e dallo scorso febbraio di Tobias Harris, arrivato via trade dai Los Angeles Clippers, numeri incrementati durante la corsa playoffs degli uomini di coach Brett Brown.

Jimmy Butler è il nome più altisonante di un terzetto di giocatori (con Harris e la guardia J.J. Redick) che saranno prossimi free agent.

Kyle Korver: “Finii ai Philadelphia 76ers… per una fotocopiatrice!”

kyle korver

Il 38enne Kyle Korver, 16 stagioni NBA alle spalle, deciderà in estate se proseguire la sua carriera per un’altro anno, agli Utah Jazz o altrove.

Nel frattempo il micidiale tiratore da Creighton ha fatto ritorno per un giorno alla sua alma mater a Omaha, Nebraska, dove Korver giocò per quattro stagioni e divenne per due volte miglior giocatore della Missouri Valley Conference nella NCAA.

Kyle Korver ha presenziato alla cerimonia annuale delle consegne di laurea per un gruppo di studenti di Creighton, tenendo un discorso.

Uno dei passaggi più divertenti Korver lo ha dedicato ad un curioso “scambio” in cui l’ex giocatore di Cleveland Cavs e Chicago Bulls fu coinvolto pochi minuti dopo essere stato selezionato con la scelta numero 55 al draft NBA 2003.

Kyle Korver fu selezionato dagli allora New Jersey Nets e ceduto ai Philadelphia 76ers per 125mila dollari. Nel suo discorso il giocatore ha ricordato che parte di quella somma fu utilizzata dai Nets per acquistare… una nuova fotocopiatrice da ufficio!

Non credo che ‘scambio’ sia la parola giusta. Fui girato ai 76ers in cambio di una allora non meglio precisata somma di denaro, ed ho poi saputo che (i Nets, ndr) usarono i soldi per iscriversi ad una summer league, e col resto acquistarono una fotocopiatrice. Per cui, quando mi chiederanno: qual è il tuo valore di mercato? Risponderò: più o meno quello di una fotocopiatrice“.

Ma è OK” Chiosa Korver “Perché la fotocopiatrice si è rotta un paio di anni fa, mentre io sono ancora qui“.

Cinque pretendenti per Tobias Harris, Jazz e Pacers le soluzioni ideali?

tobias harris

Sarebbero almeno cinque le squadre interessate a Tobias Harris dei Philadelphia 76ers in estate.

Sulle piste dell’ala ex Los Angeles Clippers, uno dei pezzi pregiati del prossimo mercato dei free agent, I Sacramento Kings, gli Utah Jazz, i Dallas Mavericks, gli Indiana Pacers ed i Brooklyn Nets.

Chiusa con un’eliminazione al secondo turno dei playoffs per mano dei Toronto Raptors la stagione, i Sixers si preparano ad affrontare l’estate e la free agency di Harris, Jimmy Butler e J.J. Redick. La proprietà della squadra si è già da mesi impegnata informalmente nel cercare di trattenere entrambi i nuovi acquisti stagionali, portati a Philadelphia col solo obiettivo di competere per il titolo NBA.

Un’operazione fattibile certo, ma che comporterebbe un esborso davvero imponente. Jimmy Butler, autore la settimana scorsa di un criptico post Instagram, esige un contratto al massimo salariale (l’ex Twolves è eleggibile per un quinquennale da circa 188 milioni di dollari a Philadelphia, o per un quadriennale da circa 155 altrove).

Lo stesso tipo di accordo che anche Tobias Harris potrebbe richiedere. L’ex Clippers e Pistons non ha lo stesso background di Butler (Harris non è mai stata convocato per un All-Star Game, ne è mai stato inserito tra i migliori quintetti NBA, al contrario del suo compagno ai Sixers) ma è un giocatore quotato, un’ala versatile, con grandi doti offensive e tiro dalla distanza (18.2 punti e 7.9 rimbalzi di media in 27 partite con la maglia dei 76ers).

Al pari di Philadelphia, Jazz, Nets, Mavs, Pacers e Kings potranno offrire a Harris un contratto al massimo salariale.

le soluzioni Utah e Pacers paiono, da un punto di vista tecnico, le più adatte: i Jazz hanno un gran bisogno di un secondo realizzatore che tolga pressione alla giovane star Donovan Mitchell, e discorso analogo vale per gli Indiana Pacers, che dovranno a loro volta però risolvere le free agency di giocatori come Bojan Bogdanovic, Thaddeus Young e Darren Collison.

James Ennis III e Dwight Powell saranno free agent, non eserciteranno la player option

james ennis

Sarà un’estate caldissima quella che aspetta James Ennis III, l’ala piccola dei Philadelphia 76ers ha infatti deciso di non esercitare la sua player option da 1.8 milioni e sarà unrestricted free agent.

Stesso discorso vale per l’ala grande dei Dallas Mavericks Dwight Powell, che rinuncerà a 10.2 milioni per diventare anche lui free agent.

Ennis III nel 2018, aveva firmato un contratto di due anni con gli Houston Rockets per poi essere scambiato con i Sixers prima della trade deadline. La capacità di essere decisivo in uscita dalla panchina, su entrambi i lati del campo, ha messo in luce il giocatore californiano che ha fatto registrare 7.5 punti di media in 21 minuti di utilizzo durante i playoffs.

C’è aria di pluriennale quindi, e sarebbe il primo in carriera per Ennis, che ha vestito in carriera 6 maglie diverse in 5 stagioni senza mai trovare una vera e propria casa.

Il contratto firmato da Dwight Powell con i Mavericks risale al lontano 2016. 37 milioni in 4 anni, con l’opzione per uscire dal contratto nel suo ultimo anno, proprio quello che ha deciso di fare il nativo di Toronto. Nella passata stagione con i Mavs ha fatto registrare il suo massimo in carriera per punti segnati. 10.6 punti di media a partita in 21.6 minuti.

Movimentati anche per Powell i primi passi nella NBA: scelto degli Charlotte Hornets al secondo giro nel 2014, scambiato dopo nemmeno un mese ai Cleveland Cavaliers. A inizio stagione ancora una trade ed il trasferimento a Boston con i Celtics.

Boston che poi lo avrebbe incluso nell’affare Rajon Rondo, 3 mesi dopo il suo arrivo. Da qui l’arrivo a Dallas con cui conclude la stagione e firma poi il suo primo contratto pluriennale.

Per James Ennis III è il momento della consacrazione. Per Dwight Powell quello della riconferma, la corsa ai free agent sta per partire.

76ers, Jimmy Butler ai saluti via Instagram? “Philly, grazie di tutto”

jimmy butler instagram

Jimmy Butler ringrazia Philadelphia, i tifosi e la squadra via Instagram, addio o gratitudine per un ambiente che lo ha accolto a braccia aperte?

Una foto in maglia 76ers, ed un semplice messaggio: “To Philly. And my teammates. THANK YOU” ad accompagnare il post pubblicato nella giornata di venerdì dalla star dei Philadelphia 76ers Jimmy Butler.

Parole che suonano come un sentito messaggio di addio ai Sixers, dopo soli 5 mesi di permanenza. Butler sarà in estate un dei free agent più ambiti, ed i playoffs di grande spessore disputati hanno confermato il grande valore del prodotto di Marquette come leader, difensore, trattatore della palla e giocatore decisivo nei finali di gara.

Los Angeles Clippers, New York Knicks, Brooklyn Nets, Los Angeles Lakers oltre ovviamente ai 76ers le squadre interessate a Butler. Un Butler che non ha mai nascosto l’intenzione di puntare, a Philadelphia o altrove, al contratto al massimo salariale per il quale sarà eleggibile a partire dal prossimo 30 giugno (NBA permettendo!).

All’indomani della sconfitta in gara 7 delle semifinali della Western Conference contro i Toronto Raptors, i Sixers hanno confermato la fiducia a coach Brett Brown, figura stimata in spogliatoio. La squadra ha mostrato in soli 3 mesi di convivenza (dopo l’arrivo di Tobias Harris dai Los Angeles Clippers a febbraio) grandi potenzialità e margini di miglioramento, ma – come Butler – altre due pedine fondamentali come Harris e J.J. Redick diventeranno free agent in estate.

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to philly. and my teammates. THANK YOU. ❤️❤️

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Jimmy Butler, ecco dove firmerà secondo i bookmakers a stelle e strisce

Jimmy Butler è stato protagonista di diverse questioni che hanno caratterizzato questa stagione NBA, che si avvia alla sua conclusione. L’attuale giocatore dei Philadelphia 76ers ha infatti iniziato l’annata vestendo la casacca dei Minnesota Timberwolves. E’ poi stato il centro di una tempesta mediatica, generata da lui stesso con dichiarazioni scottanti, che l’ha portato ad essere scambiato verso Est, appunto, a Philadelphia. Ora tuttavia, dopo soli pochi mesi, la sua permanenza nella squadra allenata da Coach Brett Brown già non è più assicurata: in estate diventerà free-agent.

Butler non è nuovo, né tanto meno riluttante, secondo le sue stesse parole, ad essere visto come il cattivo ragazzo della situazione. Proprio questa sua attitudine verso l’anarchia decisionale, abbastanza aliena alle normali dinamiche contrattuali della lega, porta la sua free-agency ad essere oggetto di incertezza.

I Sixers hanno sacrificato moltissimo in fatto di profondità di roster per acquisirlo. Il che farebbe pensare non abbiano altra scelta, se non quella di riportarlo in squadra, pena il rischio di trovarsi tra le mani un’assenza davvero difficile da colmare, praticamente impossibile con i pochi giocatori di livello che rimarranno sotto contratto. La franchigia, infatti, non dovrà vedersela solo con la vacanza contrattuale del suo numero 23, ma anche con quella di altri due giocatori fondamentali: Tobias Harris e JJ Reddick.

C’è da dire che Jimmy Butler avrebbe la possibilità di esercitare un’opzione giocatore per rinnovare il suo contratto da 19.8 milioni per un’altra stagione. L’ex giocatore di Minnesota, tuttavia, l’ha ripetuto più volte: il suo obiettivo è ottenere un contratto al massimo salariale in questa offseason, benché si stia affacciando verso i suoi 30 anni. Quali sono allora le franchigie favorite, almeno secondo i bookmakers d’oltreoceano, ad accasarsi le sue prestazioni per la prossima stagione?

1. Philadelphia 76ers

Le quotazioni di un possibile ritorno del giocatore nella sua attuale squadra sono le più basse: -150. Ciò significa che una puntata di 150$ renderebbe indietro solo 100$. Scelta scontata allora per gli scommettitori americani? Probabilmente sì, e sarebbe dovuto al forte movente economico, apertamente dichiarato da Butler stesso, alle spalle della decisione.

I Sixers, avendolo attualmente sotto contratto, hanno infatti la possibilità di offrirgli più denaro di qualsiasi altra franchigia: 188 milioni di dollari spalmati in 5 anni. Tutte le altre, invece, non potrebbero superare i 141, da distribuire in sole 4 annate. Se il giocatore andrà dunque davvero alla ricerca della pentola d’oro tanto decantata nelle ultime settimane, è evidente che questa sia la scelta più ovvia per lui.

I contratti, però, devono sempre essere firmati da due mani diverse, e in questo caso l’incognita potrebbe risiedere dal lato di Philadelphia. Non è da dare per scontato, in effetti, che la squadra appena eliminata dai Playoff abbia intenzione di legarsi con un contratto così pesante e vincolante a un giocatore che alla scadenza dell’accordo avrà ben 35 anni.

Butler, dalla sua, ha dimostrato in questa postseason di poter valere tutti i soldi che andrebbero investiti in questo accordo, registrando ben 19 punti, 6 rimbalzi e 5 assist di media. Il tutto condito dalla sua ottima difesa (1.5 palle rubate a partita) e da tanta intensità, fisica e mentale.

SECONDA OPZIONE>>>

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Philadelphia 76ers, coach Brett Brown confermato per la prossima stagione

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Coach Brett Brown rimarrà sulla panchina dei Philadelphia 76ers per la prossima stagione, l’ex assistente di Gregg Popovich ed il general manager Elton Brand si sono già incontrati per discutere di draft e mosse estive.

La notizia è stata riportata da Adrian Wojnarowski di ESPN. Nei giorni scorsi alcuni report avevano dato come in forte rischio la posizione di coach Brown in caso di eliminazione precoce per i Sixers, ed immediatamente dopo la sconfitta di gara 7 delle semifinali della Western Conference contro i Toronto Raptors, giocatori come Joel Embiid e J.J. Redick avevano difeso l’operato di Brown, augurandosi una sua conferma.

Coach Brown ha fatto un grandissimo lavoro“ Così Embiid “Credo che anche lui, come noi, sia cresciuto molto quest’anno, abbiamo imparato tanto. A scendere in campo siamo noi giocatori, non credo che il coach abbia qualcosa di cui temere. E’ un bravo allenatore, una grande persona… se c’è qualcuno a cui dare la colpa (per l’eliminazione, ndr) sono io, prendetevela con me“.

Tra i nodi estivi da risolvere per Brown, Brand ed i Philadelphia 76ers le free agency di Jimmy Butler, Tobias Harris e J.J. Redick. La proprietà della squadra ha da tempo reso nota l’intenzione di trattenere sia Butler che Harris, acquisiti via trade durante questa stagione per tentare l’assalto al titolo NBA.

Endorsement pubblici per coach Brett Brown sono arrivati da tante voci dello spogliatoio 76ers nelle ore successive l’eliminazione: Mike Scott, altro arrivo in corsa e prossimo free agent, ha dato la sua disponibilità a rifirmare con Philadelphia per avere ancora la possibilità di giocare per l’ex capo allenatore della nazionale australiana.

 

76ers, Joel Embiid difende coach Brett Brown: “Lui via? No, la colpa è mia”

embiid difende brett brown

Joel Embiid difende il suo allenatore Brett Brown dopo la sconfitta in gara 7 delle semifinali della Eastern Conference.

Il progetto Philadelphia 76ers si è infranto contro i quattro, vincenti rimbalzi sul ferro del tiro di Kawhi Leonard, a battere sirena ed Embiid in estensione piena alla Scotiabank Arena di Toronto, e la corsa dei “Phantastic 5”, assemblati per puntare alla finale NBA, si è chiusa con due turni di anticipo.

I Sixers hanno giocato una gara 7 a viso aperto, senza subire il fattore campo avverso ed impattando la partita sul finale con Jimmy Butler prima del tiro di Leonard. Pochi minuti dopo la sconfitta, il prossimo free agent J.J. Redick ha lodato la grande unità d’intenti e la coesione di un gruppo assemblato in corsa da Elton Brand, neo general manager della squadra, e la disperazione dei giocatori – di Embiid in particolare – racconta più di ogni parola la delusione vissuta oggi a Philadelphia.

Eppure, tanto cameratismo potrebbe non bastare per salvare la panchina di Brett Brown.

Brown siede sulla panchina dei Sixers dal 2013, agli albori del progetto “The Process” lanciato dall’allora gm Sam Hinkie. Sotto la sua guida la squadra ha superato una delle fasi più buie della sua storia e si è issata ai vertici della Eastern Conference:

Coach Brown ha fatto un grandissimo lavoro Così EmbiidCredo che anche lui, come noi, sia cresciuto molto quest’anno, abbiamo imparato tanto. A scendere in campo siamo noi giocatori, non credo che il coach abbia qualcosa di cui temere. E’ un bravo allenatore, una grande persona… se c’è qualcuno a cui dare la colpa (per l’eliminazione, ndr) sono io, prendetevela con me“.

Brett Brown, 58 anni, ha un contratto che si estenderà sino alla fine della stagione 2021\22.

Dramma 76ers, Embiid scoppia in lacrime: “Sconfitta inspiegabile, fa schifo”

E’ davvero difficile immaginare un modo peggiore per vedere le proprie speranze infrante in una corsa Playoff NBA. Un tiro sulla sirena finale di gara 7, che rimbalza in modo canzonatorio quattro volte sul ferro, prima di far muovere la retina ed assegnare la vittoria del turno ai rivali. Allora ecco che le emozioni negative diventano difficili da trattenere. Soprattutto sei ti chiami Joel Embiid, stavi marcando proprio l’avversario che ha segnato in quel modo, e sei il giocatore simbolo della tua squadra, i Philadelphia 76ers.

E davvero non è facile accettare di perdere in questo modo così beffardo, segnando 21 punti, afferrando 11 rimbalzi e giocando 45 minuti su 48. Il camerunense ha dato veramente tutto se stesso nella serie, che lo ha visto tuttavia salutare la postseason, per il secondo consecutivo, al secondo turno.

Embiid non aveva mai giocato così tanti minuti in una partita regolamentare, da quattro quarti, per i suoi 76ers, come riportato da Dave McMenamin, per ESPN. Il numero 21 ha parlato così, amareggiato, in conferenza stampa:

“Perdere in quel modo, sull’ultimo tiro, dopo una partita combattuta con le unghie e con i denti. Mi sembrava avessimo una possibilità. Ora un sacco di cose ti attraversano la mente. E’ una sconfitta inspiegabile, fa schifo

Il giocatore chiave di Philadelphia, soprannominato “The Process” dai tifosi, proprio per simbolizzarne l’importanza all’interno del progetto del processo di crescita dei 76ers, ha risposto ad una domanda che gli chiedeva a che punto di questo percorso sentisse di trovarsi:

“Non mi interessa davvero nulla del “The Process” in questo momento”

Durante gli attimi subito successivi alla fine delle ostilità, comunque, non sono mancati i gesti di rispetto da parte dei giocatori rivali di Toronto. Lo stesso Embiid ha voluto rimarcare quello del centro avversario, Marc Gasol:

“Marc ha molta classe, ho molto rispetto per lui. Non vi riporterò le sue parole, ma ci teneva a dirmi che sarò di nuovo qui, più avanti nella mia carriera. Semplicemente lo rispetto molto ed è un bravo ragazzo.”