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La nazionale italiana di basket in carrozzina chiude al secondo posto il Campionato del Mondo che si è giocato a Ottawa in Canada, e raggiunge così il risultato agonistico più alto della propria storia. Nonostante la sconfitta in finale, l’unica dell’intera manifestazione, contro la fortissima Australia per 81-57, l’Italia ha giocato un Mondiale di alto livello. Un argento che rappresenta la prima medaglia iridata per la nazionale azzurra, partita senza i favori del pronostico ma cresciuta partita dopo partita, fino ad imporsi come indiscussa sorpresa e grande protagonista.
La partita
La finale è complessa fin dai primi minuti: l’Australia aggredisce la partita mettendo in campo una difesa pressing a tutto campo che complica i piani degli azzurri, che faticano a trovare soluzioni fluide in attacco e di conseguenza soffrono in difesa. Il primo quarto si chiude con gli australiani avanti 21-14, con l’Italia che cerca di limitare lo svantaggio con un Papi che lentamente si mette in partita, diventando il principale riferimento offensivo azione dopo azione (saranno 13 i punti alla sirena per il rimano, con 6/8 dal campo). Nel secondo quarto l’Italia si concede un po’ di speranza, ricuce lo svantaggio fino a soli due possessi e per buona parte del periodo dà l’impressione di essersi rimessa in carreggiata dopo un inizio duro, un po’ come successo in semifinale con la Gran Bretagna. Tuttavia le speranze si rivelano presto vane: l’Australia – nonostante diversi minuti in panchina della propria stella Jeylen Brown, condizionato dai falli nella prima metà di match – ritrova linfa in attacco e, complici un paio di ingenuità proprio nei possessi finali, l’Italia ripiomba all’intervallo lungo sotto di 16. Il terzo quarto spegne presto ogni tentativo di rimonta dei ragazzi di coach Castellucci, che non trovano la forza per tornare a contatto. L’ultimo periodo è di fatto una lunga attesa per un verdetto già scritto. Australia campione del mondo per la terza volta dopo il 2010 e il 2014 e Italia con una prestigiosa e impronosticabile medaglia d’argento al collo.
“C’è amarezza per questa finale, non possiamo nasconderlo”, dice coach Castellucci alla sirena; “Ma dobbiamo guardare all’intero percorso che abbiamo fatto in questo Mondiale, a come abbiamo scalato le gerarchie mondiali con organizzazione, voglia, cuore e coraggio. Ci portiamo a casa un risultato che fa bene a tutto il movimento e a questi ragazzi”.
Gli fa eco anche il giovane Joel Boganelli, tra i migliori del torneo: “C’è rammarico e forse anche rabbia perché sappiamo di non aver giocato come sappiamo. Ma abbiamo una medaglia d’argento al collo, qualcosa di incredibile che deve renderci orgogliosi e da cui ripartire per il prossimo futuro”.
Riconoscimento individuale di tutto prestigio per capitan Filippo Carossino, premiato nel quintetto ideale della manifestazione.

