Gli Wizards non eserciteranno la team option su Jabari Parker

jabari parker

Gli Washington Wizards non eserciteranno la team option sul secondo anno di contratto dell’ala Jabari Parker, come riportato da Chris Haynes di Yahoo Sports.

La squadra sarebbe pronta però a rinegoziare un nuovo accordo col giocatore, che diventerà free agent a partire dal 30 giugno 2019. La mossa servirà a dare un poco di respiro agli Wizards, il cui payroll rimane comunque uno dei più onerosi del’intera lega.

Jabari Parker era arrivato a Washington lo scorso 7 febbraio in una trade che aveva coinvolto il compagno di squadra ai Chicago Bulls Bobby Portis e Otto Porter Jr degli Wizards. Haynes parla di “interesse comune” di squadra e giocatore di raggiungere un nuovo accordo.

Parker aveva firmato nell’estate 2018 un biennale da 40 milioni di dollari (team option sul secondo anno) con i Chicago Bulls dopo 4 anni passati ai Milwaukee Bucks e due gravi infortuni alle ginocchia.

Jabari Parker, nuovo contratto? Anche Portis, Satoransky e Bryant saranno free agent

L’arrivo via Chicago di Jabari Parker e Bobby Portis non è però servito a Bradley Beal e compagni per centrare una qualificazione ai playoffs in una stagione difficile sin dall’inizio, e complicata ulteriormente dagli infortuni di Dwight Howard prima e di John Wall poi.

Il front office degli Wizards, tutt’oggi ancora privo di una “testa” dopo la cacciata dello storico GM Ernie Grunfled, sara chiamato in estate a scelte importanti, riguardanti la free agency di Tomas Satoranky, Bobby Portis e Thomas Bryant.

Satoransky e Bryant sono state le due note positive della brutta stagione nella capitale. I due giovani si sono rivelati giocatori di ruolo affidabili e di valore. Bobby Portis, giocatore prezioso e con capacità di aprire il campo, ha fornito numeri solidi nelle 19 partite sinora disputate in maglia Wizards, e nei giorni scorsi alcune fionti avevano riportato di un interesse di LakersClippersJazzBucksMagic e Knicks per l’ex Bulls.

Così a fine stagione Bradley Beal su Jabari Parker: “Mi piace tantissimo come giocatore. Jabari è versatile, può giocare spalle a canestro, da esterno… lo si può mettere ovunque in campo, mi è piaciuto tantissimo giocare con lui e credo che Jabari possa essere un pezzo importante del nostro futuro“.

Rumors Bradley Beal: estensione contrattuale con i Washington Wizards?

Bradley-Beal-mercato

Nonostante Bradley Beal sia costantemente al centro di rumors che lo vedono lontano dai Washington Wizards, il n°3 potrebbe restare nella capitale statunitense.

Secondo quanto riportato da Adrian Wojnarowski, i Wizards non hanno nessuna intensione di cedere il proprio all star, bensì sarebbero disposti ad offrirgli una nuova estensione contrattuale.

“Tutti nella lega hanno provato a prendere Bradley Beal. Non lo scambiano”, ha detto Woj. “A luglio sarà eleggibile per un’estensione contrattuale da 111 milioni di dollari in 3 anni. Ho saputo che gliela offriranno e proveranno a tenerlo”.

Attualmente rimangono solo due anni del contratto quinquennale dal valore di 128 milioni di dollari, e molto inferiore dunque rispetto ad un eventuale triennale da 111 milioni.

Nelle ultime ore diversi rumors davano Bradley Beal molto vicina alla cessione, con due squadre principalmente interessate: Boston Celtics e New Orleans Pelicans.

I Celtics hanno necessità di trovare una nuova star, a causa dell’imminente addio di Kyrie Irving e Al Horford. I Pelicans vogliono invece migliorare ancora di più il proprio roster, ricco di giovani dalle grandi potenzialità, sfruttando la quarta scelta al draft ricevuta dai Lakers nella trade per Anthony Davis.

La dirigenza vorrebbe provare a costruire quindi una squadra competitiva attorno alla shooting guard. Probabile anche la permanenza nel roster di John Wall, che con un contratto da 170 milioni in 4 anni difficilmente riuscirà ad essere ceduto.

Free agency Bobby Portis, Lakers e Bucks tra le squadre interessate

Numerose squadre hanno mostrato interesse nel firmare Bobby Portis nella prossima free agency. Secondo quanto riportato da Chase Hughes diNBC Sports, tra queste vi sarebbero LakersClippersJazzBucksMagic e Knicks.

Portis ha iniziato la stagione con la maglia dei Chicago Bulls, franchigia che lo aveva selezionato al draft con la ventiduesima scelta assoluta nel 2015. Ha rifiutato un’estensione contrattuale da $50 milioni in più anni con la squadra dell’Illinois.

Successivamente è stato scambiato in prossimità della trade deadline ai Washington Wizards, nell’ambito dell’affare che ha coinvolto anche Jabari Parker e Otto Porter Jr.

Non è chiaro il tipo di contratto che verrà offerto a Bobby Portis nella prossima free agency, ma di certo gli consentirà di percepire più dei $2.5 milioni attuali.

Con ogni probabilità i Wizards gli estenderanno una qualifying offer dal valore di circa 3,6 milioni di dollari, facendolo diventare un restricted free agent. Gli stessi non dovrebbero invece trattenere Jabari Parker, che presenta una team option da 20 milioni per la prossima stagione.

La franchigia dovrebbe avere 89 milioni di dollari di contratti garantiti per la prossima stagione. Dopo il deludente 2018/2019 conclusosi con l’undicesimo posto nella Eastern Conference ed il conseguente mancato accesso alla postseason, proveranno a rilanciarsi.

Nel corso dell’ultima stagione ha realizzato 14.2 punti e 8.1 rimbalzi in 50 match disputati.

Washington Wizards, si farà di tutto per arrivare al GM Raptors, Masai Ujiri

I Toronto Raptors sono ad un passo da un titolo storico. Sono infatti in vantaggio per 3-1 sui due volte campioni in carica dei Golden State Warriors nelle Finali NBA. La squadra di Toronto non è stata formata tramite scelte alte al Draft o approdi di giocatori importanti tramite il mercato dei free-agents. Piuttosto, il roster attuale è stato costruito tramite le mosse abili del GM della franchigia: Masai Ujiri, oggi nel mirino dei Washington Wizards.

Da quando è salito in carica come General Manager dei canadesi, nel 2013, è stato in grado di migliorare costantemente la squadra. L’ha trasformata, dall’essere una delle tante che lottano ogni anno per un posto playoff nella Conference orientale, in una squadra ad un passo dal titolo. Ci è riuscito senza mai rinunciare a lasciare spazio ad impegno e miglioramento in campo, non avendo mai puntato a perdere di proposito per accaparrarsi prime scelte al Draft. E’ stato, piuttosto, in grado di mettere insieme questo gruppo tramite scambi azzeccati e scelte basse sviluppate sapientemente in grandi giocatori: vedi Pascal Siakam, protagonista delle Finali attuali, selezionato con la numero 27 del 2016.

Toronto Raptors 2018/2019

Il fiore all’occhiello del curriculum dell’executive di Toronto, ad oggi, è rappresentato dallo scambio che nella scorsa estate ha portato in Canada Kawhi Leonard. Il giocatore, diventato l’idolo di tutta una nazione, è giunto ai Raptors tramite un accordo con i San Antonio Spurs. Ujiri spedì in Texas l’allora giocatore franchigia Demar Derozan e il giovane Jacob Poeltl in cambio di Leonard e di Danny Green. Oggi, per quanto i due stanno facendo in questi playoff, l’affare, all’epoca visto come un azzardo, è considerato un successo assoluto e un’intuizione da maestro.

La situazione di Washington è tragica: non hanno grandi assetti, giovani o scelte che siano, e devono subire il peso di alcuni contratti particolarmente gravosi. Su tutti quello da 170 milioni di dollari di John Wall, che non scadrà prima del 2023. Il playmaker sta attualmente affrontando un infortunio al tendine di achille, che lo potrebbe tenere lontano dal parquet per l’intera prossima stagione. Per la franchigia, Ujiri potrebbe essere l’uomo giusto per ricostruire qualcosa di solido dalle macerie degli Wizards.

Secondo quanto riportato da Jack Baer, per Yahoo Sports, la società sarebbe pronta a fare follie per accaparrarselo. Sarebbero disposti a promettergli, infatti, uno stipendio da almeno 10 milioni annui e una parte azionaria e di controllo sulla “Monumental Sports and Entertainment“, società che controlla non solo gli Wizards, ma anche la Capitol One Arena e la squadra di hockey della città, i Capitals.

Dovesse arrivare un’offerta del genere, per quanto fatto bene a Toronto, sarebbe davvero difficile rifiutarla, per Ujiri. Ad oggi, tuttavia, non si hanno ancora notizie ufficiali, ed il GM sembrerebbe ancora impegnato a tifare per i suoi Raptors nelle Finals. Senza dubbio, dopo la conclusione della stagione, si avranno notizie più certe a riguardo.

Bradley Beal non chiederà una trade, ma il tempo a Washington stringe

Bradley Beal trade

La mancata nomina di Bradley Beal in uno dei primi tre quintetti NBA per la stagione 2018\19 ha reso per la star degli Washington Wizards un poco meno vantaggiosa economicamente una permanenza nella capitale, e per contro un poco più facile la strada per una trade per le squadre interessate al talento da Florida.

Il contratto di Bradley Beal scadrà solo nel 2021, ma il giocatore è già in potere di rinegoziare con la sua squadra d’appartenenza un rinnovo contrattuale al massimo salariale. Il mancato ingresso in uno dei tre quintetti All-NBA ha vanificato per Beal la possibilità di richiedere la “supermax extension” (Designated Veteran Player Extension) agli Wizards, e dunque la possibilità di ottenere un contratto ancora più vantaggioso.

In caso di nomina, Beal sarebbe stato eleggibile per un’estensione quinquennale da 191 milioni di dollari (quella che spetterà a Damian Lillard dei Portland Trail Blazers, ad esempio). L’ex Florida Gators potrà ora invece “accontentarsi” di un contratto da 158 milioni di dollari complessivi. I circa 30 milioni in meno, uniti allo stato disastrato delle finanze e del roster attuale dei suoi Washington Wizards, potrebbero presto aprire uno spiraglio per Bradley Beal, e per squadre interessate ai suoi servigi.

Beal, 26 anni e reduce da una stagione da 25.6 punti, 5 rimbalzi e 5.6 assist a partita, non chiederà, almeno in questa fase, agli Washington Wizards di essere lasciato libero.

Ma il tempo per la squadra della capitale per raccogliere i cocci di un’annata negativa sotto (quasi) ogni aspetto, stringe. Gli Wizards sono al momento ancora privi di un general manager, dopo la cacciata dello storico Ernie Grunfeld ed il “no” incassato da Tim Connelly, demiurgo dei nuovi Denver Nuggets.

Coach Scott Brooks è sopravvissuto alla stagione, Kelly Oubre Jr, Markieff Morris, Otto Porter Jr si sono invece trasferiti presso altri lidi per ragioni salariali. In estate i contratti dei neo acquisti Jabari Parker (team option) e Bobby Portis scadranno, assieme a quelli dei giovani Tomas Satoransky e Thomas Bryant, uniche note positive – eccetto Beal – della stagione degli Wizards.

Dwight Howard, apparso per sole 9 partite nel 2018\19, sarà invece ancora a libro paga per un’altra stagione ed oltre 5 milioni di dollari. Jeff Green è in scadenza e destinato a cambiare aria, così come Trevor Ariza.

In un contesto di totale ricostruzione (sulla quale aleggia come un ectoplasma il contratto al massimo salariale dell’infortunatissimo John Wall), Bradley Beal è la sola certezza. La draft lottery 2019 ha riservato a Washington la sola nona chiamata assoluta, con la quale gli Wizards cercheranno un giocatore di impatto immediato, che assieme alla prima scelta 2018 Troy Brown Jr possa sostituire i veterani in partenza.

In qualsiasi momento dunque, magari già a stagione in corso, Bradley Beal potrebbe guardarsi attorno e richiedere una trade che, a 26 o 27 anni d’età e nel fiore della freschezza agonistica, possa valorizzare il grande talento offensivo della guardia da Florida.

Non sarebbe una mossa priva di precedenti: i colloqui tra i New Orleans Pelicans e le potenziali acquirenti per lo scontento Anthony Davis si riavvieranno a breve. Appena due stagione fa, il 27enne Paul George fece sapere a suoi Indiana Pacers di non avere alcuna intenzione di firmare la ricchissima supermax extension, chiedendo ed ottenendo una trade.

Quali squadre potrebbero permettersi già da oggi di “tentare” sia Bradley Beal che degli Washington Wizards in cerca di sollievo (salariale)? I Los Angeles Lakers sono pronosticati quale meta “logica” per un attaccante come Beal, ma qualsiasi trattativa che coinvolga – come contropartita – Brandon Ingram dovrà gioco forza concludersi prima della fine della stagione 2019\20, al termine della quale l’ex scelta assoluta numero 2 dei Lakers sarà eleggibile per la “rookie scale extension” (una scelta difficile per un giocatore di talento ma finora poco continuo come Ingram).

Gli Oklahoma City Thunder potrebbero permettersi un approccio più “conservativo” ed impostare una trattativa che coinvolga i contratti di giocatori come Steven Adams, Jerami Grant, Terrence Ferguson e\o del lungodegente Andre Roberson, sommati alla scelta numero 21 del prossimo draft.

La terza eliminazione consecutiva al primo turno di playoffs dei Thunder ha reso evidente la mancanza di attacco e tiro dalla lunga distanza dell’attuale roster in casa OKC. Le difficoltà fisiche di un Russell Westbrook ormai 30enne hanno iniziato a fare capolino in alcuni momenti della stagione, e l’infortunio alla spalla di Paul George ha di fatto sancito la fine dei sogni di gloria dei Thunder già a febbraio.

Un big three che comprenda anche Bradley Beal – sebbene atipico – avrebbe il pregio tecnico di alleviare ancora di più la pressione difensiva su Westbrook, ed il potenziale costo dell’operazione parrebbe sostenibile per la franchigia, che perderebbe certo il suo centro titolare (l’ottimo Steven Adams), e due giocatori (Grant, Ferguson) i cui minuti sarebbero però coperti dalla star degli Wizards. La prima scelta 2019,  o la futura disponibilità dei Thunder di accettare di accollarsi l’ultimo anno di contratto di Dwight Howard (se non – con un’operazione più complessa – quello monstre di Ian Mahinmi) potrebbero “addolcire la pillola” per Washington, qualora Bradley Beal dovesse decidere di cercare altrove una situazione degna del suo talento.

Wizards, nuovo parterre esclusivo alla Capital One Arena

parterre Capital One Arena

Per gli Washington Wizards questa non è stata una delle migliori stagioni degli ultimi anni. Anzi, in pre-season, gli uomini di coach Scott Brooks erano dati come una possibile outsider ad Est, visto il trio Wall-Beal-Howard a roster. Gli infortuni, però, hanno tagliato presto fuori la franchigia della capitale, la quale non è nemmeno riuscita a trovare un posto per i playoffs.

Purtroppo per i fan degli Wizards la stagione 2019-2020 non sarà probabilmente migliore, ma gli spettatori più facoltosi avranno almeno un nuovo luogo dove discutere di fanta-basket o di come sia stato possibile riuscire intasare a quel modo uno dei salary cap più onerosi dell’intera lega. Questo perché nella Capital One Arena verrà aggiunto un parterre a bordo campo di 300 metri quadrati (fonte Monumental Sports & Entertainment).

Jim Van Stone, President of Business Operations e Chief Commercial Officer del team di Washington, ha reso pubblico questo progetto. Van Stone ha anche dichiarato:

Washington DC è una delle città meglio collegate con il resto del mondo tra quelle americane. Per questo, il nuovo spazio alla Capital One Arena sarà il luogo ideale per lo sviluppo del nostro business, oltre che un’opportunità di incontro tra i tifosi. Questo parterre è il posto perfetto per i fan che vorranno socializzare tra loro, parlando di basket e non solo

Questo nuovo spazio sarà ribattezzato “The District” e, secondo la MSE, quello della Capital One Arena sarà il parterre più grande presente in un’arena NBA. In più la nuova area sarà accessibile a tutti i possessori del biglietto VIP di tutte le gare casalinghe degli Washington Wizards.

NBA Rumors: Masai Ujiri prossimo al trasferimento agli Wizards?

Nonostante i playoffs non siano ancora conclusi e le Finals siano ormai imminenti, gli NBA Rumors continuano ad essere più vivi che mai. Le ultime voci, nello specifico, riguardano l’attuale President of Basketball Operations dei Raptors Masai Ujiri, il quale sarebbe in procinto di abbandonare il Canada.

I RUMORS SU UNO TRA I MIGLIORI DIRIGENTI DEL PANORAMA NBA

Ujiri è nato il 1 Gennaio 1970 ed è di origini nigeriane. Dal 2013 è il GM dei Raptors, dopo 3 anni passati ai Nuggets.

In particolare, l’NBa Executive of the Year 2012-2013 sembrerebbe intenzionato a porre fine al suo lungo ciclo a Toronto, per spingersi verso una nuova sfida. Una delle mete che sembrerebbero pronte ad accoglierlo risulta essere, secondo Greg Brady di SportsNet 500, gli Washington Wizards, i quali sono reduci da un campionato piuttosto deludente.

Non vorrei alimentare voci su Ujiri agli Wizards che poi risulterebbero totalmente infondate. Ci sono molte squadre che vogliono sistemare il proprio roster e la propria dirigenza, ma secondo me ci sono ragionevoli possibilità che l’attuale executive dei Raptors vada a Washington. E’ possibile

Allo stato attuale, il classe 1970 Ujiri è uno dei migliori dirigenti del panorama cestistico americano. Da quando è arrivato ufficialmente nel grande Nord, infatti, i Raptors hanno effettuato un graduale miglioramento delle proprie prestazioni. Tale processo è poi culminato quest’anno grazie alla conquista delle NBA Finals, per la prima volta nella storia della franchigia. Ciò è stato possibile grazie alla grande intuizione del dirigente nigeriano, ossia il molto chiacchierato scambio estivo che ha portato Kawhi Leonard a Toronto. 

Ora però, l’ex GM dei Denver Nuggets, dopo il successo riscontrato in Canada, potrebbe accettare l’offerta per una nuova avventura, forse ancora più ardua di quella già intrapresa in passato approdando ai Raptors. Come già evidenziato in precedenza, infatti, Washington è in un momento di profonda crisi ed è alla ricerca della sua identità: con l’innesto di Ujiri una ricostruzione vincente potrebbe essere raggiungibile.

Gli Wizards offrono un contratto a Tim Connelly, presidente dei Denver Nuggets

wizards connelly nuggets

Alla ricerca del nuovo capo del front office dopo la cacciata di Ernie Grunfeld, gli Washington Wizards puntano tutto su Tim Connelly, President of Basketball Operations dei Denver Nuggets.

Come riportato da varie fonti tra cui Shams Charania e David Aldridge di The Athletic, gli Wizards hanno offerto a Connelly quattro anni di contratto ed una posizione “di primissimo piano” nel front office della squadra.

Gli Washington Wizards avevano ricevuto nei giorni scorsi il via libera da NBA e Nuggets per i colloqui con Tim Connelly.

Connelly è ai Denver Nuggets dal 2013 e da due stagioni ricopre l’incarico di President of Basketball OperationsSotto la sua direzione, il front office dei Nuggets ha selezionato giocatori come Jamal Murray, Gary Harris, Malik Beasley e soprattutto la stella della squadra Nikola Jokic.

Il proprietario degli Wizards Ted Leonsis aveva annunciato all’indomani del licenziamento di Grunfeld l’intenzione di attrarre a Washington “un grande nome” per l’incarico di general manager, affidando nel frattempo l’interim a Tommy Sheppard.

Tim Connelly aveva rinnovato il suo contratto con i Denver Nuggets lo scorso febbraio, adeguamento di cui cifre e durata non sono state rese note.

Washington Wizards in cerca di un GM: Rosas dei Rockets tra i candidati

Washington Wizards

I Washington Wizards sono in cerca di un nuovo general manager che vada a sostituire l’ormai ex Ernie Grunfeld.

Il primo nome sulla lista è quello di Gersson Rosas, che è stato intervistato per il posto da GM a Washington, come riportato da Fred Katz di The Athletics.

Sempre nella giornata di Lunedì gli Wizards hanno intervistato anche l’ex general manager degli Atlanta Hawks Danny Ferry, secondo quanto riferito da Candace Buckner del Washington Post. Ferry è stato il GM provvisorio dei New Orleans Pelicans prima dell’assunzione di David Griffin.

Gli Wasgington Wizards hanno una lista formata da 4 candidati per il posto di general manager. Oltre a Ferry e Rosas, ci sono anche i nomi di Tommy Sheppard, attuale presidente ad interim della squadra, e quello di Tim Connelly, President of Basketball Operations dei Denver Nuggets.

Secondo quanto riportato da Adrian Wojnarowski di ESPN, oltre a questi quattro nomi c’è anche quello di Troy Weaver, attuale executive degli Oklahoma City Thunder.

Rosas è attualmente Vice-President of Basketball Operations degli Houston Rockets e potrebbe essere un forte candidato per un posto vacante ai Minnesota Timberwolves. Per Rosas la stagione appena passata è stata la 16esima con i Rockets, la quinta nel suo attuale ruolo. Rosas è stato osservatore nazionale e internazionale e Player Development Assistant a Houston, ed è stato anche, per un breve periodo, general manager dei Dallas Mavericks nel 2013, prima di tornare a Houston.

La stagione degli Washington Wizards

In questa stagione gli Washington Wizards non hanno raggiunto i playoffs. Tra le cause, il grave infortunio di John Wall e alcuni giocatori che non hanno reso quanto ci si aspettava. Gli Wizards hanno terminato la stagione all’undicesimo posto nella Eastern Conference, con un record di 32 vittorie e 50 sconfitte, nonostante un roster che all’inizio dell’anno sembrava potesse arrivare tranquillamente in zona playoffs.

Dwight Howard esercita la sua player option, rimarrà agli Wizards

Howard-Wizards: esordio stagionale a rischio per il big man di Washington

Dwight Howard eserciterà la sua player option da 5.6 milioni di dollari complessivi e rimarrà agli Washington Wizards per una seconda stagione.

A riportare la notizia e Zach Lowe di ESPN, che cita fonti interne alla squadra. Dwight Howard aveva chiuso già a novembre una delle stagioni più deludenti della storia recente degli Washington Wizards, a causa di un problema alla schiena che ha richiesto un intervento chirurgico.

Per Dwight Howard solo 9 partite nella stagione 2018\19 (12.8 punti e 9.2 rimbalzi a partita in 25.6 minuti d’impiego). Stagione chiusa con un record di 32-50 dagli Wizards, e funestata dai problemi fisici di John Wall e dagli stravolgimenti del roster (via Otto Porter Jr e Kelly Oubre Jr, dentro Bobby Portis, Trevor Ariza e Jabari Parker), e terminata con il licenziamento dello storico general manager Ernie Grunfeld.

In assenza di Howard, coach Scott Brooks ha trovato minuti di qualità dal secondo anno da Indiana University Thomas Bryant, in scadenza di contratto ed eleggibile per una qualifying offer annuale da 3 milioni di dollari.

Gli Wizards dovranno inoltre affrontare in estate le scadenze contrattuali di Bobby Portis, Jabari Parker (team option sul secondo anno di contratto dell’ex Chicago Bulls) e Tomas Satoransky.

Washington Wizards, le possibili conseguenze in caso di selezione di Bradley Beal per un quintetto All-NBA

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Dietro la fallimentare stagione degli Washington Wizards, conclusasi con l’undicesimo posto nella Eastern Conference, si nasonde quella fantastica di Bradley Beal.

Complice la lunga assenza dell’infortunato John Wall, il n°3 si è dimostrato il leader indiscusso della franchigia della capitale statunitense, riuscendo a realizzare 25.6 punti, 5.5 assist e 5 rimbalzi di media, disputando tutte le 82 partite della regular season.

Le grandi prestazioni di Beal rischiano tuttavia di compromettere i piani futuri della dirigenza Wizards. La terza scelta assoluta del draft 2012 è infatti tra i principali candidati per i tre quintetti All-NBA, che verranno annunciati con ogni probabilità a fine maggio.

Bradley Beal-All NBA, le conseguenze economiche

Nell’eventualità in cui la shooting guard venga selezionata per far parte di un quintetto All-NBA (presumibilmente il terzo), avrà diritto a un contratto supermax. Questo tipo di accordo, in caso di intesa fra le parti coinvolte, entrerebbe in vigore a partire dal 2021-2022, e permetterebbe al giocatore di incassare 194 milioni di dollari in quattro anni.

Tale cifra rappresenterebbe addirittura il 35% del salary cap degli Wizards. Una situazione analoga a quella di John Wall, che a partire dalla prossima stagione guadagnerà 170 milioni distribuiti in 4 anni.

Se ciò si verificasse, Washington potrebbe vantare la presenza in squadra di due All-Star di livello. I loro contratti andrebbero però ad incidere su tre quarti dello spazio salariale disponibile, riducendo inevitabilmente il margine di manovra per andare alla ricerca di un cast di supporto adeguato.

John Wall, “Giocare la prossima stagione è un mio obbiettivo, ma non ne sono certo”

John Wall infortunio

John Wall ha dichiarato di non avere alcuna certezza riguardo la data del suo rientro in campo. La star dei Washington Wizards, operata lo scorso febbraio a causa della rottura del tendine d’Achille che lo ha costretto ha porre fine anzitempo alla sua stagione; non è sicuro della possibilità di giocare interamente la prossima stagione.

“Non ne ho ancora idea, questo è il mio obiettivo … questa è la mia mentalità, dove mi sto spingendo”, ha detto, “ma non lo saprò fino a quando non avrò il consenso dei dottori”. 

I problemi fisici del ventottenne potrebbero portare la dirigenza della franchigia della capitale statunitense a selezionare un giovane playmaker al prossimo draft. Ciò apparentemente non rappresenterebbe un problema per Wall.

“Bisogna fare il meglio per la squadra assicurandosi di avere i pezzi necessari”, ha detto Wall ai giornalisti, “E al mio ritorno può rappresentare un’ottima alternativa a me ”.

L’infortunio di Wall, così come quello di Dwight Howard, ha inevitabilmente condizionato la stagione dei Wizards, conclusasi con un deludente undicesimo posto nella Eastern Conference, con un record di 32-50. In 32 match disputati la point-guard ha realizzato 20.7 punti e 8.7 assist di media.

Al termine dell’ultima gara di regular season contro i Boston Celtics (persa 110-116), anche coach Scott Brooks ha voluto dedicare qualche parola a Wall:

“Ha molto lavoro da fare e avrà delle giornate difficili, ma John tornerà”