Amici di Serie A Beko Passion, torniamo oggi con la nostra rubrica “Diventeranno Famosi” parlando di un ragazzo al secondo anno nella massima serie, che si è già espresso su buoni livelli lo scorso anno, il suo nome è Diego Flaccadori.
Italia, terra di santi poeti e… guardie tiratrici? Dalle ultime edizioni delle selezioni giovanili della nazionale sembrerebbe di si. Atleti come Michele Vitali, Stefano Tonut, Federico Mussini e Amedeo Della Valle sono tra i nostri migliori giocatori a livello giovanile e sono tutti esterni. Il diciottenne Diego Flaccadori rappresenta pienamente il prototipo di guardia italica degli anni dieci, altezza (193 cm) da playmaker ma gran capacità di attaccare il canestro in entrata e di giocare il pick and roll,.
Originario di Cenate Sopra nel bergamasco, il ragazzo ora alla Dolomiti Energia Trento, viene “iniziato” al gioco da suo nonno Adelo Bianchi, che gli ripete come un mantra di non montarsi mai la testa, di presentarsi al campo di allenamento tenendo in mente che c’è qualcuno più forte da raggiungere e superare. Gli insegnamenti del nonno, insieme alla voglia di fare del basket il proprio lavoro oltre che la propria passione, pagano e Flaccadori inizia a muovere i primi passi nel basket nella Blu Orobica di Bergamo, in seguito nel 2013 inizia la sua avventura in Legadue Silver alla Remer Treviglio.
Nell’aprile del 2014 arriva la chiamata della nazionale under 18 di coach Capobianco, per il torneo Schweitzer di Manheim (Germania), ritenuto dagli addetti ai lavori un vero e proprio mondiale under 18. L’esperienza tedesca è un continuo crescendo che si conclude in trionfo, la nazionale in finale vince contro gli USA, no non stiamo parlando dell’Unione Sarti Atletici ma proprio della nazionale giovanile americana. Erano 31 anni che l’Italia non vinceva il torneo, le due punte di diamante di quella squadra sono proprio Flaccadori e Federico Mussini, i due sono amici dai tempi della nazionale Under 16 e viste le loro capacità offensive vengono paragonati a Klay Thompson e Steph Curry, gli splash brothers di Golden State. Dopo gli europei under 18 in cui Diego e Federico segnano il 54% dei punti della squadra, il nome di Flaccadori ormai inizia a circolare tra gli osservatori di Serie A.
Tra le società che lo seguono alla fine del campionato, c’è anche Varese del neocoach Gianmarco “Pozz” Pozzecco. L’ex playmaker della nazionale fa una corte spietata alla guardia bergamasca , offrendogli molti minuti in campo e anche di più: in un’intervista rilasciata a Yahoo Sport Flaccadori racconta che incrociando l’allenatore di Varese fuori alla palestra di allenamento, questi gli abbia detto: “Dai, Flack, lo sappiamo che sei una testa di c***o! Adesso firma che andiamo a berci assieme una birra”.
Però la scelta di “Flacks” è quella di firmare un contratto quinquennale alla Dolomiti Energia Trento, una neopromossa con una solida struttura societaria, grandi ambizioni e grande fiducia nei suoi giocatori italiani (Davide Pascolo e Filippo Baldi Rossi tra gli altri). Coach Buscaglia avvisa il diciottenne orobico che in Serie A l’impatto fisico sarebbe stato tosto ma lo spinge a non scoraggiarsi alle prime difficoltà. Flaccadori risponde presente e si guadagna qualche minuto in campo in una squadra che è la vera rivelazione del campionato, Trento arriva quarta in stagione regolare e perde ai quarti con la Dinamo Sassari.
Per la stagione in corso la squadra trentina parte con la voglia di proseguire sulla falsariga di quella precedente e ingaggia come Playmaker l’esperto Peppe Poeta, che già alla seconda giornata di campionato ha sfoderato una prestazione monstre (23 punti) nella clamorosa vittoria di Trento contro Cremona. Diego Flaccadori dovrà migliorare ancora di più per guadagnare qualche minuto dalla point guard di Battipaglia, d’altronde la convinzione nei propri mezzi e al contempo la conoscenza dei propri difetti non manca a questo ragazzo, che sa di dover lavorare sulla velocità di esecuzione nel tiro in sospensione e soprattutto sulla difesa. Sui modelli da imitare invece sembra avere le idee abbastanza chiare citando in più di un’intervista Dimitris Diamantidis, e con un modello del genere come non augurargli un posto di rilievo nella prossime edizioni della nazionale?
Per Nba Passion
Francesco Fevola


